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RUGBYLAND viaggio nell’Italia del rugby

SABATO 13 APRILE ORE 17:00
presso i locali del Circolo ARCI “Tina Merlin”

in collaborazione con:
Legambiente Circolo “Prealpi Carniche”
Montereale Rugby A.S.D.

 

presentano:

RUGBYLAND
viaggio nell’Italia del Rugby
Ed. Beccogiallo, 2013

incontro con l’autore Andrea Ragona
accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Giorgio Gobbo (Piccola Bottega Baltazar)
Presentano: Sara Rocutto e Fabio Passador (ARCI)

A seguire il classico terzo tempo!

Per info:  arcitinamerlin@gmail.com

Incontro dibattito sui piani di gestione

Il fotovoltaico

 

Biodiversità e OGM

“Carta dei sentieri di Montereale Valcellina”

I grandi carnivori in Friuli Venezia Giulia

Scarpe & Cervello 2009


 Domenica 28 giugno 2009

 

Le infrastrutture dell’energia:

le dighe dell’alta Val Meduna

 

Ritrovo ore 9,00 presso la diga di Redona all’ingresso della valle

 Il bacino di Selva

 Dopo il secondo conflitto mondiale in Val Meduna furono costruiti tre grandi bacini artificiali dedicati alla produzione dell’energia idroelettrica. L’escursione ci porterà a visitarli cogliendo gli esiti sociali e paesaggistici di queste estese infrastrutture che hanno sommerso una mezza dozzina di   villaggi. Queste impervie valli furono radicalmente abbandonate e sono oggi una delle zone più selvagge dell’intero Friuli. Con questa escursione visiteremo i bacini di Selva e del Ciul visitando anche i villaggi abbandonati di Selis, Zouf e Staligial costatando di persona l’ipotesi di riconvertire questi grandi manufatti a una nuova funzione di controllo delle piene a sollievo degli insediamenti di pianura.

 

Gli oggetti del moderno e l’assetto dell’insediamento antico

L’introduzione di una serie di opere idrauliche finalizzate alla produzione dell’energia elettrica nelle valli secondarie della Val Meduna sconvolse l’originario sistema insediativo. Il Canal Grande, Piccolo e quello del Silisia erano state le valli che per ultime erano state influenzate dall’espansione insediativa che a Tramonti tra il XVI e XIX secolo portò alla costruzione di un insediamento diffuso testimoniato da un centinaio di borgate isolate. Gli abitati e le stalle private erano avanzati lungo gli itinerari di fondovalle rosicchiando spazi al bosco e ai pascoli pubblici. Lungo le tre valli si distribuivano sui ripiani più solidi e assolati dello stretto ambiente alpino. La difficile realtà geomorfologica rallentò l’espansione dei villaggi che furono abitati fino alla fine della seconda guerra mondiale quando il fenomeno dell’emigrazione, ma ancor di più l’insediamento di due grandi e moderne dighe, comportò l’abbandono delle vecchie sedi umane.

La diga di Ca Zul e Selva furono completate tra il 1963 e il 1967 e raccoglie l’acqua dei due rami del Meduna, mentre quella di Selva costituisce un argine all’acqua del Silisia.

Il primo ha un bacino imbrifero di 40 Kmq e una capacità di nove milioni di metri cubi, mentre quella di Selva ne contiene trentaseimilioni con un bacino di poco minore.

Da quando i vincoli idrogeologici e i due manufatti hanno sostanzialmente cambiato il regime d’uso di queste valli asprissime l’ambiente naturale si è ripreso gli spazi un tempo conquistati da pastori e agricoltori. La costruzione di queste grandi infrastrutture moderne in realtà ha determinato un aumento della naturalità che è stato riconosciuto anche con l’inserimento di questo settore alpino nel Parco delle Dolomiti Friulane.

Oggi questo complesso sistema idraulico può diventare nuovamente utile non solo per la produzione dell’energia ma anche come regolatore delle piene del sistema fluviale del Cellina-Meduna che ultimamente ha provocato non pochi danni a Pordenone e dintorni.

La nostra associazione tra il 2007 e il 2008 ha partecipato al “Laboratorio Livenza” che aveva per scopo una sorta di consultazione attiva dei portatori d’interesse rispetto al Piano di Sicurezza Idraulica elaborato dall’Autorità di Bacino. Lo stesso prevede la costruzione di una galleria che permetta di collegare meglio i due bacini regolarizzando la trattenuta dell’acqua in occasione di precipitazioni particolarmente pericolose. Con questa escursione faremo il possibile per renderci conto delle implicazioni connesse con questa opera.

 

L’escursione

L’escursione prevede di partire a piedi dalla borgata di Inglagna, un insediamento sparso abitato in modo permanente dal 1647, per salire lungo il rio omonimo fino alla località di Spinispes. Qui visiteremo l’insediamento temporaneo e le grandi opere costruite in passi per poter coltivare un suolo artificializzato. Da qui passeremo nel bacino idrografico del Meduna percorrendo una lunga galleria costruita in occasione dell’edificazione degli sbarramenti. Raggiungeremo il bacino di Ca Zul e lo costeggeremo cogliendo i cambiamenti avvenuti nella valle negli ultimi tre secoli. Grazie alla nuova passerella costruita dal Parco raggiungeremo la sponda destra del fiume per arrivare all’insediamento permanente più alto del bacino del Canale del Meduna: i ruderi di Selis.

Da qui rientreremo alla volta della galleria e raggiungeremo la diga di Selva. Da qui percorremmo la sella che divideva il bacino dell’Inglagna da quello del Silisia raggiungendo Zouf e Staligial, due insediamenti seicenteschi.

Da qui scenderemo nuovamente a Inglagna per riprendere le auto.

Legambiente

 
 

con il Patrocinio della Provincia di Udine

UDINE, sabato 16 maggio – ore 9.15-13.00

PRODURRE ENERGIA DA BIOMASSE.

E’ SEMPRE SOSTENIBILE?

Salone del Consiglio della Provincia di Udine
Piazza Patriarcato, 3

Programma
_Introduzione a cura di Legambiente FVG
Il quadro di riferimento normativo per la realizzazione di impianti di produzione energetica da biomassa

_Stefano TEGHIL, Assessore all’Energia della Provincia di Udine
La Provincia di Udine nel settore delle biomasse

_Marino BERTON, Presidente Associazione Italiana Energie Agroforestali
Modelli di utilizzo delle risorse agro-forestali

_Roberto JODICE, Centro di Ecologia Teorica ed Applicata
Una gestione sostenibile degli impianti a biomasse

_Silvia STEFANELLI, Direzione centrale Risorse agricole, naturali, forestali e montagna
Territorio e sostenibilità energetica dei sistemi a biomasse

_Stefano SEMENZATO, Centro per l’Innovazione della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna
L’integrazione territoriale delle energie rinnovabili

Comunicazioni
_Stefano PREDAN, Confederazione Italiana Agricoltori FVG – Kmečka zveza
Biomasse: opportunità per gli imprenditori agroforestali

_Cristiano GILLARDI, Legambiente Circolo Green Gang
Le centrali del Monfalconese (Staranzano e Lisert)

_Marco LEPRE, Legambiente Circolo Carnia,Val Canale, Canal del Ferro
Il paradosso della centrale di Pontebba


Legambiente FVG ha voluto avviare un percorso di approfondimento sul rapporto tra l’installazione di impianti per energie rinnovabili e il territorio, in particolare su due temi di stretta attualità, poiché in quest’ultimo periodo nella nostra Regione si sono moltiplicate le iniziative nel campo della produzione energetica da derivazioni di acqua da utilizzare a fini idroelettrici e da biomasse.
Se in teoria sull’utilizzo delle fonti rinnovabili siamo tutti d’accordo, è quando ci troviamo di fronte a iniziative concrete che sorgono problemi.
Da qui le polemiche locali. Giustificate, non giustificate? Al di là della gestione corretta delle procedure autorizzative, forse occorre introdurre dei parametri di valutazione comprensibili da tutti per sapersi orientare più adeguatamente per un sì o per un no a installazioni di questo tipo. Per aiutare in questo percorso Legambiente del FVG ha proposto due incontri di riflessione, di cui il primo, tenutosi a Gemona del Friuli il 24 aprile u.s., è stato dedicato all’approfondimento del tema della gestione e pianificazione delle derivazioni idroelettriche.

http://www.legambiente.fvg.it/media/foto/updown/670.pdf
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FotografARCI

Nevediversa 2009 - Legambiente

Le immagini dell’escursione organizzata dal locale Circolo di Legambiente “Prealpi carniche”, domenica 1 marzo percorrendo i sentieri innevati che portano alle casere “Rupeit” e “Montelonga”.

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