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Se Gesù fosse nato nell’Italia 2000

BRESCIA - A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione “White Christmas”, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.
Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione, l’assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità”.
Brescia, il comune di Coccaglio lancia l’operazione “White Christmas”
I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari
Un bianco Natale senza immigrati
Per le feste il comune caccia i clandestini
Obiettivo: “Far piazza pulita” dice il sindaco. E l’assessore alla Sicurezza afferma
“Natale non è la festa dell’accoglienza ma della tradizione cristiana”
Quindi, se al posto di 2000 anni fa succedesse adesso,
il Natale sarebbe potuto essere così…
25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.
Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.
(continua…)

“Carta dei sentieri di Montereale Valcellina”

Buen vivir Per una nuova democrazia della Terra

Presentazione del libro di Giuseppe De Marzo

Buen vivir

Per una nuova democrazia della Terra

prefazione di Adolfo Pérez Esquivel

postfazione di Gianni Minà, Edizioni EDS 2009

Sarà presente l’autore

  • 13 Gennaio - UDINE - Libreria Friuli ore 18.00 Via Dei Rizzani,1/3
  • 14 Gennaio - TRIESTE - Libreria Minerva ore 18.00 Via San Nicolò, 20
  • 15 Gennaio - PORDENONE - Casa del Popolo di Torre ore 20.45 Via Carnaro, 10
  • 16 Gennaio - GORIZIA - Libreria Ubik ore 16.00 Corso Giuseppe Verdi, 119

I paradossi dei nostri tempi. Un altro orizzonte: ripensare il paradigma di civiltà riunificando cultura e natura. Dai conflitti ecologici distributivi la nascita delle nuove soggettività. Nuove pratiche e linguaggi per superare la rottura del contratto sociale.

L´umanità è immersa in una crisi inedita, le cui cause vanno indagate in profondità. Cause complesse che mettono in luce l´insostenibilità politica e sociale di un modello di sviluppo che ha dimostrato la sua inadeguatezza e che pone domande forti, legate alla sopravvivenza stessa dell´uomo sul pianeta. Concetti e strumenti come riformismo e rivoluzione non riescono oggi ad affrontare e a risolvere problemi così complessi e interdipendenti. La conseguenza è un altro enorme paradosso: vivere un tempo in cui vengono poste domande forti ma le risposte appaiono estremamente deboli. Domande come: esiste un´alternativa al modello capitalista? è realizzabile migliorare la vita di miliardi di persone tenute ai margini? si può coniugare l´economia con la difesa dell´ambiente? è possibile sperimentare un nuovo patto sociale e ripensare le forme della rappresentanza? Dall´America latina all´Asia, all´Africa, a molte comunità e territori
del Nord del mondo i conflitti ambientali e sociali hanno creato le condizioni per la formazione di un campo nuovo. Una sociologia dell´assenza che a partire dalla democrazia deliberativa e dalla responsabilizzazione collettiva lavora alla costruzione di un nuovo paradigma di civiltà, fondato sul buen vivir e su una relazione armoniosa con la natura. Educazione popolare, autogoverno, orizzontalità, giustizia sociale, mutualismo, creatività e decolonizzazione del potere sono gli strumenti e le pratiche che l´ecologismo dei poveri utilizza per costruire una democrazia della Terra. Il protagonismo dei movimenti indigeni, dei movimenti impegnati per la difesa dei beni comuni e per i diritti di cittadinanza mette in luce la rottura del contratto sociale e la necessità di ridefinirlo a partire dalle nuove condizioni poste dalle crisi.

Giuseppe De Marzo, economista, attivista e portavoce dell´associazione A Sud.

 (continua…)

Corso di djembè e corso di danza africana

 

Associazione Culturale Africa Chiossan

presenta:

 

Corso di djembè  e corso di danza africana 

L’Associazione Culturale Africa Chiossan organizza a Montereale Valcellina (Pn) presso il Circolo Arci un Corso di djembè (percussioni) e un Corso di danza africana. 

 

I corsi inizieranno giovedì  4 febbraio 2010:

Corso di danza dalle 20:00 alle 21:00

Corso di Djembè  dalle 21:00 alle 22:30 

I corsi avranno la durata di 10 lezioni con cadenza settimanale.

Africa Chiossan mette a disposizione gli strumenti agli allievi che ne fossero sprovvisti. 

 

I corsi sono rivolti a tutti gli appassionati di musica e danza, ma anche agli insegnanti che vogliono conoscere la tradizione musicale e la cultura africana nei suoi molteplici aspetti.

Il corso di percussioni sarà tenuto dal maestro Moris Sene percussionista senegalese proveniente da Mbour (cittadina situata a sud di Dakar) e fondatore del Gruppo Musicale Africa Chiossan. Il gruppo ha tenuto numerosi concerti nel Veneto e Friuli Venezia Giulia ed ha inciso due album. Il corso di danze sarà tenuto dal maestro senegalese Joel Diambang ballerino, coreografo, cantante del gruppo Assukaten. Proveniente dalla regione di Casamance nel sud del Senegal, Joel ha partecipato a festival internazionali di musica africana, ha ricevuto vari premi come ballerino, ha inciso due album, ha tenuto l’apertura al Concerto per la Pace in Casamance di Youssou Ndour e Viviane Ndour con il gruppo Assukaten. L’Associazione organizza tra le varie attività laboratori di danza e percussioni rivolti alle scuole di ogni ordine e grado e viaggi per visitare il Senegal in modo alternativo.  
  

L’iscrizione sarà effettuata la prima serata del corso

per info: Susanna 329 8564943

334 7672254 Africa Chiossan

mail: rootsafr@libero.it 
 
 
 
 (continua…)

Brindisi di felice anno nuovo

 

Da parte del Circolo ARCI “Tina Merlin” di Montereale Valcellina,

l’augurio di un felice…

 

Giovedì 31 dicembre, dalle ore 20:00, presso i locali del circolo,  vi aspettiamo per un brindisi di buon anno.

 

Per info www.arcitinamerlin.it

 

 

 

Evo de nuevo!

 

Di  Marco Consolo

Dopo l’Uruguay tocca alla Bolivia. Nelle elezioni di domenica, Evo Morales si conferma Presidente ed il Movimento Al Socialismo (MAS) vince al primo turno con il 63%. Il MAS è l’unica forza con peso nazionale e sbaraglia  la destra di Manfred Reyes Villa, del partito Plan Progreso para Bolivia (PPB-CN) che a malapena raggiunge il 23%. A Reyes non resta che riconoscere la sconfitta e parlare di “polarizzazione del Paese”, seguendo il copione già visto in Venezuela e Uruguay.

Decisivo per la vittoria il voto della capitale La Paz e della città di El Alto, in prima fila nella cosiddetta “battaglia del gas” contro le privatizzazioni, e nelle mobilitazioni che avevano costretto alla fuga l’ex-Presidente Gonzalo Sanchez de Lozada responsabile della repressione con più di 60 morti, attualmente nascosto negli Sati Uniti. Ma la vittoria del MAS è impressionante in tutto il Paese, a Cochabamba, Oruro, Potosì. E si avanza nelle regioni di Beni, Pando, Santa Cruz, Tarija, le regioni della cosiddetta “mezza-luna”, protagoniste delle rivolte “autonomiste” e della destabilizzazione golpista dei mesi passati, in cui l’opposizione mantiene una significativa presenza.

Le elezioni hanno confermato il Presidente Morales, il vice-presidente Alvaro Garcìa Linera, ed eletto130 deputati e 36 senatori ( rispettivamente 90 e 25 al MAS) che conformano la futura Assemblea Legislativa Plurinazionale, il nome del Parlamento così definito dalla nuova Costituzione. Un processo elettorale limpido e trasparente, come confermato anche da più di un centinaio di osservatori internazionali.

Più di 5 milioni i boliviani chiamati al voto, una cifra record raggiunta grazie ad una campagna massiccia di iscrizione all’anagrafe elettorale. Infatti per la prima volta hanno votato quasi 400.000 persone, popoli originari nella totalità, esclusi storicamente dalla partecipazione e dal voto. Fantasmi per l’oligarchia ed i latifondisti che hanno dominato la vita politica del Paese per decenni. 

E per la prima volta, grazie al voto all’estero, hanno votato anche migliaia di emigrati, in gran parte dal Brasile, Spagna, Argentina, Stati Uniti, ma anche dall’ Italia.

Fino all’ultimo, la stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione nazionali e non solo, tuttora in mano ai poteri forti, hanno cercato di boicottare Morales, schierandosi apertamente con l’opposizione. “Stavo ascoltando la CNN, il miglior alleato della destra, dei vende-patria, dei neo-liberisti” aveva denunciato Morales a poche ore dalle elezioni. “In queste ore si mettono insieme per cercare di sconfiggerci con qualsiasi bugia, con qualsiasi accusa” ha denunciato Evo davanti a truppe scelte delle Forze Armate e della Polizia dedicate alla lotta contro il narcotraffico. L’analisi politica della CNN è stata affidata a Jimena Costa, una ex-candidata presidenziale dell’opposizione, sconfitta nel tentativo di coordinare un fronte contro Morales. Per il ministro degli Esteri, David Choquehuanca, “nel passato le relazioni con gli Stati Uniti sono state marcate dalla loro ingerenza. Stiamo iniziando da poco un nuovo tipo di rapporti che vorremmo basati sul mutuo rispetto, ma sappiamo che non sarà facile”. 

“Queste elezioni sono un fatto storico” ha continuato il Ministro. “Per la prima volta nei 180 anni di vita repubblicana, abbiamo l’opportunità di eleggere membri di un’Assemblea Legislativa Plurinazionale che dovranno operare in funzione degli interessi di tutti i boliviani, tenendo conto dei popoli originari,  e non solo di una minoranza”.

E’ festa grande

Dal palco del Palazzo presidenziale, Evo Morales non riesce a contenere l’emozione, circondato dai suoi ministri e dai dirigenti dei movimenti sociali. “Evo de nuevo !!!”, “UH AH, Evo no se va !!!” saluta la folla che straripa nella storica Piazza Murillo, tra l’ondeggiare di bandiere boliviane, azzurre, wiphalas, di una marea di cappelli tipici e dei caschi dei minatori.

Evo Morales prende la parola dopo le note dell’inno nazionale: “Viva la Bolivia e la sua dignità”. E’ una rivoluzione democratica e culturale al servizio del popolo boliviano, che scrive la storia grazie alla sua coscienza, dimostrando che si può cambiare in funzione dell’eguaglianza e la dignità del nostro popolo”.

“Ora abbiamo una enorme responsabilità: accelerare ed approfondire questo processo di cambiamento politico, culturale, economico che ha ottenuto un appoggio di più del 60%. E’ un progetto non solo di un partito, ma di tutto il popolo”. “La nostra vittoria non è solo dei boliviani, ma è un giusto riconoscimento ai presidenti e popoli antimperialisti. Sono sorpreso del risultato: abbiamo vinto nonostante avversità, bugie, provocazioni di tutti i tipi, anche attraverso internet”. “Non abbiamo vinto in tutti i dipartimenti, ma siamo cresciuti. Ringrazio la Centrale Operaia Boliviana (COB), la classe media, i movimenti sociali per il loro sforzo, ed anche coloro che non essendo del MAS hanno appoggiato questo processo  e che hanno capito che la nostra priorità è la Bolivia, andando oltre gli interessi regionali o di settore. Abbiamo davanti un cammino aperto, fatto di dialogo nel quadro di una costituzione approvata per la prima volta dal popolo boliviano. Oggi abbiamo il dovere di portare avanti i nostri impegni, popolo e governo devono stare uniti. Correggendo gli errori, perché se si sbaglia il popolo deve correggerci. I movimenti sociali hanno l’obbligo di controllare il governo per garantire questa rivoluzione democratica”.

Fin qui il discorso ufficiale del Presidente appena rieletto.

Da domani le priorità sono la giustizia, ma soprattutto la legge quadro sull’autonomia in base alla nuova Costituzione. Infatti, come si ricorderà, nel 2006 si erano svolti referendum promossi dai governatori dell’opposizione fuori dal quadro costituzionale,  per decidere l’autonomia dal governo centrale. Morales si era opposto sostenendo che la destra puntava alla secessione ed alla divisone del Paese. Ma il “si” aveva vinto nelle ricche regioni della “mezza luna”, mentre aveva perso nel resto.  La scorsa domenica Cochabamba, Potosì, La Paz, Oruro e Chuquisaca hanno votato nuovi referendum per una “autonomia costituzionale”, quella proposta da Morales. Il voto di fatto rappresenta un’accettazione velata degli Statuti Autonomisti della “mezza luna” ed al massimo il governo potrà modificare i testi autonomisti elaborati dagli “oligarchi”.

Vinta questa battaglia il “socialismo del buen vivir” di Evo dovrà mantenere le promesse fatte in campagna elettorale: un computer per ognuno dei 135.000 maestri; la costruzione ed il lancio del satellite Tupak Katari, l’industrializzazione del  litio che si trova nel “salar de Uyuni”; la creazione di un’assistenza sanitaria per tutti ed una specifica assistenza agricola per i contadini; la costruzione di strade e centrali idroelettriche.

La strada è lunga per uno dei Paesi andini più poveri dell’Abya Yala, il continente che ha ritrovato la sua dignità.  

Comunicato dei lavoratori del GrosMarket di Pradamano (UD)

Dopo la terza notte di occupazione, di cui due passata sul tetto del GrosMarket di Pradamano, le sensazioni che ci travolgono sono le più svariate. Gran parte di ciò che leggiamo sui giornali, sia da fonte aziendale che istituzionale, sono di rassicurazione, che si troverà una soluzione e che questo nostro atteggiamento, stigmatizzato dall’azienda come criminale, è un’iniziativa che potrebbe inficiare qualsiasi loro intervento volto a consentirci ulteriori ammortizzatori sociali. 

Riteniamo un ricatto tali affermazioni dato che l’elargizione di questi ammortizzatori non dipende dalla volontà aziendale ma ci spettano di diritto. 

Segnaliamo inoltre che solo dopo un’azione così forte, l’azienda si è degnata di parlare direttamente con noi lavoratori di Pradamano (lavoratori alle loro dipendenze da oltre 20 anni). Ci sorge un sospetto: forse sono più preoccupati della pubblicità negativa che la nostra iniziativa gli sta procurando, che dalla reale consapevolezza del dramma che noi stiamo vivendo. 

Ora la nostra è una lotta per la dignità. 

Tutti parlano di una possibile ripresa e di timido ottimismo, forse per incentivare gli acquisti natalizi, ma la reale situazione di questo strano paese è che moltissimi lavoratori hanno perso, stanno perdendo e perderanno la loro principale fonte di reddito e dovranno affrontare il futuro con sempre meno garanzie e con sostegni al reddito insufficienti. 

Le parole d’ordine del governo, delle istituzioni regionali, delle organizzazioni datoriali sono di non licenziare ma di trovare soluzioni alternative, eppure, e i nostri padroni non sono di certo un eccezione, succede tutt’altro. 

Noi non ci siamo scordati che fino a poco tempo fa si parlava di stipendi inadeguati, del problema della terza settimana; ora tutto questo è passato in secondo piano a causa della crisi generata dalla finanza spregiudicata a cui sono andati tutti gli interventi di sostegno, alla faccia del libero mercato, mentre i lavoratori sono costretti a subire col ricatto occupazionale qualunque condizione. 

A noi tutto questo è stato precluso e in questo momento siamo considerati indegni di essere ascoltati solo perché abbiamo voluto estremizzare la nostra lotta, mettendo a repentaglio la nostra salute. 

Ma ancora una volta conta di più la loro immagine che deve, per quanto possibile, rimanere immacolata malgrado stia lasciando in balia degli eventi 30 (trenta) persone, 30 (trenta) famiglie che dal 1° gennaio non avranno più un futuro certo o perlomeno dignitoso. 

C’è un disegno, ben preciso, di precarizzazione estrema delle condizioni lavorative, che vuole creare masse, sempre più accondiscendenti e disponibili, capaci di svendere qualsiasi diritto, conquistato con anni di lotte sindacali, a fronte di interventi più di tipo caritatevole che di reale risposta ai nostri più elementari diritti sanciti dalla costituzione. 

La reazione di noi lavoratori è invece molto meno precisa: gran parte identifica nei migranti la fonte di tutti i mali, sia in tema di lavoro che in tema di sicurezza, di fatto alimentando ulteriormente le nostre divisioni e la possibilità di un fronte di lotta comune. 

La nostra iniziativa, speriamo pertanto, possa essere di stimolo per tutti i lavoratori in difficoltà, perché si crei finalmente un’argine ad un’idea di società  sempre più divisa tra pochi privilegiati, che nonostante tutto devono rimanere tali, a scapito di una moltitudine di persone che, con le loro insicurezze ed i loro sacrifici, devono permettere il mantenimento di tale situazione. 

A questo punto siamo sempre più determinati e fino a quando non avremo risposte certe non accetteremo di interrompere la nostra azione di lotta, anche perché siamo sempre più consapevoli che la nostra situazione rispecchia totalmente quella di una società malata che va cambiata radicalmente riportando al centro della discussione il tema del lavoro, della persona e di una società più solidale. 
  

Pradamano, 13.12.2009 
  

I lavoratori in lotta 

GrosMarket

Cineforum “Ciak integrAzione”

Il Circolo Arci “Tina Merlin” di Montereale Valcellina

in collaborazione con:
 
organizza:

Ciak IntegrAzione”

Il cinema per raccontare l’integrazione possibile

 

Venerdì 04 dicembre alle ore 21:00 

La Giusta distanza”

(Regia di Carlo Mazzacurati - Italia 2007 - 106 min.) 

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=smz8sywikyI

 

Venerdi 11 Dicembre alle ore 21:00 

L’ospite inatteso”

(regia di Thomas Mc Carthey - USA 2007- 104 min.)

Trailer: http://www.youtube.com/watch?v=6alR3CS1d-I

 

Venerdi 18 Dicembre alle ore 21

 “La classe - entre les murs”

(regia di Laurent Cantet - Francia 2008 - 125 min.)

Tutti i film saranno proiettati presso la Sala “Menocchio” in via Ciotti, 1
a Montereale Valcellina
 
INGRESSO GRATUITO E RISERVATO AI SOCI

Per altre informazioni: Circolo ARCI “Tina Merlin” tel. 0427799685 - martedi, venerdi, sabato 18.00-21.00

 

Castagne e… musica

Sabato 28 novembre dalle ore 18:00

presso i locali del Circolo si svolgerà l’iniziativa:

Castagne e… musica”

Ci saranno tante Castagne e musica dal vivo con “Nani & Meto” e altri musicisti.

Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla “Rete di Solidarietà”

Evento su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=182809509238

Per info: E-mail: arcimontereale@libero.it

 

Bolivia mi corazon

 

A.R.C.I.“Tina Merlin” | Montereale Valcellina

GRUPPO AMICI DELLA BOLIVIA | Pordenone

Associazione Immigrati di Pordenone – Sezione San Vito al Tagliamento

con il patrocino di:

Comune di Pordenone, Comune di San Vito al Tagliamento

e Comune di Montereale Valcellina

 

presentano:

Bolivia mi corazon

il paese, la politica, la passione

 

20 - 21 novembre 2009 |

 

incontro con

S.E. Esteban Elmer Catarina M.

Ambasciatore della Repubblica di Bolivia in Italia

 

Venerdì 20 novembre 2009

 

ore 15.00 Savio Macchine Tessili S.p.A. - Pordenone

Visita all’attività produttiva

 

ore 18.00 Comune di San Vito al Tagliamento

 incontro con l’Amministrazione Comunale

 

Sabato 21 novembre 2009

 

ore 10.00 Aula Magna del Centro Studi - Pordenone

Incontro con gli studenti delle scuole superiori

 

ore 12.30 Sala consiliare del Comune di Pordenone

Saluto dell’Amministrazione Comunale

ore 13.00 Sala comunale

Conferenza stampa

 

ore 16.00 Palazzo Montereale-Mantica - Pordenone

Incontro con i volontari e i gruppi missionari e proiezione del documentario“Le vie dell’argento – paradiso e inferno” di Massimo Belluzzo e Luciano Covolo

 

ore 18.45 Sala Consiliare – Comune di Montereale Valcellina

incontro con l’Amministrazione Comunale

 

ore 19.30 presso il Circolo ARCI “Tina Merlin”

buffet

ore 21.00 Sala “Menocchio” – Montereale Valcellina

Bolivia in movimento: conferenza e proiezione del documentario“Le vie dell’argento – paradiso e inferno” di Massimo Belluzzo e Luciano Covolo

 

Con il sostegno di Zetagroup e Coop Consumatori Nord-Est Maniago

 

Durante le iniziative di “Bolivia mi corazon” verrà consegnata a Sua Eccellenza Esteban Elmer Catarina M. la petizione e le firme raccolte per richiedere l’affidamento di una struttura realizzata dalla Cooperativa Italia-Bolivia a favore di Cooperativa Mineros, dove i minatori della città di Potosì potranno gestire direttamente proprie attività commerciali.

All’iniziativa partecipano:

Ass. Argentina “Viento del Sur - Udine, Italia-Bolivia ONLUS - Venezia, A Sud Ecologia e Cooperazione - Trieste, Circolo Culturale “Menocchio” - Montereale, Legambiente - Circolo Prealpi Carniche, Ass. Naz. Italia-Cuba - Circolo pordenonese “Gino Donè”, Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/i - Pordenone.

Per info: arcimontereale@libero.it

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