search
top

L’Authority anti-fannulloni? Costo previsto quattro milioni…

“Il trucchetto c’è ma finora nessuno, a parte chi l’ha escogitato, se n’è accorto. Anche dietro la norma ‘anti-fannulloni’ del ministro Renato Brunetta, spuntano immancabili le ‘solite’ consulenze. Strapagate a carico della collettività, s’intende. Basta leggere il disegno di legge (numero 847), che il ministro Brunetta ha riassunto in quattro parole d’ordine: più trasparenza, standard, premi e punizioni per chi non fa il proprio lavoro”. E’ quanto denuncia un articolo apparso oggi su ‘il Riformista’ dal titolo: “L’Authority anti-fannulloni ci costa già quattro milioni”.
“A leggere il testo arrivato in commissione (articolo 3, punto d) - scrive ‘il Riformista’ - il ddl prevedeva ‘l’istituzione presso il Dipartimento di funzione pubblica, eventualmente in raccordo con altri enti o soggetti pubblici, di un organismo centrale (…) con il compito di validare i sistemi di valutazione adottati dalle singoli amministrazioni centrali, indirizzare, coordinare e sovraintendere all’esercizio delle funzioni di valutazione, nonché di informare annualmente il ministro per l’Attuazione del programma sull’attività svolta”.
“La centrale di controllo anti-fannulloni - precisa il quotidiano diretto da Antonio Polito - era praticamente a costo zero. Tanto che - si leggeva poche righe più sotto - “i componenti del predetto organismo, scelti tra persone di elevata professionalità, anche estranee all’amministrazione, prestano la loro collaborazione a titolo gratuito”. Fin qui una pagina di bella politica: una norma anti-fannulloni che si fonda su un organismo di controllo che non costa nulla”.
“Il problema - rivela ‘il Riformista’ - è che, nell’accordo trovato in commissione Affari costituzionali del Senato, il punto d dell’articolo 3 è stato inghiottito dal nulla. E la famosa “collaborazione” a titolo gratuito dei componenti dell’organismo antifannulloni è svanita. Il testo licenziato dalla commissione prevede “nell’ambito del riordino dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), l’istituzione (…) di un organismo centrale che opera in collaborazione con il Ministero del’Economia e il Dipartimento della funzione pubblica con il compito di indirizzare, coordinare e sovraintendere all’esercizio indipendente dalle funzioni di valutazione, di garantire la trasparenza dei sistemi (…), di assicurare la comparabilità e la visibilità degli indici di andamento gestionale”.
“Le mansioni dell’organismo - spiega il quotidiano - sono praticamente le stesse del ddl originale. L’unica differenza con il testo approvato dalla commissione è che la centrale anti-fannulloni non è più gratis. I componenti, “di numero non superiore a cinque”, sono pagati. Eccome. (…) Il costo complessivo dell’operazione può arrivare a quattro milioni di euro. Otto miliardi del vecchio conio”.
“Ce n’è per tutti - denuncia il giornale - Un milioni e mezzo di euro (onere massimo previsto) “per compensi, comprensivi degli oneri riflessi, spettanti ai componenti dell’Agenzia, da fissare con decreto del Ministero per la pubblica amministrazione di concerto col Ministero dell’economia. Mezzo milione “per l’affidamento di consulenze e incarichi di collaborazione”. Settecentomila euro “per la stipula di convenzioni con enti e università”. Altri cinquecentomila “per il funzionamento e spese connesse alla segreteria tecnica”. E ancora: quattrocentomila euro “per l’acquisto e la manutenzione di beni strumentali e per gli oneri di funzionamento della struttura” e un altro assegno da quattrocentomila “per le spese concernenti all’affitto della sede ed eventuali oneri connessi”. Totale: quattro milioni”.
 quinews

Legambiente in Cansiglio

Il gruppo del circolo di Legambiente “Prealpi carniche” in gita nel Pian del Cansiglio”

 

21° INCONTRO DI ALPINISTI E AMBIENTALISTI IN DIFESA DELLANTICA FORESTA DEL CANSIGLIO

Castagne&musica

Sabato 22 novembre dalle ore 17.00 presso i locali del Circolo:

Castagnata di beneficenza all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Con la partecipazione del gruppo musicale Attenti Accueidue e tanti altri ospiti…

INGRESSO LIBERO

G8: DIAZ, ASSOLTI I VERTICI DELLA POLIZIA

G8: DIAZ, ASSOLTI I VERTICI DELLA POLIZIA
GENOVA - Assolti per i fatti della scuola Diaz dal tribunale di Genova i tre funzionari di vertice della polizia di stato, Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, e Gianni Luperi, oggi numero tre dell’Aisi, e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia.

Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo per i fatti della scuola Diaz, in occasione del G8 del 2001. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi.

Alla lettura della sentenza per i fatti della Diaz, dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si e’ levato il grido ’ vergogna, vergogna!’ dai settori del pubblico.

Aneddoti dal Governo: camerati, raccomandati, tagli alle scuole e fannulloni

Palestina viaggio nei territori occupati: politica, attualità e speranza

Giovani Comuniste/i – Federazione di Pordenone

Circolo Rifondazione Comunista S.E. di Montereale Valcellina

 

Vi invitano:

 

Sabato 15 novembre ore 18:00

presso la Sala “Menocchio”

 via Ciotti 1 – Montereale Valcellina (PN)

 

 

PALESTINA

VIAGGIO NEI TERRITORI OCCUPATI:

Politica, attualità e speranza.

 

Il racconto e le immagini dell’esperienza di due giovani ragazzi che, in segno di solidarietà e speranza nel percorso verso la pace tra Palestina ed Israele, intraprendono un viaggio nei territori occupati per avviare due progetti di educazione nelle scuole.

 

 Intervengono:

 

Paolo Pantaleoni presidente dell’associazione A La Calle!

 Sara Visintin associazione A La Calle! Bologna

 

 

 Saranno disponibili al prezzo di 10 euro le magliette de “A la Calle! Rimini” per finanziare il progetto in Palestina.

 

Aderiscono all’iniziativa: Circolo ARCI “Tina Merlin”, Ass. Naz. Italia-Cuba Circolo “Gino Donè” PN e Circolo di Legambiente “Prealpi Carniche.

Basta fascismo!

Dopo le molteplici aggressioni di stampo squadrista contro immigrati, lesbiche e gay, barboni e compagne/i, ecco che a finire sul mirino dei neofascisti arrivano gli studenti pacifici che manifestano contro la riforma Gelmini e la sede della Rai. Il tutto è giustificato dalle parole di Marcello Dell’Utri, che siede tranquillamente tra i banchi del Parlamanto. Giudicate voi se questo possa essere possibile ora in Italia.

Ecco le immagini dell’aggressione degli appartenenti a Blocco Studentesco, movimento giovanile di destra:

watch?v=3ZkW6YuSs5k

Di conseguenza alle immagini trasmesse da “Chi l’ha visto?” ecco la marcia squadrista nella sede RAI:

irruzione alla RAI di una squadraccia fascista

E dulcis in fundo ecco il “venerabile” Licio Gelli, capo della loggia massonica P2, che elogia Berlusconi:

http://it.youtube.com/watch?v=yLAcXFc-QSM

Buona democrazia a tutti!

Fabio

Finalmente Obama!


Finalmente.
 
Finalmente l’era Bush è finita, sconfitta senza appello e a furor di popolo. Il popolo degli Stati Uniti dice oggi al mondo che c’è un’altra via per affrontare i problemi e le sfide di questi tempi, che non è obbligatorio reagire alla crisi e all’insicurezza con la guerra e il militarismo, l’oscurantismo religioso e il razzismo, la distruzione dei diritti sociali e delle libertà civili.
 
Barack Obama è riuscito a intercettare un bisogno di cambiamento innanzitutto morale e ideale, incardinata perfino fisicamente dal nuovo presidente degli Stati Uniti, il primo presidente nero, figlio di un immigrato africano. 
 
Le lacrime di Jassie Jackson stanotte la dicono lunga sul gigantesco valore simbolico di questa elezione per un paese che quaranta anni fa vide l’assassinio di Martin Luther King, per un pianeta ancora fondato sul neocolonialismo, per una Europa dove avanzano ovunque le forze razziste e neo-naziste.
 
Negli Stati Uniti è avvenuta una riconnessione fra politica e società civile che è un sogno in molti altri paesi occidentali. Obama non ha vinto perché tanta gente lo ha votato, con una partecipazione al voto straordinaria. Tanta gente lo ha votato perché milioni di persone hanno deciso di partecipare attivamente e da mesi alla campagna elettorale, di scommettere per la prima volta da decenni sulla partecipazione politica.
 
Non sappiamo quanto questa relazione virtuosa durerà. La storia ci insegna che sarà difficile. Dopo la vittoria, Obama ha detto che il cambiamento non è quello che è avvenuto stanotte, ma il percorso che da stanotte comincerà e per il quale lui si considera al servizio. Sono parole importanti, in una epoca dove il personalismo, il leaderismo e il populismo sembrano farla da padroni, nelle elite politiche.
 
Lo ha detto lui stesso, stanotte, ai suoi elettori: verrà il tempo per le critiche e le contestazioni. Ma c’è un tempo per ogni cosa. E oggi per noi è il tempo per festeggiare e per sperare, insieme ai movimenti degli Stati Uniti con cui da anni lavoriamo per costruire un mondo diverso. Vogliamo oggi sperare che dal continente americano, ora che anche l’emisfero nord ha prodotto il cambiamento in campo da tempo in America Latina, possa venire una svolta decisiva in un momento drammatico per la vita del pianeta.
 
La crisi finanziaria, ecologica, sociale, alimentare, dei prezzi e del lavoro ormai dilagano nel nord e nel sud del mondo. All’esclusione degli ultimi si aggiunge il progressivo e inesorabile impoverimento delle classi medie e produttive. Negli Stati Uniti, Obama ha vinto perché le vittime del capitalismo selvaggio hanno deciso di smetterla con la guerra fra poveri che per decenni ha contrapposto bianchi e neri, yankee e latinos, garantiti e precari. E’ la lezione più importante, che la società italiana può apprendere dal voto di stanotte.

Paolo Beni, Presidente Nazionale dell’ARCI

4 novembre: lutto nazionale

90 anni fa a Villa Giusti l’Austria si arrendeva all’Italia. Era la vittoria! La prima guerra mondiale per l’Italia era finita!

Una guerra non voluta dai lavoratori e imposta con la forza dallo stato italiano.

Chi si ricorda in questi giorni che nel 1915 a Milano, Roma, Torino e altre località ci furono manifestazioni di massa contro la guerra? Che a Torino 100mila operai in sciopero si scontrarono con la polizia e le truppe in una lotta durata due giorni?

Era chiaro che i lavoratori non volevano essere carne da cannone, non intendevano pagare i costi di una guerra imposta dalla borghesia, dagli industriali, dalle alte gerarchie dell’esercito.

Eppure chi dirà in questi giorni che durante la guerra ci furono un milione di processi per diserzione, efferate decimazioni nei battaglioni, 4mila arresti per manifestazioni contro la guerra?
Che a Torino nel 1917 il popolo insorse ancora per 7 giorni contro l’aumento dei prezzi e per il pane e per la pace?

In questi giorni si festeggia ipocritamente la ‘vittoria’: una vittoria pagata con 680.000 morti, due milioni tra feriti, mutilati e prigionieri, tutti lavoratori mandati al macello contro altri lavoratori di altri paesi; alla fine il totale sarà di 15 milioni di lavoratori uccisi. Proletari a cui avevano detto di combattere per le loro patrie: e così furono ingannati. Il vero nemico marciava invece alla loro testa, pianificava il massacro alle loro spalle nei quartieri generali delle retrovie.

In questi giorni lo stato italiano festeggia quella tragedia con discorsi, commemorazioni, parate militari, visite ai cimiteri di guerra, elogi al valore dei soldati italiani morti per la patria., lezioni specifiche nelle scuole, esposizione per decreto del ministro La Russa della bandiera italiana che poi negli uffici pubblici è sempre esposta! Paragona il 4 novembre, al 25 aprile e al 2 giugno!

Le parole commosse e l’esaltazione dell’eroismo da parte di uomini di governo e militari non ci devono ingannare: la patria ed il nazionalismo sono invenzioni per mettere i lavoratori di tutto il mondo gli uni contro gli altri, per poter disporre di un esercito che controlli il territorio, che difenda gli interessi economici dell’imperialismo ovunque oggi la guerra impone la distruzione, in Iraq come in Afghanistan, nel Caucaso come nel Tibet, in Africa come in Libano e Palestina, producendo milioni di profughi, miseria e macerie, disoccupazione ed emigrazione.

90 anni dopo, il 4 novembre sia giornata per il ripudio della guerra, per la diffusione dell’antimilitarismo e della non violenza tra i popoli, per il cessate il fuoco e la smilitarizzazione di tutte le zone di guerra, per il ritiro dell’esercito italiano e di tutti gli eserciti dalle finte operazioni di pace.

4 Novembre 2008, bandiere a mezz’asta, piangiamo i martiri della barbarie del capitalismo, del nazionalismo e del militarismo. Pace e solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo, lotta internazionale allo sfruttamento ed alla povertà.

Andrea

21° INCONTRO DI ALPINISTI E AMBIENTALISTI IN DIFESA DELL’ANTICA FORESTA DEL CANSIGLIO

Pagina 27 di 30« Prima...1020...2526272829...Ultima »