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Legambiente in Cansiglio

Il gruppo del circolo di Legambiente “Prealpi carniche” in gita nel Pian del Cansiglio”

 

21° INCONTRO DI ALPINISTI E AMBIENTALISTI IN DIFESA DELLANTICA FORESTA DEL CANSIGLIO

Castagne&musica

Sabato 22 novembre dalle ore 17.00 presso i locali del Circolo:

Castagnata di beneficenza all’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Con la partecipazione del gruppo musicale Attenti Accueidue e tanti altri ospiti…

INGRESSO LIBERO

G8: DIAZ, ASSOLTI I VERTICI DELLA POLIZIA

G8: DIAZ, ASSOLTI I VERTICI DELLA POLIZIA
GENOVA - Assolti per i fatti della scuola Diaz dal tribunale di Genova i tre funzionari di vertice della polizia di stato, Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, e Gianni Luperi, oggi numero tre dell’Aisi, e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia.

Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo per i fatti della scuola Diaz, in occasione del G8 del 2001. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi.

Alla lettura della sentenza per i fatti della Diaz, dopo 11 ore di camera di consiglio, in aula si e’ levato il grido ’ vergogna, vergogna!’ dai settori del pubblico.

Aneddoti dal Governo: camerati, raccomandati, tagli alle scuole e fannulloni

Palestina viaggio nei territori occupati: politica, attualità e speranza

Giovani Comuniste/i – Federazione di Pordenone

Circolo Rifondazione Comunista S.E. di Montereale Valcellina

 

Vi invitano:

 

Sabato 15 novembre ore 18:00

presso la Sala “Menocchio”

 via Ciotti 1 – Montereale Valcellina (PN)

 

 

PALESTINA

VIAGGIO NEI TERRITORI OCCUPATI:

Politica, attualità e speranza.

 

Il racconto e le immagini dell’esperienza di due giovani ragazzi che, in segno di solidarietà e speranza nel percorso verso la pace tra Palestina ed Israele, intraprendono un viaggio nei territori occupati per avviare due progetti di educazione nelle scuole.

 

 Intervengono:

 

Paolo Pantaleoni presidente dell’associazione A La Calle!

 Sara Visintin associazione A La Calle! Bologna

 

 

 Saranno disponibili al prezzo di 10 euro le magliette de “A la Calle! Rimini” per finanziare il progetto in Palestina.

 

Aderiscono all’iniziativa: Circolo ARCI “Tina Merlin”, Ass. Naz. Italia-Cuba Circolo “Gino Donè” PN e Circolo di Legambiente “Prealpi Carniche.

Basta fascismo!

Dopo le molteplici aggressioni di stampo squadrista contro immigrati, lesbiche e gay, barboni e compagne/i, ecco che a finire sul mirino dei neofascisti arrivano gli studenti pacifici che manifestano contro la riforma Gelmini e la sede della Rai. Il tutto è giustificato dalle parole di Marcello Dell’Utri, che siede tranquillamente tra i banchi del Parlamanto. Giudicate voi se questo possa essere possibile ora in Italia.

Ecco le immagini dell’aggressione degli appartenenti a Blocco Studentesco, movimento giovanile di destra:

watch?v=3ZkW6YuSs5k

Di conseguenza alle immagini trasmesse da “Chi l’ha visto?” ecco la marcia squadrista nella sede RAI:

irruzione alla RAI di una squadraccia fascista

E dulcis in fundo ecco il “venerabile” Licio Gelli, capo della loggia massonica P2, che elogia Berlusconi:

http://it.youtube.com/watch?v=yLAcXFc-QSM

Buona democrazia a tutti!

Fabio

Finalmente Obama!


Finalmente.
 
Finalmente l’era Bush è finita, sconfitta senza appello e a furor di popolo. Il popolo degli Stati Uniti dice oggi al mondo che c’è un’altra via per affrontare i problemi e le sfide di questi tempi, che non è obbligatorio reagire alla crisi e all’insicurezza con la guerra e il militarismo, l’oscurantismo religioso e il razzismo, la distruzione dei diritti sociali e delle libertà civili.
 
Barack Obama è riuscito a intercettare un bisogno di cambiamento innanzitutto morale e ideale, incardinata perfino fisicamente dal nuovo presidente degli Stati Uniti, il primo presidente nero, figlio di un immigrato africano. 
 
Le lacrime di Jassie Jackson stanotte la dicono lunga sul gigantesco valore simbolico di questa elezione per un paese che quaranta anni fa vide l’assassinio di Martin Luther King, per un pianeta ancora fondato sul neocolonialismo, per una Europa dove avanzano ovunque le forze razziste e neo-naziste.
 
Negli Stati Uniti è avvenuta una riconnessione fra politica e società civile che è un sogno in molti altri paesi occidentali. Obama non ha vinto perché tanta gente lo ha votato, con una partecipazione al voto straordinaria. Tanta gente lo ha votato perché milioni di persone hanno deciso di partecipare attivamente e da mesi alla campagna elettorale, di scommettere per la prima volta da decenni sulla partecipazione politica.
 
Non sappiamo quanto questa relazione virtuosa durerà. La storia ci insegna che sarà difficile. Dopo la vittoria, Obama ha detto che il cambiamento non è quello che è avvenuto stanotte, ma il percorso che da stanotte comincerà e per il quale lui si considera al servizio. Sono parole importanti, in una epoca dove il personalismo, il leaderismo e il populismo sembrano farla da padroni, nelle elite politiche.
 
Lo ha detto lui stesso, stanotte, ai suoi elettori: verrà il tempo per le critiche e le contestazioni. Ma c’è un tempo per ogni cosa. E oggi per noi è il tempo per festeggiare e per sperare, insieme ai movimenti degli Stati Uniti con cui da anni lavoriamo per costruire un mondo diverso. Vogliamo oggi sperare che dal continente americano, ora che anche l’emisfero nord ha prodotto il cambiamento in campo da tempo in America Latina, possa venire una svolta decisiva in un momento drammatico per la vita del pianeta.
 
La crisi finanziaria, ecologica, sociale, alimentare, dei prezzi e del lavoro ormai dilagano nel nord e nel sud del mondo. All’esclusione degli ultimi si aggiunge il progressivo e inesorabile impoverimento delle classi medie e produttive. Negli Stati Uniti, Obama ha vinto perché le vittime del capitalismo selvaggio hanno deciso di smetterla con la guerra fra poveri che per decenni ha contrapposto bianchi e neri, yankee e latinos, garantiti e precari. E’ la lezione più importante, che la società italiana può apprendere dal voto di stanotte.

Paolo Beni, Presidente Nazionale dell’ARCI

4 novembre: lutto nazionale

90 anni fa a Villa Giusti l’Austria si arrendeva all’Italia. Era la vittoria! La prima guerra mondiale per l’Italia era finita!

Una guerra non voluta dai lavoratori e imposta con la forza dallo stato italiano.

Chi si ricorda in questi giorni che nel 1915 a Milano, Roma, Torino e altre località ci furono manifestazioni di massa contro la guerra? Che a Torino 100mila operai in sciopero si scontrarono con la polizia e le truppe in una lotta durata due giorni?

Era chiaro che i lavoratori non volevano essere carne da cannone, non intendevano pagare i costi di una guerra imposta dalla borghesia, dagli industriali, dalle alte gerarchie dell’esercito.

Eppure chi dirà in questi giorni che durante la guerra ci furono un milione di processi per diserzione, efferate decimazioni nei battaglioni, 4mila arresti per manifestazioni contro la guerra?
Che a Torino nel 1917 il popolo insorse ancora per 7 giorni contro l’aumento dei prezzi e per il pane e per la pace?

In questi giorni si festeggia ipocritamente la ‘vittoria’: una vittoria pagata con 680.000 morti, due milioni tra feriti, mutilati e prigionieri, tutti lavoratori mandati al macello contro altri lavoratori di altri paesi; alla fine il totale sarà di 15 milioni di lavoratori uccisi. Proletari a cui avevano detto di combattere per le loro patrie: e così furono ingannati. Il vero nemico marciava invece alla loro testa, pianificava il massacro alle loro spalle nei quartieri generali delle retrovie.

In questi giorni lo stato italiano festeggia quella tragedia con discorsi, commemorazioni, parate militari, visite ai cimiteri di guerra, elogi al valore dei soldati italiani morti per la patria., lezioni specifiche nelle scuole, esposizione per decreto del ministro La Russa della bandiera italiana che poi negli uffici pubblici è sempre esposta! Paragona il 4 novembre, al 25 aprile e al 2 giugno!

Le parole commosse e l’esaltazione dell’eroismo da parte di uomini di governo e militari non ci devono ingannare: la patria ed il nazionalismo sono invenzioni per mettere i lavoratori di tutto il mondo gli uni contro gli altri, per poter disporre di un esercito che controlli il territorio, che difenda gli interessi economici dell’imperialismo ovunque oggi la guerra impone la distruzione, in Iraq come in Afghanistan, nel Caucaso come nel Tibet, in Africa come in Libano e Palestina, producendo milioni di profughi, miseria e macerie, disoccupazione ed emigrazione.

90 anni dopo, il 4 novembre sia giornata per il ripudio della guerra, per la diffusione dell’antimilitarismo e della non violenza tra i popoli, per il cessate il fuoco e la smilitarizzazione di tutte le zone di guerra, per il ritiro dell’esercito italiano e di tutti gli eserciti dalle finte operazioni di pace.

4 Novembre 2008, bandiere a mezz’asta, piangiamo i martiri della barbarie del capitalismo, del nazionalismo e del militarismo. Pace e solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo, lotta internazionale allo sfruttamento ed alla povertà.

Andrea

21° INCONTRO DI ALPINISTI E AMBIENTALISTI IN DIFESA DELL’ANTICA FORESTA DEL CANSIGLIO

“non per Carlo, ma in nome di Carlo”

sabato 6 novembre ore 18:00 Sala "Roveredo" Palazzo Toffoli Montereale Valcellina

Sabato 8 novembre, ore 18:00 presso la Sala “Roveredo” di Palazzo Toffoli 

Montereale Valcellina (PN)

inaugurazione della mostra “non per Carlo, ma in nome di Carlo” di Ottavio Sgubin

con la partecipazione straordinaria di Giuliano Giuliani

seguirà una pastasciuttata di solidarietà a sostegno del quotidiano “Il manifesto”

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