search
top

RICHIEDENTI ASILO A MONTEREALE

Una bella storia di lavoro ed integrazione

 

Nel nostro Comune sono alloggiati, da diversi mesi, dieci richiedenti asilo, assistititi dalla “Caritas – Nuovi Vicini” di Pordenone. Ultimamente se ne sono aggiunti altri tredici. Sono persone che fuggono da situazioni difficili, spesso di guerra e persecuzione, molti per salvare la vita, e con la speranza di una vita migliore lontano da guerra, miseria e sfruttamento. Provengono da paesi lontani. Portano ovviamente con sè culture, modi di credere, di pensare e di vivere diversi tra loro, e diversi anche dai nostri. Cercano le stesse opportunità che, non molti decenni fa, i nostri emigranti, regolari o clandestini (per necessità), hanno cercato in tante parti del mondo. Le migrazioni dei nostri giorni sono un evento che nasce da oppressioni e disuguaglianze economiche e sociali. E’ un fenomeno che non potrà essere risolto con le armi e la violenza o introducendo nuovi confini, ma che dovrà essere gestito cercando di coglierne anche le opportunità positive. Da quando un richiedente asilo arriva in Italia al momento della sentenza passano molti mesi e spesso anni. (I soldi che vengono stanziati per l’accoglienza - circa 35 euro giornalieri - non vanno ai migranti ma servono per pagare alloggio, vitto, assistenza sanitaria, legale e scolastica ). C’è la necessità di rendere più adeguato e più efficiente il sistema di accoglienza,
Crediamo che un paese, come Montereale, si qualifica anche per l’accoglienza che sa dare a queste persone, concittadini temporanei. Nel concreto c’è, ed è evidente, il problema di come queste, a Montereale, trascorrono il loro tempo.
Riteniamo sia opportuno impegnarle in lavori utili per la comunità, favorire la loro istruzione, ed aiutarle ad imparare almeno un po’ della lingua italiana.
Assieme con l’Amministrazione comunale di Montereale le Associazioni di volontariato hanno predisposto un progetto, finanziato dalla Regione FVG per 7.000 euro e attuato nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2015. Sono stati acquistati attrezzi e abbigliamento secondo quanto richiesto dalle norme di sicurezza.
I richiedenti asilo hanno partecipato a lavori di manutenzione del territorio in modo volontario e gratuito. Supportati da volontari e dall’Ufficio Tecnico Comunale, sono stati impegnati in: - pulizia delle piste ciclabili; - manutenzione del percorso naturalistico e di archeologia industriale Cjasarile-Bennata; - pulizia dell’area esterna ed interna del Castello di Montereale; - pulizia dell’area ex acquedotto di Grizzo; - pulizia di strade e di aree verdi; - pulizia del canale di San Leonardo; - manutenzione di sentieri montani; - collaborazione con il Circolo culturale Menocchio nell’ambito delle sue attività di promozione culturale (anche in funzione dell’apprendimento della lingua italiana) ; - collaborazione con la Caritas di Malnisio per il recupero di vestiario. Siamo convinti che quello dell’accoglienza solidale sia un cammino da proseguire e da migliorare strada facendo. Insieme
Per illustrare il progetto e discuterne è indetta una

ASSEMBLEA PUBBLICA 
LUNEDI’ 14 DICEMBRE 2015 ore 20.30 

presso la Sala Menocchio in via Ciotti 1 a Montereale Valcellina

Circolo ARCI “Tina Merlin”, Legambiente Circolo Prealpi Carniche, Circolo Culturale Menocchio, Caritas Malnisio, Progetto Pellegrin S.Leonardo.
Aderiscono: Polisportiva Montereale, Associazione Don Milani

Castagnata di accoglienza e solidarietà

Un po di chiarezza sui richiedenti asilo politico

 

In risposta all’articolo comparso sul periodico d’informazione del Comune di Montereale Valcellina.

 

Siamo rimasti negativamente sorpresi dall’articolo a firma del consigliere comunale di minoranza Filippetto, riportato nell’ultima edizione del foglio informativo “Comunicando” dell’Amministrazione comunale e distribuito in tutte le famiglie del Comune. L’argomento affrontato nell’articolo è davvero epocale e di una difficoltà estrema: si tratta della situazione dei migranti e in particolare dei richiedenti asilo presenti sul suolo nazionale e quindi, anche di quelli attualmente domiciliati presso la struttura comunale “Menocchio” e in una casa privata a Grizzo di Montereale Valcellina.

Non è assolutamente la verità quella che il consigliere di minoranza scrive ed è quindi nostro dovere morale fare chiarezza su alcuni punti:

 

- l’operazione denominata Mare Nostrum è stata coordinata dalla Marina Militare dal 18 al 31 ottobre 2014, sostituita poi dall’operazione “Triton”, guidata dall’Unione Europea;

 

- il costo per lo Stato è di 35 euro al giorno per richiedente asilo/rifugiato. Di questi 2,5 euro al giorno spettano direttamente alla persona accolta, che può essere sostituito da carte telefoniche, biglietti d’autobus, ecc. Che cosa si comprende dentro i 32,5 euro al giorno? Dentro quella cifra sta tutto il costo dell’accoglienza: dal vitto e l’alloggio alle spese per il personale che gestisce centri e progetti, fino ai percorsi finalizzati al apprendimento dell’italiano o alla ricerca di casa e lavoro.

 

- l’emergenza sanitaria: non sono di certo malattie come l’ebola, la  scabbia o la tubercolosi ad arrivare con i flussi migratori. Chi arriva nelle nostre coste è comunque sottoposto a tutta una serie di controlli e cure mediche. Senza tener conto che i segni che portano con se queste persone sono disturbi post-traumatici da stress a cui si aggiungono altri disturbi psicofisici, traumi pre-migratori e difficoltà post-migratorie: per tanti migranti, richiedenti asilo  e rifugiati sono gli “effetti collaterali” delle violenze e della deprivazione che subiscono prima, durante o dopo il viaggio migratorio.

 

Situazioni quali guerre, persecuzioni e crisi economiche hanno da sempre provocato esodi e fuga di popoli alla ricerca di pace e di una vita migliore per se e per i propri figli. Affrontare questo enorme problema è davvero complesso,  difficile e mette a dura prova l’azione politica di tutti gli Stati coinvolti. Non dobbiamo dimenticarci che tale argomento è affrontato a livello planetario da disposizioni e procedure che integrano e in certi casi superano la competenza e la giurisdizione delle singole Nazioni, perché è solo attraverso una politica globale e una azione internazionali che si può sperare di affrontare tale problema.

Dare “in pasto” alla nostra comunità quel tipo di informazione contenuta nel articolo del notiziario comunale è davvero inaccettabile perché incompleta e politicamente strumentale. Come si fa a mettere in conflitto le reali difficoltà della nostra gente, con le altrettanto reali difficoltà e disagio di persone straniere, dimenticandosi, strumentalmente, dei danni provocati da una gestione politica del Paese assolutamente inadeguata?

Creare un clima di pericolo e di intolleranza nei confronti di persone deboli, uomini e donne, come noi, non è accettabile e non è un buon segnale di civiltà, in quanto assume la dimensione di un concreto pericolo di disgregazione sociale. Non dimentichiamoci, che i figli di queste persone vanno a scuola con i nostri, nei luoghi di lavoro ormai sono consolidate e qualificate le presenze di lavoratori stranieri. Dobbiamo invece lavorare ed educare all’accoglienza verso chi ha bisogno, riscoprendo la solidarietà che ci ha sempre contraddistinto come comunità.

 

Concludendo, la nostra associazione ha già dimostrato nel recente passato, che una positiva azione di integrazione è possibile riuscendo ad ottenere ottimi risultati, superando non poche difficoltà. Ci permettiamo di suggerire all’Amministrazione comunale che sul tema si avvii un percorso di iniziative sociali e culturali, al fine di dare una corretta informazione e si cominci da subito a mettere in pratica delle buone azioni, coinvolgendo il tessuto sociale sano presente sul nostro territorio. Per esempio, come già stanno facendo altre amministrazioni pubbliche, predisponendo dei progetti di inserimento sociale delle persone straniere presenti sul nostro territorio. Non sono cose impossibili, bisogna avere la volontà politica di farlo, noi siamo disponibili a collaborare.

 

Cordialmente.

 

Il Consiglio Direttivo del Circolo ARCI “Tina Merlin”