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“Quando morì mio padre”

  

  (continua…)

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Coordinamento CONTROLAGUERRA

Fuori da ogni finzione e demagogia di questo governo e del precedente, la guerra sta mostrando il suo vero volto:

 

  • quasi 50.000 le persone uccise in Afghanistan dal settembre 2001 ad oggi e centinaia di migliaia quelle ferite. La maggioranza, sono civili: donne, bambini, persone inermi

 

  • la spedizione militare in Afghanistan è costata finora ai contribuenti italiani, oltre due miliardi e mezzo di euro. Per la più che propagandata ricostruzione dell’Afghanistan, l’Italia ha speso fino ad ora circa 40 milioni di euro

 

  • l’unico risultato dell’esportazione della democrazia in Afghanistan, è l’elezione del presidente fantoccio degli americani, Karzai, eletto dal 18% della popolazione

 

  • nessun obiettivo è stato raggiunto: né il miglioramento dei diritti delle donne, prive di libertà e con il burqa calzato esattamente come prima, né maggior democrazia visto che la sharia è divenuta legge, né la sconfitta del narcotraffico (la produzione di oppio è aumentata esponenzionalmente), nè la lotta al terrorismo, visto il moltiplicarsi dei sanguinosi attentati e delle vittime

 

  • le guerre, dalla Palestina ai Balcani all’Iraq all’Afghanistan ad altri conflitti meno visibili, producono terrore e vittime, ingiustizie e miseria, e creano un clima di insicurezza e allarme continuo per tutti,  occidente compreso, vista la sua responsabilità nei conflitti

 

  • i vari governi italiani, hanno consapevolmente messo in campo vite e sangue di migliaia di soldati, proletari disoccupati del sud soprattutto, ingigantendo la spesa (sesta al mondo) per esercito e armi,  tagliando sanità, istruzione, servizi sociali, salari e pensioni, per guadagnarsi qualche fetta della spartizione delle ricchezze mondiali

 

E’ ORA DI DIRE BASTA, CHIEDIAMO IL RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE OCCUPANTI DALLAFGHANISTAN, A PARTIRE DA QUELLE ITALIANE 

troviamoci per dirlo insieme 

VENERDI 2 OTTOBRE  dalle ore 18.00

presidio in P.tta Cavour a Pordenone

 

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Critical Mass

E’ stata approvata la prima legge razziale del dopoguerra: il DDL chiamato “pacchetto sicurezza” che stabilisce, tra le altre abnormità, il reato di clandestinità e l’istituzione di ronde composte da ex militari, ex polizziotti, ex carabinieri e cittadini con le mani che gli prudono.
A Pordenone le ronde (quelle padane) sono state inaugurate 3 anni fa facendo, come prevedibile e da noi annunciato, un FLOP totale perché se è vero che la provincia ha oltre il 14% di migranti è altrettanto vero che non esiste nessuna emergenza e che viviamo in luoghi tranquilli; semmai i problemi sono dentro le mura delle case, soprattutto di italiani, dove i dati di associazioni nazionali confermate dalle questure rilevano un tasso di violenza famigliare alle donne e ai bambini altissimo ma, come spesso accade in un paese bigotto e ipocrita, i “panni sporchi si lavano in famiglia” e si cerca di canalizzare frustrazione e malcontento verso “altri”!
Abbiamo contestato allora queste nuove squadracce moderne e lo faremo oggi dove una legge governativa rischia di trasformare una sceneggiata di folkloristici abbevazzoni nostrani in una gara competitiva tra bande verdi e bande nere e chissà quali altre ancora vorranno infestare le strade di Pordenone con SUV, divise paramilitari e spirito “patriottardo” creando risse, caccia alle streghe e disordini.
Inoltre il reato di clandestinità rappresenta la sintesi di una vocazione razzista figlia di un percorso normativo che con la legge Turco-Napolitano prima,e la Bossi-Fini poi, approda nell’elaborazione di un testo gravissimo equiparando chi non possiede un permesso di soggiorno ad un criminale, al pari di chi ammazza, picchia e ruba senza che, nella realtà, abbia commesso alcunchè ma solo in quanto “straniero”, cioè immigrato.
Il primo effetto di tale politica razzista lo abbiamo potuto apprendere in queste settimane: la chiusura dell’ambulatorio per immigrati clandestini che chiudendo nega ogni possibilità di cura a donne, uomini, anziani e bambini rei di non essere “nessuno” per la legge italiana e quindi invisibili agli occhi di chi potrebbe curarli e salvargli la vita.
Noi abitanti di questa provincia, di ogni colore e lingua, di ogni paese e professione invaderemo pacificamente Pordenone con le biciclette e porteremo in giro le ragioni di una protesta e di una proposta: un manifesto di libertà e uguaglianza contro una legge liberticida e razzista!
Partecipate numerosi, portate le biciclette e fate girare l’appuntamento!
Ci si vede alle 20.30 in P.zza XX settembre a Pordenone.
 
PORDENONE CITTAAPERTA, NESSUNA CITTADINANZA AL RAZZISMO,
SIAMO TUTTI CLANDESTINI

Iniziativa Libertaria - Ciclisti antironde
per info, adesioni e altro: antironde@gmail.com

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MANIFESTIAMO A PORDENONE

MANIFESTIAMOPORDENONE

·                    La salute è un diritto fondamentale di ogni persona (art.32 della Costituzione);

 

·                    L’accesso alle strutture sanitarie (ospedaliere e territoriali) dello Straniero Temporaneamente Presente non comporta alcuna segnalazione (o denuncia) all’autorità da parte del personale presente nella struttura (comma 5 art. 35 T.U.);

 

·                     L’eventuale nuovo “reato” di clandestinità (se sarà approvato al Senato il DDL Sicurezza”) potrà creare conflitti tra queste due norme oltre a numerosi altri problemi come quelli all’anagrafe per la registrazione dei figli dei non regolari

 

Ø Contro la chiusura dell’ambulatorio STP di Pordenone e degli altri in regione

 

Ø Contro i contenuti demagogici del DdL Sicurezza

 

Ø Per un’Italia che rispetti il diritto d’asilo

 

Ø

Contro razzismo,  xenofobia e discriminazioni

 

PARTECIPA

giovedì 4 giugno 2009 - PORDENONE

ore 18.30 presidio in Piazza Cavour con interventi di

 

migranti, operatori socio-sanitari, associazioni e sindacati;

 

19.30 corteo attraverso il centro fino all’Ospedale

 


Iniziativa promossa dalla Rete Diritti di Cittadinanza FVG, Centro Balducci, Associazione Immigrati di Pordenone, CGIL, CISL, UIL, RdB-CUB, ACLI, Donne in Nero-Ud, ARCI

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A Pordenone… la Resistenza continua!

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Manifestazione dei migranti

PER UN GRANDE MOVIMENTO DI MIGRANTI!


Nel cosiddetto ‘Pacchetto sicurezza’, il Governo Italiano ha appena approvato dei nuovi provvedimenti contro i migranti:

-       per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà pagare un’ulteriore tassa (da 80 a 200 €);

-       permesso di soggiorno “a punti” come la patente: se si violano alcune regole (che non sono ancora ben definite), si perdono punti, così il permesso di soggiorno può essere revocato anche prima della sua scadenza;

-       per ingresso illegale in Italia è prevista un’ammenda da 5.000 a 10.000 €;

- non esiste più per il personale medico il divieto di denunciare alla polizia i migranti irregolari che si recano in ospedale per cure mediche, così gli irregolari non andranno più in ospedale per curarsi e ciò potrà portare a gravi problemi a livello sanitario;

-
ulteriori limitazioni ai ricongiungimenti familiari

-
la legittimazione delle  ronde padane

Ma altri provvedimenti molto duri contro i migranti sono in discussione e verranno presto realizzati: per esempio, le classi differenziali per gli studenti stranieri che non conoscono l’italiano.

Inoltre, in Friuli-Venezia Giulia, lo scorso luglio è stata annullata la legge regionale sull’immigrazione che aveva portato alcuni benefici ai migranti. Contro questa delibera e per avanzare delle proposte per una nuova e migliore legge, si è costituita la RETE DIRITTI FRIULI VENEZIA GIULIA che ha elaborato un documento che è stato presentato al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.  Per ribadire con forza i diritti dei migranti e per costruire un grande e forte movimento

Sabato 18 aprile - ore 16.00 Piazzetta

Cavour, PORDENONE


MANIFESTAZIONE

Associazione Immigrati di Pordenone

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Noi non segnaliamo!

17 marzo 2009      giornata nazionale

noi non segnaliamo

“divieto di segnalazione”

 

La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS), in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, organizza una giornata di protesta e mobilitazione contro il disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera dei Deputati che prevede la cancellazione del divieto di segnalazione per gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie per curarsi.

 

 

Hanno espresso posizioni contrarie al provvedimento: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).

 

 

NO ALLA SEGNALAZIONE DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI

CHE RICORRONO ALLE CURE SANITARIE

 

NO ALLA CLANDESTINITA’ SANITARIA

 

LA SALUTE E’ UN DIRITTO DELLA PERSONA

art. 32 della Costituzione

 

 

NON OSTACOLARE L’ACCESSO ALLE CURE

E’ UNA  TUTELA PER LA SALUTE DI TUTTI

 

FIRMA ANCHE TU L’APPELLO

AL TAVOLO ALLESTERNO DELLOSPEDALE DI PN DALLE 8.00 ALLE 12.30

 

TROVIAMOCI ALLE ORE 17.30

SIT-IN In PIAZZA CAVOUR

INSIEME A MEDICI,INFERMIERI,ASS.SOCIALI,IMMIGRATI

 

OPERATORI DELLA SALUTE - COMITATO DI PORDENONENOI NON SEGNALIAMO

FIPVia Carnaro10Pordenone17.03.09

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FotografARCI

La squadra dell'ARCI
La squadra dell

La squadra
La squadra

 Nell’edizione invernale del torneo antirazzista di calcio a cinque, svoltosi nel Palasport di Vallenoncello (PN), la squadra dell’ARCI rinnova la sua partecipazione con una squadra competitiva e multietnica, dove le nazioni rappresentate erano Italia, Mali, Guinea Conakry e Colombia. Un ottimo quarto posto lancia la squadra alla prossima edizione di fine maggio a Villanova di Pordenone. Grazie all’Ass. “Dai un calcio al razzismo” per l’invito.

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FERMIAMO IL MASSACRO A GAZA

Non sappiamo se ad oggi sono ormai un migliaio le vittime di questo ennesimo attacco di Israele alla popolazione palestinese, sappiamo però che la grande maggioranza sono civili, metà sono donne e centinaia i bambini ammazzati; sappiamo che i feriti sono quasi quattromila e di questi molti hanno il destino segnato a causa dell’impossibilità di assistenza sanitaria tempestiva ed adeguata, vietata da Israele, ed andranno ad infoltire questa impietosa statistica di guerra fatta di morti, mutilati e profughi.

Già questo dovrebbe essere un buon motivo per manifestare, per chiedere che questo massacro finisca, che cessino i bombardamenti, l’utilizzo del fosforo bianco e delle bombe DIMA radioattive.

Eppure c’è chi di fronte ad una tragedia umanitaria soffia sul fuoco, mentendo se non capovolgendo la realta confermando come “la prima vittima della guerra sia la verità”.

Da una parte la quinta potenza bellica, lo stato di Israele, dall’altra un popolo depredato con fazioni armate, divise fra loro, dotate di armamentari obsoleti.

Da una parte quasi mille morti, dall’altra poche decine. Da una parte un popolo che vive in “prigioni a cielo aperto” come dichiarito recentemente anche da esponenti della chiesa cattolica, dall’altra uno stato fondato su di una fede, su un programma di colonialismo, di segregazione ed occupazione delle terre attraverso una vera e propria politica mercenaria dei coloni, pagati per essere trapiantati in terre e case abitate prima da altri.

Così come in Israele ci sono isareliani che lottano congiuntamente con comitati palestinesi in modo pacifico da anni conbtroi il muro dell’apartheid e in tutto il mondo ci sono ebrei che hanno manifestato dissenso verso questo attacco.

Tutto questo è taciuto dai media (giornali e TV) e deve essere rimesso al centro dell’informazione, deve trovare ascolto presso tutti ed è per questo che siamo oggi in questa piazza: il nostro manifesto non lancia formule da bingo “uno stato due popoli, due stati due popoli”, non usa accessori dialettici “democrazia, autodifesa, valori occidentali” per coprire l’integralismo, la prevaricazione, la discriminazione indipendentemente da quale parte provenga.

Il nostro manifesto parla senza mezzi termini di fine della guerra, di pace fra popoli, ed è per questo che vogliamo che a parlare siano i fatti, i dati, le notizie e non le religioni ed i nazionalismi che sono tra le cause del conflitto arabo-israeliano e non posso certe essere la soluzione.

Vogliamo comunicare, raccontare, mostrare cosa sta succedendo e perché succede rimettendo al centro la parola per zittire le armi, vogliamo manifestare perché non ci siano più morti e feriti, palestinesi e israeliani, a scandire le pagine buie di un mondo dove le guerre imperversano, i profughi sono milioni e l’insicurezza e la paura sono alimentate dai poteri politici ed economici per tenere sotto ricatto le genti in un occidente che pare dimenticare i propri “veri” valori a cui noi ci rifacciamo che sono la solidarietà, l’emancipazione e la libertà.

 

TERRA E LIBERTAPER TUTTIPOPOLI

 

COORDINAMENTOPACE PER GAZA

Iniziatriva Libertaria PN - USI/AIT PN - Rdb-CUB PNCOBAS PN – Comitato Vialebombe – Comitato Unitario contro Aviano 2000 – Associazione Immigrati – Pnogloabl – Circolo Libertario E. Zapata - Circolo ARCI “Tina Merlin” Montereale Valcellina

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