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Articolo 21

Per una volta nella vita, sia pure a malincuore, mi tocca rendere pubblica lode a Silvio Berlusconi.
Sino ad oggi, infatti, lo avevamo dileggiato chiamandolo il re della rettifica e della smentita, ma in queste ore ci ha smentito tutti, non rettificando una delle affermazioni più sconcertanti e inquietanti che gli sia mai capitato di rilasciare. Forse ha fatto bene, dal momento che i giornali di oggi, salvo pochissime e consuete eccezioni, non hanno ritenuto di occuparsene. Veniamo ai fatti: sabato mattina, sulla prima pagina del Corriere della Sera, Francesco Verderami, un giornalista sempre ben informato, ha raccontato di un incontro tra Berlusconi e alcuni imprenditori italiani. Nel corso della simpatica riunione re Silvio avrebbe invitato i facoltosi amici a smetterla di spendere soldi per acquisire spot dalla Rai, almeno sino a quando il servizio pubblico dovesse continuare a mandare in onda trasmissioni che danno l’ansia. In un paese normale sarebbe scoppiato il putiferio. Qui da noi si registrano le reazioni del senatore Zanda,  di Articolo 21, dell’Usigrai e di pochissimi altri. Non casualmente il presidente, sino ad oggi, non ha ritenuto di smentire, del resto le stesse parole le aveva già utilizzate in altre occasioni. Durante la crisi delle borse aveva invitato gli italiani ad acquistare azioni Mediaset, cosa ritenuta normale dai cosiddetti opinionisti liberali. In altra occasione aveva arringato i direttori perché i TG pubblici: “trasmettono ansia”. Sarà bene ricordare che per Berlusconi la parola ansia è associata a tutte le trasmissioni, ormai pochissime, che ancora danno spazio al malessere sociale o, addirittura, si permettono di dare la parola a genitori, insegnanti studenti. Non casualmente i suoi picciotti hanno già cominciato a chiedere provvedimenti esemplari contro Fabio Fazio, contro Santoro e Travaglio, contro Blob, contro Lucarelli che continua a rompere le scatole con questa storia della mafia, per non parlare poi delle inchieste della Gabanelli…..Non contento Berlusconi ha fatto sapere che anche alcuni giornali stanno dando troppo spazio agli studenti, creando ansia. Quando il presidente comincia a ripetere in modo ossessivo un concetto, palesemente falso, significa che sta preparando l’assalto finale. Così accadde per l’editto bulgaro, cosi accadrà per la rai. Nell’articolo del Corriere, tuttavia, non c’è solo la minaccia verso le trasmissioni sgradite, ma addirittura la minaccia delle sanzioni economiche. Il proprietario di Mediaset invita alcuni investitori a levare i soldi dalla Rai sino a quando non sarà ridotta o indotta a più miti consigli. Nel frattempo gli investitori potranno sempre acquistare azioni Mediaset, dal momento che lo stesso presidente le ha indicate come le più sicure sul mercato. Nelle stesse ore il fido Gasparri, tra una minaccia e l’altra rivolta a Santoro, ha trovato il tempo di minacciare lo sciopero del canone. Lo ha fatto mentre persino l’autorità di garanzia delle comunicazioni denunciava lo strapotere del governo nelle reti pubbliche e private. La mancata smentita di Berlusconi è la più clamorosa conferma del disegno prossimo venturo. L’intenzione dichiarata e strillata è quella di annullare anche le ultime diversità editoriali sopravvissute.
Alle opposizioni spetta il compito di promuovere un’azione comune,in Europa e in Italia,per denunciare quanto sta accadendo, per altro in aperto contrasto con gli stessi principi comunitari.
Nelle prossime ore Articolo 21 chiederà a tutte le forze politiche e associative di sollecitare l’intervento di tutte le autorità istituzionali e di garanzia. Sono in discussione, non solo i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione, ma persino i più elementari principi che regolano il libero mercato. Le autorità di sistema, a cominciare dall’antitrust (presieduta da Antonio Catricalà già segretario generale a Palazzo Chigi durante il precedente governo Berlusconi), non possono fingere di chiamarsi Pasquale, per usare una celebre espressione di Totò, o trincerarsi dietro formalismi o cavilli. La stessa Corte Costituzionale deve vigilare sul principio di rispetto della autonomia della Rai dagli esecutivi, principio che dovrebbe essere considerato ancora più inviolabile quando il presidente del consiglio è anche il quasi monopolista del settore.
Sono queste le ragioni che dovrebbero indurre tutta l’opposizione, e non solo l’ opposizione, a non cedere sulla commissione di vigilanza, a sostenere la candidatura di Leoluca Orlando, ad esprimere una squadra per il prossimo consiglio della rai autorevole,compatta,lontana da ogni forma di subalternità e di consociativismo politico o affaristico.
Ugualmente bisognerà trovare il modo di riportare il tema della libertà e del’ autonomia della comunicazione al centro della agenda politica e culturale.
Berlusconi tenterà di espellere quello che non gli piace, promuoverà una campagna di oscuramento e di diffamazione contro ogni forma di onda anomala. Non bisogna rassegnarsi. Guai a considerare normali le minacce di queste ore! Guai a lasciar passare,senza una adeguata reazione, vicende come quelle descritte dal Corriere. Guai a fingere di non sentire l’assordante silenzio delle autorità di garanzia.
Per queste ragioni abbiamo chiesto all’avvocato Domenico D’Amati di intraprendere tutte le azioni possibili a tutela della legalità e dell’interesse generale.
Nel frattempo sarà bene cominciare a preparare la grande manifestazione per la qualità e la dignità di chi produce e di chi riceve la comunicazione, proposta da Flavio Lotti, coordinatore della Tavola  della Pace, e da tante associazioni del volontariato laico e cristiano,che dovrebbe essere convocata per il prossimo 10 dicembre a Roma.
Noi ci saremo e lavoreremo perchè quella piazza e quella giornata diventino davvero una nuova grande piazza (come è accaduto al circo Massimo) dell’ unità e della libertà.

Da Articolo 21 scritto da Giuseppe Giulietti

La Scuola in Diretta

Il nome di Piero Calamandrei, forse, non dirà molto agli studenti che protestano contro settantenni incartapecoriti che gli hanno rubato il presente e gli vogliono togliere la speranza di un futuro.
Il suo nome, forse, non avrà significato per i ragazzi e le ragazze che vedono al vertice delle istituzioni, dell’economia, dell’informazione del loro Paese dei pregiudicati, dei servi, dei lacchè. Calamandrei, forse, non dirà nulla alla nostra gioventù che vede la Costituzione tradita dal Parlamento, migliaia di caduti sul lavoro ogni anno, milioni di precari e il padre, o la madre, licenziati. Calamandrei fu professore durante il fascismo, uno dei pochi a non avere nè chiedere mai la tessera del partito. Fondò il Partito d’Azione e fu membro della Consulta. La stessa che oggi è merce di scambio tra lo psiconano e Topo Gigio. Nel 1950 fece un discorso sulla Scuola, parole che sembrano dette oggi per la Scuola della P2

 

L’ipotesi di Calamandrei. “Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.” Piero Calamandrei

 

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

Italia con l’ex “patto di Varsavia”: salvare la terra non è urgente!

Lettera dal Ministro Gelmini

A causa delle difficoltà di discernimento ostentate da qualcuno, devo premettere che questa è una lettera satirica. Tutto quello che leggerete di seguito è solo frutto di fantasia… o forse no!

Cara bambina, caro bambino,
il mio nome è Maria Stella Gelmini. Sono il vostro Ministro della Pubblica Istruzione-Selezione e ho deciso di scrivervi una lettera appassionata.
Il governo che i vostri genitori e i loro amici hanno amorevolmente e democraticamente scelto anche per voi, si sta impegnando seriamente per regalarvi una scuola migliore di quella che avete conosciuto fino a ora. Vorrei elencarvi i punti principali della nostra riforma cosicchè non corriate il rischio di farvi trascinare in piazza da quei comunistacci e fannulloni dei vostri genitori ed insegnanti che sono in evidente malafede e assolutamente disinformati.

  • Abbiamo deciso di cominciare dall’obbligatorietà del grembiulino, un capo d’abbigliamento che vi renda tutti un pò più uguali, almeno esteticamente. Sono stati contattati Dolce&Gabbana, Calvin Klein, Armani e Versace, li abbiamo incaricati di disegnare la nuova divisa della scuola pubblica e hanno tutti risposto con grande entusiasmo. Quando ci consegneranno i modelli, potrete scegliere il vostro preferito tramite un sondaggio su Internet o anche con il televoto, basterà un sms dal costo di 12€ (iva esclusa).
  • Tornerete al maestro unico. Non più tre insegnanti per classe, pronti a giudicare tutto quello che facciate. Se sarete fortunati, avrete anche un maestro unico impreparato che non ha nulla da insegnarvi. Non correrete il rischio di dover imparare qualcosa di utile. Leggere, fare operazioni aritmetiche, conoscere gli antichi egizi o l’impero romano… sai che palle!
  • Aboliremo il tempo pieno. Ci abbiamo riflettuto molto su questo e siamo arrivati alla conclusione che una giornata trascorsa tra le mura di una classe noiosa, apprendendo cose noiose e intellettualmente stimolanti, non sia una vera giornata. Con l’abolizione del tempo pieno avrete più tempo da trascorrere con i vostri passatempi preferiti quali Televisione e, soprattutto, PlayStation! Se dovesse avanzarvi del tempo e/o i vostri genitori non siano di quelli che son sempre contenti di delegare ad altri il vostro tempo libero, dovrete sopportare la rogna di far qualcosa con loro
  • Un altro regalo che facciamo a voi e alle nostre scuole del futuro sarà l’assenza di immigrati. Avete capito bene! Niente rumeni, negracci o asiatici che abbassino il livello di gradibilità della scuola e del quartiere sul quale questa insiste. Inoltre non potrebbero neppure permettersi un grembiulino griffato. Una scuola ariana è proprio quello che ci serve per farvi crescere bene, sani e anche un pò xenofobi. Per quei poveri disgraziati creeremo delle classi apposite all’interno delle quali potranno integrarsi tra loro. Stiamo discutendo sulla possibilità di mettere dei vetri al posto dei muri di queste classi cossicchè possiate osservarli mentre tentano inutilmente di apprendere la nostra lingua. La voce narrante di Maria De Filippi vi racconterà dei loro vani tentativi di integrazione.
  • Altra proposta in discussione sulla quale decideremo in seguito è quella di mandare, nelle predette “classi - ponte”, gli italiani handicappati e i ritardati. Per i presunti froci, alla vostra età è ancora presto per dichiararli tali con certezza pertanto, sarete voi a decidere chi mandare nella classe dei reclusi. Anche per questo vogliamo essere democratici, potrete quindi decidere con il televoto da casa o anche picchiandoli liberamente davanti a un insegnante. La promozione alla classe successiva sarà automatica per chi filmerà la scena con il telefonino per poi metterl in rete su Youtube.

Abbiamo in mente tante idee belle e costruttive. Abbiamo in mente una scuola nuova, efficiente e moderna. Una scuola veramente meritocratica dove meriti una raccomandazione solo se sei appartenente alla razza italica da almeno quattro generazioni. Abbiamo in mente degli insegnanti moderni, finalmente uniformati al pensiero unico della dittatura mediatica della Televisione. Abbiamo in mente una scuola che ci vuol coraggio a chiamarla scuola. Sarà per voi un piccolissimo fastidio ma ci siamo ripromessi di togliervi anche questo. Ricordatevi che la verità è una sola e non fidatevi di mamma e papà che vi portano in piazza per difendere quello che, a oggi, è l’ultimo strumento di tortura legalizzato. Fidatevi di chi vi parla sinceramente, con il cuore in mano, senza secondi fini.
Amorevolmente vostra,

Maria Stella Gelmini
Ministro della Pubblica Distruzione

Autunno caldo

Ottobre: scioperare per reagire alla sopraffazione

Dalle mobilitazioni dei lavoratori una speranza di dissenso

Violento, profondo e ramificato è l’attacco alle condizionidi vita e di lavoro in Italia. Ai provvedimenti presi dal governo di destra durante l’estate e in questo inizio d’autunno si aggiungono le minacciose ombre della revisione delle regole della contrattazione ed i miasmi della pestefinanziaria che - se ora attacca i risparmi ed i piccoli investimenti deilavoratori (compresi i fondi pensione) - molto presto potrebbe colpire il tessuto produttivo, in seguito ad una caduta della domanda con conseguenzesulla produzione, sull’occupazione e sui salari.

Nella priorità dello Stato italiano non vi è alcuna traccia di un sostegno ai salari ed agli stipendi, alle pensioni ed ai servizi sociali, mentre al primo posto vi si trova il sostegno alle imprese, al sistema bancario ed assicurativo, tramite un rastrellamento di risorse pubbliche e private (dei lavoratori) che sottrae ricchezza, posti di lavoro, sicurezza sociale e fiducia a milioni di lavoratori e li costringe ad un indebitamento a vita per garantirsi (forse) una casa, un futuro per i figli, un sollievo per la vecchiaia.

I lavoratori sono mortificati nella dignità di un lavoro cheti sfrutta o ti uccide, sono immiseriti nelle ristrettezze di un salario da mero sostentamento, sono sorpresi dalla distruzione delle conquiste sociali nei campi dell’istruzione, della sanità, dell’assistenza, della previdenza, dei trasporti e della loro privatizzazione, sono spiazzati dalle aggressioni a diritti e libertà costitutivi del mondo del lavoro portate avanti dal governo e che avvengono di fatto nelle aziende con atti repressivi da fascismo aziendale,i lavoratori sono interdetti di fronte alle scelte conniventi e collusive col governo di certe organizzazioni sindacali.

Eppure stanno già cercando di reagire: dai tempestivi scioperi nella scuola di CUB ed Unicobas allo sciopero generale intercategoriale del 17 ottobre di SdL-CUB-Confederazione Cobas, dal tardivo mainevitabile sciopero del 30 ottobre contro i tagli nella scuola pubblica al netto rifiuto della CGIL di trattare sul diktat anti-operaio di Confindustria sulla contrattazione, dalle mobilitazioni per la sicurezza sul lavoro nei trasporti a quelle nel pubblico impiego, si cerca di reagire al contesto di sopraffazione delle coscienze e dei diritti ed al clima di paura deliberatamente creato al fine di disunire e di demoralizzare i lavoratori e le lavoratrici, di impedire qualsiasi tentativo di riorganizzazione nei luoghi dilavoro, di reprimere qualsiasi risposta dal basso alle violenze dello sfruttamento e della precarietà, di spingere verso una nuova sciagurata stagione dei sacrifici.

Noi dobbiamo sostenere perciò le mobilitazioni sindacaliper:

·        la difesa dei salari tramite aumenti frutto di una contrattazione nazionale riunificata per settori (industria, commercio, pubblico…); aumentisganciati dalla produttività e dallo straordinario a livello di azienda;

·        la difesa della scuola della repubblica e del diritto allo studio senza discriminazioni di classe, di abilità e di provenienza;

·        la difesa delle pensioni e la gratuità dei servizi sociali;

·        la sicurezza sul lavoro affidata al controllo diretto dei lavoratori;

·        la assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari e in nero, italiani e nuovi cittadini;

·        una società liberata dallo sfruttamento e dalla miseria, dai profitti edalle speculazioni, dall’avidità del capitalismo e dall’autoritarismo degliStati; una società fondata sulla solidarietà e sul mutuo appoggio, sulla libertà e sull’autogestione della vita e del lavoro

Andrea

La Bolivia di Evo Morales

Circolo ARCI “Tina Merlin” di Montereale Valcellina
 
in collaborazione con:
 
Ass. Immigrati PN sezione di San Vito al Tagliamento
Ass. argentina “Vientos del Sur” - Udine
 
presentano: 
 
Venerdì 17 ottobre ore 21.00
 
 
HASTA SIEMPRE AMERICA LATINA
 
La Bolivia di Evo Morales
 
incontro con Teresa Fernandez e Lalo Truijllo
 
e proiezione del video “Bolivia para todos” di Emilio Curtoy D. (30 min. 2008)
 
Aderiscono all’iniziativa l’Ass. nazionale di amicizia Italia-Cuba Circolo “Gino Donè”  - Pordenone, Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti PN.
 
INGRESSO LIBERO
 
L’iniziativa si terrà presso i locali del Circolo ARCI “Tina Merlin” in via Ciotti 11 - Montereale Valcellina (PN) - Tel 0427 799685  

Puliamo il mondo 2008

A MONTEREALE VALCELLINA

UNA INIZIATIVA ORGANIZZATA DALLAMMINISTRAZIONE COMUNALE

CON LA COLLABORAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI E DELLA SCUOLA

 

Obbiettivo dell’iniziativa è partecipare al più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo (Clean Up the World), di cui “Puliamo il Mondo” è l’edizione italiana organizzata da Legambiente fin dal 1993.

E’ una iniziativa di cura e pulizia dei luoghi in cui viviamo, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città e paesi puliti e vivibili.

A livello nazionale, si vogliono recuperare luoghi dal degrado, promuovendo anche una efficiente gestione dei rifiuti, una reale riqualificazione delle aree urbane marginali, una più attenta valorizzazione degli ambienti naturali preservandoli dall’abusivismo edilizio e dalla cementificazione. Nel 2007, in Italia hanno aderito 1800 comuni e oltre 500.000 volontari.

 

Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo alcuni luoghi da ripulire dai rifiuti abbandonati, in particolare:

 

-         Via Ponte Giulio, fino all’incrocio con la centrale Enel;

-         la strada che dal cimitero del capoluogo scende fino al ponte di Ravedis, in particolare il lato in scarpata verso il Cellina;

-         la strada che scende in Cellina da Via Verdi, specie in prossimità della prima curva, dove nel tempo si è creata una piccola discarica abusiva

-         la strada di collegamento con la strada Statale e l’abitato di Montereale;

 

 

Per i partecipanti:

 

ci troviamo Sabato 25 Ottobre 2008 alle ore 8.00 presso il piazzale del Municipio, poi ci divideremo in più squadre a seconda di quanti saremo e ci dirigeremo verso i luoghi pattuiti.

In ogni squadra credo sarà utile nominare un responsabile di riferimento.

 

Cose utili da sapere:

 

-         ogni partecipante deve venire munito di scarponcini;

-         se possibile ognuno porti con sé il giubbetto color arancio che portiamo in macchina per farci meglio riconoscere;

-         l’amministrazione metterà a disposizione guanti per i partecipanti, i sacchi per raccogliere i rifiuti, i mezzi per trasportare i sacchi, cassetta prontosoccorso;

 

IMPORTANTE:                   chi vuole partecipare deve aderire entro Venerdì 11 Ottobre

 

In caso di pioggia l’iniziativa sarà posticipata a Sabato 08 Novembre

 

N.B. Giovedì 23.10.08, con i referenti le associazioni, ci troviamo in comune alle ore 18.00 per definire i dettagli.

                                                                                 

Massimo Magris

9 ottobre 1963 – 9 ottobre 1967

Il giorno 9 ottobre 1963, una fetta del monte Toc cade sul bacino creato dalla nuova diga del Vajont ed un’onda spaventosa si abbatte sui paesi vicini causando la morte di circa duemila persone.

Servizio di "La storia siamo noi" del 6 maggio 1996

Lo stesso giorno, nel 1967, in Bolivia, dove si trovava per organizzare la Resistenza alla dittatura in uno dei paesi più poveri del continente, viene assassinato dall’esercito e dalla CIA il Comandante Ernesto “Che” Guevara.

El "Che" sull'imperialismo

Annullato il referendum a Vicenza

 

 

Dormiranno in parecchi sotto le finestre della Prefettura per difendere il diritto di una comunità a esprimersi sul destino del territorio. A Vicenza doveva tenersi domenica prossima, dopo due anni di mobilitazione ininterrotta, una consultazione popolare, un referendum, elementare esercizio di democrazia partecipata rispetto a una decisione calata dall’alto: una nuova, ennesima, base Usa, spacciata per ampliamento di quella che già occupa dal ‘51 un bel pezzo di territorio. Una colata di cemento sull’unico polmone verde dove scorre una falda acquifera fondamentale per la sete del Veneto. Una base di guerra a poche centinaia di metri, in linea d’aria dai capolavori palladiani.

L’ideologia del Libero Mercato è Ben Lontana dall”essere Finita

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