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Critical Mass

E’ stata approvata la prima legge razziale del dopoguerra: il DDL chiamato “pacchetto sicurezza” che stabilisce, tra le altre abnormità, il reato di clandestinità e l’istituzione di ronde composte da ex militari, ex polizziotti, ex carabinieri e cittadini con le mani che gli prudono.
A Pordenone le ronde (quelle padane) sono state inaugurate 3 anni fa facendo, come prevedibile e da noi annunciato, un FLOP totale perché se è vero che la provincia ha oltre il 14% di migranti è altrettanto vero che non esiste nessuna emergenza e che viviamo in luoghi tranquilli; semmai i problemi sono dentro le mura delle case, soprattutto di italiani, dove i dati di associazioni nazionali confermate dalle questure rilevano un tasso di violenza famigliare alle donne e ai bambini altissimo ma, come spesso accade in un paese bigotto e ipocrita, i “panni sporchi si lavano in famiglia” e si cerca di canalizzare frustrazione e malcontento verso “altri”!
Abbiamo contestato allora queste nuove squadracce moderne e lo faremo oggi dove una legge governativa rischia di trasformare una sceneggiata di folkloristici abbevazzoni nostrani in una gara competitiva tra bande verdi e bande nere e chissà quali altre ancora vorranno infestare le strade di Pordenone con SUV, divise paramilitari e spirito “patriottardo” creando risse, caccia alle streghe e disordini.
Inoltre il reato di clandestinità rappresenta la sintesi di una vocazione razzista figlia di un percorso normativo che con la legge Turco-Napolitano prima,e la Bossi-Fini poi, approda nell’elaborazione di un testo gravissimo equiparando chi non possiede un permesso di soggiorno ad un criminale, al pari di chi ammazza, picchia e ruba senza che, nella realtà, abbia commesso alcunchè ma solo in quanto “straniero”, cioè immigrato.
Il primo effetto di tale politica razzista lo abbiamo potuto apprendere in queste settimane: la chiusura dell’ambulatorio per immigrati clandestini che chiudendo nega ogni possibilità di cura a donne, uomini, anziani e bambini rei di non essere “nessuno” per la legge italiana e quindi invisibili agli occhi di chi potrebbe curarli e salvargli la vita.
Noi abitanti di questa provincia, di ogni colore e lingua, di ogni paese e professione invaderemo pacificamente Pordenone con le biciclette e porteremo in giro le ragioni di una protesta e di una proposta: un manifesto di libertà e uguaglianza contro una legge liberticida e razzista!
Partecipate numerosi, portate le biciclette e fate girare l’appuntamento!
Ci si vede alle 20.30 in P.zza XX settembre a Pordenone.
 
PORDENONE CITTAAPERTA, NESSUNA CITTADINANZA AL RAZZISMO,
SIAMO TUTTI CLANDESTINI

Iniziativa Libertaria - Ciclisti antironde
per info, adesioni e altro: antironde@gmail.com

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DDL sicurezza

CGIL CISL UIL, Centro di Accoglienza Balducci, Rete per i Diritti di Cittadinanza del FVG, Donne in Nero, ARCI, Unione Comunità Associazioni Immigrati

NO AI CONTENUTI DEL DDL SICUREZZA!!!
NO ALLA FIDUCIA SUL DDL SICUREZZA!!!

CGIL CISL UIL, Centro di Accoglienza Balducci, Rete per i Diritti di Cittadinanza del FVG, Donne in Nero, ARCI, Unione Comunità Associazioni Immigrati, esprimono il loro totale dissenso sulle misture contenute nel DDL 2180, perchè pervase da forme di razzismo lesive dei diritti umani e universali riconosciuti da carte internazionali e dalla nostra Costituzione.

L’introduzione del reato di clandestinità espone lo straniero irregolarmente soggiornante ad un continuo rischio di denuncia (obbligatoria, se a rilevare la condizione di soggiorno illegale e’ un qualsiasi incaricato di pubblico servizio o un pubblico ufficiale).

Per effetto di questa situazione, l’immigrato irregolare sarà indotto a vivere il più lontano possibile dal circuito della legalità, sarà continuamente ricattabile e eviterà di esercitare il proprio diritto alla salute o all’istruzione per paura che medici, personale sanitario e pubblici ufficiali possano segnalare la sua situazione.

Esprimono forte contrarietà al divieto di registrazione dei bambini all’anagrafe e all’istituzione delle ronde, che si rivelano inefficaci e interferiscono con l’azione delle forze dell’ordine sul territorio e non garantiscono la neutralità politica delle associazioni e dei loro appartenenti. Esprimono anche forte contrarietà all’estensione a 6 mesi della detenzione dei CIE degli immigrati irregolari e in generale a tutto l’impianto del DDL 2180 con le norme sulla tassa per il rinnovo dei permessi e sulla cittadinanza, sul permesso a punti, che configurano una intollerabile restrizione dei diritti umani delle persone e una forte connotazione di discriminazione razziale.
 
SI ALLACCOGLIENZA E ALLINTEGRAZIONE NELLA LEGALITA
NO AL DISEGNO DI LEGGE SICUREZZA LESIVO DELLA DIGNITADELLA PERSONA

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