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Salviamo la scuola pubblica!

 

Ministro Gelimini

Ministro Gelimini

A ridosso d’inizio anno scolastico, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, propone e a volte realizza, qualche isolata variazione nel sistema scolastico: dal grembiulino per tutti (anche per le ragazze delle superiori, come era una volta?), insufficienza in condotta = bocciatura (ma prendere 7 non era già abbastanza negativo?), insegnamento dell’educazione civica (ma  “Storia ed educazione civica” non erano già curricolari?); voto al posto del  giudizio (ma cambia la sostanza?), maestro unico (Ma! Qualche nostalgia di ritorno guasta?). Piccole cose, che a volte creano anche ingenue simpatie, distogliendo però l’attenzione dall’obbiettivo di fondo di questo Governo di destra: la privatizzazione del sistema statale d’istruzione. Un obbiettivo che il Ministro Gelmini non tralascia mai di ribadire menzionando sempre le tre direttive della sua Riforma a venire: Sussidiarietà dello Stato, Fondazioni scolastiche autonome, Merito dei docenti.

Solidarietà a Evo Morales

Esprimiamo la piena solidarietà al Presidente dello Stato della Bolivia Evo Morales, che da mesi è sotto assedio dall’opposizione fascista e secessionista, che in questi giorni ha scatenato l’inferno nelle strade delle maggiori città boliviane con la conseguente morte di circa una decina di persone. Un attacco alla democrazia del paese, dove solo poche settimane fa si è svolto il referendum popolare che ha sancito con una forte maggioranza la conferma di Evo come presidente della Bolivia.

Non si può riscrivere la storia secondo le proprie convenienze

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci

Le dichiarazioni rilasciate ieri a Gerusalemme dal sindaco di Roma Alemanno a proposito della distinzione che andrebbe fatta nel giudicare il ventennio fascista e le leggi razziali emanate in Italia nel ‘38 rappresenta un furbetto quanto maldestro tentativo di separare responsabilità che invece ricadono interamente su quel regime.

La storia si giudica dai fatti e questi ci dicono che ad emanare le leggi antiebraiche fu il fascismo, senza il quale non ci sarebbero state. Esse rappresentano il fenomeno più odioso di un regime totalitario, razzista e persecutorio. Un regime che praticò l’espansionismo coloniale, che portò l’Italia in una guerra disastrosa, che soffocò ogni tentativo di dissenso con l’esilio, il carcere, l’assassinio.

Dal ‘38, d’accordo col regime nazista, deportò migliaia di ebrei, effettuò i censimenti per individuarli, alimentò un clima di delazione tra la popolazione, costruì un campo di concentramento.

Siamo ugualmente sconcertati e indignati per le parole pronunciate oggi, in occasione della cerimonia di commemorazione del 65° anniversario della Difesa di Roma, dal ministro della Difesa La Russa che ha elogiato il ruolo dei militari della Repubblica di Salò. A queste parole ha subito replicato con fermezza il Capo dello Stato, presente alla cerimonia, ricordando che la Resistenza fu animata dai partigiani che combatterono per liberare l’Italia ma anche da coloro che furono deportati nei campi tedeschi perché rifiutarono di aderire a quella Repubblica.

Sappiamo che sia il sindaco Alemanno che il ministro La Russa provengono da formazioni che si richiamavano apertamente al fascismo. Riteniamo però che non sia degno di governare Roma, città medaglia d’oro della Resistenza, o di avere la carica di ministro della Repubblica chi non riconosce l’antifascismo e la Resistenza come valori fondativi della Costituzione e della nostra democrazia.

Tentare di cambiare la storia per giustificare le proprie appartenenze politiche è un’operazione vergognosa e con le gambe molto corte. Non basterà censurare i libri di testo nelle scuole, come annunciato da esponenti del governo, per cancellare la memoria e la volontà di tenerla viva. Lo dobbiamo a chi quei tragici anni li ha vissuti, dando la vita per la libertà, e alle giovani generazioni, perché siano in grado di costruire un futuro migliore, evitando gli orrori del passato.

Roma, 8 settembre 2008

Emergenza democratica a Vicenza

Oggetto:
dichiarazione della Tavola della Pace
sulle violenze della polizia
contro i pacifisti a Vicenza

Perché con i manganelli? Perché con la violenza?

Perugia, 7 settembre 2008 - All’indomani della violenta carica della polizia contro i pacifisti di Vicenza, Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

La violenza con cui la polizia di Vicenza ha attaccato ieri una pacifica iniziativa del comitato di cittadini che si oppone alla costruzione della nuova base americana sul proprio territorio è un fatto gravissimo. Una grave violazione dei diritti umani e della democrazia.

Voglio esprimere tutta la mia personale solidarietà alle numerose persone ferite, alle loro famiglie e agli organizzatori della manifestazione.

Che bisogno c’era di attaccare a freddo una manifestazione che aveva ricevuto tutte le autorizzazioni e che non minacciava nessuno? Che bisogno c’era di usare la violenza, i manganelli, i calci, gli insulti?

Se questo è il modo con cui il questore di Vicenza (sarebbe utile sapere se si è trattato di una iniziativa personale o se corrisponde ad una precisa direttiva del governo italiano) ha deciso di affrontare le proteste dei cittadini che da tempo si oppongono con ogni mezzo pacifico alla costruzione della nuova base, la condanna di tutti i democratici non deve conoscere esitazioni.

Mi auguro che se ne discuta rapidamente in Parlamento, che venga faccia luce sui fatti e sulle responsabilità, che siano assunte tutte le misure necessarie a che fatti simili non debbano più ripetersi.

Il referendum con cui il prossimo 5 ottobre i vicentini saranno chiamati a dire la loro sulla base si deve svolgere in un clima sereno. Nessuno si può permettere di innalzare la tensione”.

 

Ecco il link per accedere al video che si trova su You Tube sugli scontri di sabato 6 settembre, dove la polizia ha caricato i manifestanti pacifisti: Scontri a Vicenza

Sabato 13 settembre ore 15:00 in piazza Matteotti vi aspettiamo per la grande manifestazione!

Festa cubana

Il circolo ARCI “Tina Merlin” ospita gli amici e compagni dell’Associazione Nazionale di amicizia Italia-Cuba in occasione della cena di sostegno ai progetti del nascente circolo pordenonese intitolato alla memoria di Gino Donè.”

SABATO 20 SETTEMBRE DALLE ORE 19:00 IN POI

  • CENA CON PIATTI TIPICI CUBANI: congri, yuca, platano fritto, carne de puerco e verdure
  • CHIOSCO CON HAVANA-COLA, MOJTO, CUBA LIBRE E PINACOLADA
  • TANTA BUONA MUSICA PER BALLARE CON DJ TUMBERO

Per prenotare la vostra cena potete chiamarci dalle 18:30 alle 21:00 di ogni martedì, venerdì e sabato a questo numero 0427 799685, entro e non oltre il 10 settembre.

Il costo della cena è di 12 euro bevande escluse.

Festival No Dal Molin

Mostra sul riciclo

Il circolo ospita per il mese di settembre (con possibile proroga) la mostra del nostro amico e socio Simone Masseroni, che qui ci spiega con parole sue questa sua passione e ci regala qualche immagine delle sue opere:

                                                 

LAVORO SOLO CON MATERIALE DI RECUPERO, PRIMO PERCHECREDO CHE GLI ALBERI SIANO COSE VIVENTI, QUINDI USARE FINO ALLULTIMO CENTIMETRO DI LEGNO TAGLIATO E’ IL MINIMO DI RISPETTO CHE GLI DEVO; SECONDO PERCHENE HO LE PALLE PIENE DI UN SISTEMA CHE PIEGA LA NATURA AI SUOI DISEGNI, AI SUOI PROGETTI….TIPICO DELLEGO DELLUOMO. LE COSE CHE FACCIO MI VENGONO SUGGERITE DAI PEZZI CHE HO, DALLE FORME CHE TROVO,IO AIUTO SOLO GLI SCARTI A DIVENTARE QUELLO CHE VOGLIONO DIVENTARE O ALMENO, CHE POSSONO ANCORA DIVENTARE…”          

 

Per saperne di più visita il sito http://www.recycled-art.com

                                                                              

Vi ricordo che la mostra è visitabile durante gli orari di apertura del circolo che vanno dalle 18.30 alle 21.00 di ogni marted’, venerdì e sabato. L’ingresso è come sempre gratuito.

Strappato alla madre perchè comunista

Ritorna la caccia alle streghe!?

Tra gli anni quaranta e cinquanta negli Stati Uniti, un senatore repubblicano del Winsconsin chiamato Joseph Mc Carthy, si fece portabandiera di un fenomeno, che appunto venne definito Maccartismo e che si caratterizzava per la persecuzione di tutte quelle persone sospettate di avere simpatie comuniste. Questi sospetti si addentrarono sino alle più alte istituzioni americane, arrivando fino ad Hollywood, dove persino all’attore Charlie Chaplin venne cancellato il visto di rientro negli Stati Uniti, dopo aver trascorso un periodo in Europa. Questo fenomeno venne bocciato dallo stesso pubblico americano che criticò la maniera del senatore di portare avanti i processi contro i sospettati, che in molti casi venivano giudicati innocenti. (continua…)

Cucina etnica all’ARCI

EmpanadasIl circolo ARCI “Tina Merlin”, all’interno dei festeggiamenti ferragostani della “Madona de agost - da curtì a curtì” presenta tre serate di cucina mutietnica: (continua…)

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