Scritta nazista e svastica, denuncia ai carabinieri
Da “Il messaggero di Pordenone” del 25 marzo 2009
Imbrattato un muro del parcheggio dell’ex consorzio agrario in via Regina Elena. In passato nella città delle coltellerie si erano già registrati episodi vandalici simili
Compaiono ancora scritte innegianti al nazismo a Maniago. La notte scorsa ignoti hanno imbrattato un muro del parcheggio dell’ex consorzio agrario, nella centrale via regina elena, disegnando con spray nero una svastica e la scritta “Arbeit Macht frei” (contenente un’errore, visto che la parola “macht” è stata scritta senza la “t” finale), lo slogan tristemente noto presente all’ingresso dei campi di sterminio tedeschi. Del fatto si è accorto il consigliere di minoranza Stefano Carrozzi all’uscita di una riunione tenutasi in municipio. Tornato alla propria auto, Carrozzi ha scorto questa scritta sul muro e ieri mattina ha informato i carabinieri della stazione di Maniago.
“Non so se sia una stupida ragazzata - ha commentato Carrozzi - o un gesto deplorevole di qualche estremista. Di qualunque cosa si tratti, è un fatto da stigmattizare”. Anche il comandante dei carabinieri maresciallo antonio Palermo ha sottolineato che si tratto di un atto di esibizionismo, che denota una certa ignoranza storica. “In alcune città si trovano gruppi di facinorosi riconducibili a uno schieramento ideologico - ha spiegato Palermo-. Fortunamente questo a Maniago non accade, però vandalismoi di questo tipo non sono mai giustificabili”. Non è la prima volta che si verifica un imbrattamento di mura con scritte innegianti il fascismo. Un caso è avvenuto poco più di un anno fa in via De Amicis, sulla parete della sede dell’allora gruppo dei DS. Oltre ad avere imbrattato il muro con scritte riconducibili a seguaci di Forza Nuova, erano stati anche compiuti dannegiamenti: divelte insegne, staccata la bacheca, forzata la porta d’ingresso, stracciati i manifesti, sottratta la cassetta delle lettere e rotto il campanello.
Un altro episodio del genere si era verificato nel 2002. In quell’occasione, la sede era stata deturbata con scritte che si potevano far risalire alla formazione di estrema destra Forza Nuova. E ancora, anni prima, alcuni ignoti avevano sparato colpi di pistola contro l’insegna. Un episodio che aveva mobilitato pure la Digos. Ciò che è avvenuto a Maniago l’altra sera potrebbe non avere niente a che fare con i casi avvenuti in precedenza, ma ciò che ha colpito anche lo stesso Carrozzi, che ha avvisato i carabinieri, è stata la presenza della scritta che accompagnava la svastica e che riconduce a un determinato, tragico periodo storico. (l.v.)
http://maniago.info/viewtopic.php?f=2&t=92&p=3316#p3315
http://www.lastfm.it/group/Antifascismo+Militante/forum/67921/_/517485
Associazione Nazionale di amicizia Italia-Cuba Circolo pordenonese
Giovedi, 9 Aprile 2009 alle ore 20,30,presso la
Casa del Popolo di TORRE (PN),
si terrà la riunione del nostro Circolo per discutere i seguenti ordini del
giorno:
*Preparazione e organizzazione della annuale “FIESTA CUBANA”, nei
mesi di Giugno / Luglio.
* Organizzazione del cineforum.(ottobre).
* Gestione raccolta materiale di solidarietà con CUBA.
* Riepilogo della registrazione del Circolo con sede legale a Montereale e gestione della raccolta di materiale informativo e audiovisivo da tenere
nella sede del Circolo a disposizione degli iscritti.
Ricordiamo che l’assemblea è aperta oltre che ai soci, anche a tutte le persone solidali verso CUBA.
Inoltre,visto l’importanza degli impegnativi argomenti,si raccomanda
sopratutto la presenza di tutti gli iscritti del Circolo.
Il segretario
Michele Russo
***RICORDATEVI CHE CIASCUNO DI NOI, DA SOLO,
NON VALE NULLA.
ERNESTO “CHE” GUEVARA.
Per non dimenticare…
24 marzo 1976: golpe militare in Argentina.
24 marzo 1999: attacco militare della NATO in Serbia
L’aggressione agli studenti romani e la complicità di Cgil e PD
La selvaggia aggressione di oggi a Roma ai danni degli studenti che volevano uscire dall’Università per protestare contro la politica scolastica governativa - che ha provocato numerosi feriti tra ragazzi/e inermi a cui va la nostra totale solidarietà - è stata materialmente condotta da “forze del disordine” istigate da un ministero degli Interni che sembra garantire copertura ad ogni violenza poliziesca. Ma gli strumenti politici per l’aggressione sono stati forniti anche da tutti i partiti della opposizione parlamentare (PD in prima fila), nonchè dai sindacati concertativi (Cgil in prima fila), che hanno sottoscritto un dittatoriale Protocollo per vietare a Roma qualsiasi forma di protesta che non si svolga in sei piazze prestabilite e in sei itinerari. Secondo il Protocollo non si potrebbe protestare davanti a ministeri, uffici pubblici, sedi aziendali o padronali, Parlamento e sedi politiche: insomma, non si potrebbe portare il conflitto davanti alle sedi delle “controparti”. La motivazione dell’intralcio al traffico è totalmente fasulla: gran parte del centro storico è pedonalizzato o riservato al solo traffico dei residenti (clamoroso il divieto al Parlamento e al Senato, al Campidoglio o a Piazza Navona, tutte zone vietate al traffico). In realtà si vuole impedire che si manifesti ogni forma di conflitto nelle strade, in linea con il tentativo di vietare lo sciopero nei servizi pubblici, nel timore di una valanga crescente di proteste di fronte alla sempre più micidiale crisi. Ma il governo ha trovato la complicità e collaborazione di Cgil, Cisl, Uil nonchè del PD, IdV e degli altri partiti di opposizione che, mentre fingono di protestare contro i progetti liberticidi berlusconiani, si fanno portatori del più brutale attacco al diritto di manifestare degli ultimi 60 anni. Suona insopportabilmente ipocrita il comunicato di solidarietà agli studenti da parte di una Cgil senza la cui firma il Protocollo non sarebbe stato proponibile e che fino a ieri lo ha difeso in comunicati e interviste. I Cobas, insieme alle altre forze del Patto di Base (Cub e SdL) si sono già rifiutati di accettare i diktat polizieschi in occasione delle manifestazioni dei lavoratori Telecom e di quelli dei Trasporti: e continueranno così per far saltare l’ignobile Protocollo e aiutare i cittadini/e romani a riconquistare rapidamente il diritto di manifestare liberamente.
COBAS – Comitati di Base della Scuola
Ecco le immagini: http://www.youtube.com/watch?v=zNeqV5GmUEA
Noi non segnaliamo!
17 marzo 2009 giornata nazionale
noi non segnaliamo
La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) attraverso i Gruppi Immigrazione e Salute (GrIS), in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale, organizza una giornata di protesta e mobilitazione contro il disegno di legge sulla sicurezza in discussione alla Camera dei Deputati che prevede la cancellazione del divieto di segnalazione per gli immigrati senza permesso di soggiorno che si rivolgono alle strutture sanitarie per curarsi.
Hanno espresso posizioni contrarie al provvedimento: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).
NO ALLA SEGNALAZIONE DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI
CHE RICORRONO ALLE CURE SANITARIE
NO ALLA CLANDESTINITA’ SANITARIA
“LA SALUTE E’ UN DIRITTO DELLA PERSONA”
art. 32 della Costituzione
NON OSTACOLARE L’ACCESSO ALLE CURE
E’ UNA TUTELA PER LA SALUTE DI TUTTI
FIRMA ANCHE TU L’APPELLO
AL TAVOLO ALL’ESTERNO DELL’OSPEDALE DI PN DALLE 8.00 ALLE 12.30
|
TROVIAMOCI ALLE ORE 17.30 SIT-IN In PIAZZA CAVOUR INSIEME A MEDICI,INFERMIERI,ASS.SOCIALI,IMMIGRATI |
OPERATORI DELLA SALUTE - COMITATO DI PORDENONE “NOI NON SEGNALIAMO”
FIPVia Carnaro10Pordenone17.03.09
Governare è comandare!… e anche guadagnare. Parola di Berlusconi.
Berlusconi batte la crisi - 06/03/09
di Franco Bechis - da italiaoggi.it
Ha appena intascato 159 milioni di euro, il 50% più del 2008
Silvio Berlusconi si è messo in tasca all’inizio di quest’anno un assegno da 159 milioni, 335 mila, 953 euro e 92 centesimi. Una maxi-somma rara anche per gli imprenditori. Ma soprattutto superiore di oltre la metà ai 102 milioni che il presidente del Consiglio e indirettamente principale azionista del gruppo Fininvest-Mediaset si era messo in tasca solo un anno fa.
Si tratta dei dividendi che gli hanno erogato le quattro società direttamente controllate, le holding prima, seconda, terza e ottava che controllano la maggioranza del capitale del gruppo Fininvest.
Berlusconi è fra i pochi, pochissimi imprenditori italiani a essere diventato più ricco proprio nell’anno orribile della crisi finanziaria internazionale…(…)
Comprensibile quindi l’ottimismo del premier italiano che più volte ha tentato nei mesi scorsi di spegnere gli allarmi di centri studi nazionali e internazionali sulla crisi e la caduta di consumi e prodotto interno lordo.
Lui non ha certo problemi psicologici, e avere oltre 50 milioni di euro in più in tasca rispetto all’anno precedente non dovrebbe provocare particolare caduta dei consumi personali e lasciare abbastanza risorse anche per affrontare le difficoltà del 2009 che si farano sentire perfino sui bilanci delle sue aziende.
In tasca quella maxi disponibilità aggiuntiva è per altro dovuta in gran parte alle richieste del premier- azionista.
I bilanci delle aziende di famiglia sono riusciti a brillare nel 2008 a differenza di quelli di molte altre aziende, i dividendi sono stati distribuiti quindi con maggiore generosità del passato, ma i bilanci in sè non hanno ottenuto un risultato così clamoroso. Il guadagno effettivo fra 2008 e 2007 delle quattro holding che appartengono a Berlusconi è stato di poco superiore a 13 milioni di euro, che è pur sempre un ottimo risultato. Ma l’anno precedente l’allora candidato premier aveva chiesto a tre delle sue società la distribuzione di tutti i dividendi, e a una di queste, la holding prima, di accantonare a riserva straordinaria (e cioè di lasciare in pancia alla società per eventuali acquisizioni future o sottoscrizioni di aumenti di capitale delle controllate) l’intero dividendo, pari a 43 milioni e 258 mila euro.
Quest’anno invece Berlusconi ha pensato evidentemente di avere maggiori necessità finanziarie personali e chiesto al consiglio di amministrazione della holding prima di versargli l’intero dividendo del nuovo esercizio, pari a 48 milioni e 100 mila euro.
Il contrario di quel che han deciso i figli Marina e Piersilvio, che hanno lasciato nelle casse delle società i 38,8 milioni guadagnati…
Franco Bechis
Intervenendo al Capranica all’assemblea dei gruppi Pdl di Camera e Senato, il premier propone di cambiare i regolamenti parlamentari: il voto del capogruppo deve valere per tutti i suoi deputati. Chi non è d’accordo potrà esprimersi contro o astenersi. “Io capisco i nostri deputati - dice Berlusconi - che sono persone del fare e non funzionari di partito, che si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continuative”
Nel suo intervento all’assemblea dei gruppi parlamentari di Camera e Senato, andata in scena al teatro Capranica di Roma, cuore capitolino, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha annunciato che è all’esame una riforma dei regolamenti parlamentari per quanto riguarda il sistema di voto. E c’era già da tremare fin da queste prime dichiarazioni, soprattutto memori dei recenti strappi politici e di una cammino governativo che non ha risparmiato l’uso della decretazione d’urgenza, di fatto sterilizzando spesso e volentieri il Parlamento.
Ed infatti la spiegazione che il premier fornisce per giustificare questo progetto di (contro) riforma è sempre la stessa, il solito mantra che si fonda sull’idea che governare sia comandare, mentre delinea in cosa dovrebbe consistere la svolta. “Di fronte a regolamenti che sono non adeguati alla necessità di una maggioranza e di un governo di avere in tempi certi e brevi disegni di legge che vengano trasformati in leggi”, Berlusconi ha ipotizzato che a un certo punto si possa riconoscere “il voto di un partito nel voto del capogruppo”. Tutti per uno, uno per tutti. Dove i tutti sono i deputati e l’uno il capogruppo. Ma siccome è magnanimo, Berlusconi non nega il diritto di esprimersi diversamente. Chi invece non è d’accordo potrà “presentarsi” e “votare contro o astenersi”. Insomma, “il capogruppo alzandosi e votando nelle commissioni o in aula” dovrebbe poter rappresentare, secondo il premier, “l’intero gruppo dei suoi deputati”.
Qualora qualcuno potesse fargli presente che l’idea non è proprio saggia, il premier non esita a farsi scudo dell’altrui condizione. “Capisco i nostri deputati, che sono persone del fare e non funzionari di partito, che si sentono deprimere in Parlamento con votazioni continue”, ha detto il capo del governo.
Prima di lanciare questa ipotesi di riforma - che si accompagna con quella di dimezzare il numero dei parlamentari - il premier ha chiamato alla tribuna il ministro degli Esteri Franco Frattini che ha ricordato come “da quarant’anni nell’assemblea nazionale francese è previsto il voto per delega in base a un’ordinanza presidenziale del ‘58. Il capogruppo può votare al posto del singolo parlamentare nel caso di un impedimento o di una missione che lo coinvolga autorizzata dal governo fino a otto giorni”. Ma in Francia, questo non è stato ricordano, non hanno Berlusconi come capo del governo.
Un capo del governo che sa anche prevedere. Soprattutto il possibile malumore di chi si accollerebbe tutto il peso dell’attività parlamentare. Per evitare infatti l’effetto “tana libera tutti” che rischiava di propagandarsi nell’assemblea degli eletti già pronti a lasciare il fardello del voto nelle mani dei due malcapitati “secchioni” di Camera e Senato (Cicchitto e Gasparri), Berlusconi ha chiarito che rispetto all’ipotesi estrema di una riforma così radicale, i parlamentari del Pdl dovranno in ogni caso essere presenti in aula e con un sorriso li ha ammoniti a lavarsi “bene le mani e i polpastrelli”, facendo riferimento al nuovo sistema di votazione a Montecitorio che prevede il riconoscimento delle impronte digitali di ciascun parlamentare.
Lui stesso ha garantito che “anche il presidente del consiglio cercherà di ritagliarsi del tempo per venire a testimoniare con la sua presenza l’importanza del Parlamento”. Grazie mille, soprattutto per quel ritagliarsi del tempo, oltre che per quel riconoscimento di importanza alle camere. E a scanso di equivoci ha insistito: “A parte gli estremi, credo che si debba ragionare sul cambiamento dei regolamenti in modo che si possano avere delle sessioni di voto. Intanto molti voti possano esseri presi nelle commissioni dove si fanno le leggi. Il voto finale può essere spostato nell’aula. E comunque questo nuovo sistema deve essere tale che la maggioranza che gli italiani hanno eletto possa essere ancora e sempre maggioranza in Parlamento. Nei primi tempi in attesa che questo avvenga occorre che siamo tutti presenti”.
Per fortuna qualcuno è rimasto saggio nella maggioranza. Anche questa volta l’ammonimento a non tracimare nella figura del sovrano assoluto, svestendo i panni di quella di presidente del consiglio, è venuta da Gianfranco Fini, che pure oggi a El Pais non disdegnava (c’è da indagare sul livello di sincerità) l’ipotesi che il Cav. calchi in futuro la soglia del Quirinale. Comunque sul voto dell’uno per tutti, il presidente della Camera stronca senza appelli: “Già l’aveva avanzata ed era caduta nel vuoto. Accadrà la stessa cosa anche stavolta, è una proposta impossibile”. Speriamo
13a Via Crucis
13a Via Crucis
Pordenone - Base Usaf Aviano
domenica 29 marzo
“TU NON UCCIDERE”
riprendendo l’insegnamento di don Primo Mazzolari nel 50° anniversario della morte
Un motivo comune ci unisce a tutte le donne e gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti di ogni nazione, razza, popolo e lingua: la Dignità di ogni persona e il dovere di difenderla sempre.
Questi valori sono presenti nelle radici culturali di tutti i popoli:
- “L’uomo non vive soltanto del pane necessario alla sopravvivenza. Vuole vivere da uomo. E vivere da uomo vuol dire sapersi accolti con calore, come colui che si sente dire: è bello che tu esista fratello” (L. Boff)
- “Dio disse ad Adamo: <guarda le mie opere come sono splendide. Io ho creato ogni cosa e l’ho creata per te. Abbi cura perciò di non distruggere il mio mondo, perché se lo farai, non ci sarà più nessuno che lo ripari dopo di te>” (Ecclesiastes Rabbah 7)
- “Quando Dio ha creato l’uomo, lo Spirito è entrato in ogni uomo, donna e bambino - Quando ho creato l’uomo, ho soffiato il mio spirito in lui. Mettetevi in ginocchio davanti a lui” (Corano nella sura XV.9)
- “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” ( dal vangelo di Giovanni 15,12).
Non possiamo restare indifferenti alle grida dell’umanità!
VOGLIAMO RICORDARE la nostra Costituzione che all’art. 11 dice: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” e quindi non possiamo non denunciare le innumerevoli vite spezzate e mutilate nel mondo a causa delle armi costruite o custodite anche in casa nostra.
Non possiamo chiudere gli occhi sulla situazione economica italiana che vede molte famiglie, persone sole, anziani, disoccupati, malati cronici, immigrati regolari non arrivare a fine mese, e tanti altri venir privati della loro dignità e dei loro bisogni fondamentali a causa dell’orientamento sbagliato di capitali, di cui la corsa all’armamento è una grande componente.
NON VOGLIAMO COLLABORARE con il male che continua a persistere nella produzione e commercio di armi leggere e accoglienza di armi nucleari nel nostro territorio,di cui la Base Usaf di Aviano ne è il sito principale in tutta l’Europa. Ribadiamo che le armi e le basi militari sono strumenti di morte e il loro scopo è mantenere situazioni di povertà e ingiustizia nel mondo.
AUSPICHIAMO che chi ha responsabilità politiche trovi sempre le sue aspirazioni e la misura delle sue scelte nei diritti umani e nel Bene comune.
Invitiamo i politici a rinunciare agli idoli del denaro e della violenza, a trovare le vie della sicurezza sociale nell’incontro e nella corresponsabilità tra tutti gli abitanti della nostra Nazione.
Crediamo nella fraternità che è possibile solo poggiando sui valori positivi presenti in ogni persona, qualunque sia il suo colore, la sua cultura , la sua fede.
Esprimiamo grave preoccupazione per il crescente clima di ostilità nei confronti degli stranieri; denunciamo il razzismo di determinati provvedimenti; siamo convinti che solo leggi giuste possono costruire giustizia e convivenza pacifica; rinnoviamo il nostro impegno per una cultura dell’accoglienza e e per concrete esperienze di convivenza pacifica fra le differenze.
INVITIAMO TUTTI
prepararsi a questo momento di preghiera informandosi maggiormente sulla produzione delle armi (www.controlarms.org), sulla situazione delle Banche armate (www.banchearmate.it) e sul Disarmo nucleare (www. unfuturosenzatomiche.org).
Sollecitiamo la vostra partecipazione per vivere una solidarietà pratica con le vittime, uscendo dall’anonimato, dall’indifferenza e vivendo atteggiamenti d’incontro con chi vi cammina a fianco, oltre il gruppo a cui appartenete.
Il cammino di riflessione e di preghiera da Pordenone alla base Usaf di Aviano è insieme a tutte le persone, le comunità impoverite oppresse colpite vittime del sistema di dominio e di guerra sparse nella Terra e a tutti i Crocifissi di oggi, per condividere la loro condizione di sofferenza e nello stesso tempo la loro forza di resistenza, di denuncia, di progettazione, di dedizione fino al martirio; animate da profonda spiritualità, dalla presenza di Gesù di Nazaret Vivente oltre la morte, o da altri riferimenti che comunicano luce, coraggio, sostegno nel cammino.
Partenza piazzale Cattedrale S. Marco ore 14
Arrivo: base Usaf Aviano ore 18
Un bus navetta riporterà a Pordenone i conducenti delle varie automobili e chi deve partire con i mezzi pubblici
Informazioni : tel 0434/578140 * 0432/560699 * 335-5423423
“Donna e politica”
Circolo ARCI “Tina Merlin” - Montereale Valcellina
Associazione argentina “Vientos del Sur” - Udine
Associazione Culturale “Tina Merlin” - Belluno
Legambiente – Circolo “Prealpi carniche”
In collaborazione con:
Comune di Montereale Valcellina (PN), Biblioteca Civica
Circolo Culturale “Menocchio”
Presentano:
“Donna e politica”
Sabato 21 marzo alle ore 17:30 - Sala Roveredo di Palazzo Toffoli:
Presentazione del libro “Memoria del buio” ed. Sperling&Kupfer 2008
A 33 ANNI DAL COLPO DI STATO IN ARGENTINA:
una raccolta di testimonianze femminili durante la dittatura militare.
Con Estela Robledo (ex detenuta politica argentina)
e Fabio Beuzer (Ass. Vientos del Sur - Udine)
A seguire, presso il Circolo ARCI”Tina Merlin”, cena di solidarietà a sostegno della mensa infantile del quartiere “El pozo” di Santa Fe (Argentina), gestita dall’M.T.L.
Venerdì 27 marzo alle ore 20:45 - Sala Menocchio:
“Tina Merlin e la montagna”
La vita di Tina Merlin e l’impegno per la montagna come laboratorio di uno sviluppo sostenibile.
incontro con Adriana Lotto (Ass. Culturale “Tina Merlin” - Belluno)
Potenziate le basi dell’esercito USA in Europa
di Antonio Mazzeo
Uno stop al piano di riduzione delle forze terrestri USA in Europa. Lo ha chiesto il comandante dell’US Army nel vecchio continente, generale Carter F. Ham, in occasione della sua recente visita a Washington dove ha incontrato gli alti comandi dell’esercito e del Dipartimento della difesa. Ham ha raccomandato che il numero dei militari in forza al comando USAREUR, venga congelato al suo livello odierno di 42,000 unità, bloccando il programma che prevede il ridimensionamento ad un massimo di 32,000 soldati entro il 2012-13. Nello specifico, il Pentagono ha programmato la riduzione della presenza in Europa da quattro a due brigate pesanti (la 2^ Stryker Brigade a Vilseck, Germania e la 173^ Brigata Aviotrasportata a Vicenza, Italia).
Il generale Ham ha spiegato che il commando USAREUR ha bisogno di una forza maggiore per “rispondere efficacemente alle richieste operative in Iraq, Afghanistan, nei Balcani e dove sarà necessario”, e per condurre simultaneamente “l’ambizioso programma di addestramento con gli alleati, particolarmente con le nuove nazioni appartenenti alla NATO e con quelle che hanno fatto richiesta di entrare nell’organizzazione”.
Negli ultimi anni, il Pentagono ha chiuso in Europa 43 tra basi e piccole installazioni dell’US Army, richiamando negli Stati Uniti 11.000 militari. Il piano di riduzione prevede adesso il ritiro della 172^ Brigata di fanteria (oggi di stanza nelle città tedesche di Schweinfurt e Grafenwöhr) e della 1^ Divisione Corazzata di Baumholder (ancora in Germania), destinata a Fort Bliss, Texas. La richiesta formalizzata dal generale Carter F. Ham potrebbe tuttavia condurre a una modificazione di questo scenario.
L’US Army punta intanto a centralizzare i suoi reparti di guerra in cinque grandi centri “hub”, quattro in Germania (Ansbach, Grafenwöhr, Kaiserslautern e Wiesbaden), ed uno in Italia, per l’appunto Vicenza. Nel budget previsto per il 2009 dall’amministrazione USA per il potenziamento delle basi militari all’estero, è prevista una spesa di 349 milioni di dollari per le infrastrutture e le postazioni ospitate in questi “hub” europei dell’esercito. Una fetta consistente (252 milioni di dollari) è stata destinata a Wiesbaden, dove sono partiti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento dei vecchi quartier generali di USAREUR e del 5° Corpo d’Armata per ospitare il nuovo centro di comando, controllo e comunicazioni della 7th Army (anche detta “United States Army Europe”), da cui dipendono le brigate terrestri presenti nel vecchio continente. Quando il nuovo comando della 7th Army sarà completato, verranno chiuse alcune delle infrastrutture dell’esercito USA esistenti ad Heidelberg, Mannheim e Darmstadt. Sempre a Wisbaden è prevista la costruzione di 326 unità abitative destinate al personale dell’armata. Un grande Centro d’Intelligence e un “Network Warfare Center” saranno invece realizzati a partire dal 2010.
Altra area dove sono in corso importanti opere di miglioramento delle infrastrutture militari è quella di Grafenwöhr-Vilseck-Hohenfels, in Baviera, dove esiste attualmente la maggior concentrazione di militari USA in Europa. A Vilseck è presente il 2° Reggimento di Cavalleria, Hoehenfels è sede del Centro di addestramento multinazionale dell’US Army (il “Joint Multinational Training Centre”), mentre Grafenwöhr ospita la 172^ Brigata di Fanteria, l’unità che il generale Carter F. Ham vuole assolutamente mantenere in Germania. Qualunque sarà la decisione finale del Pentagono, Grafenwöhr continuerà ad essere una località chiave nei piani di ammodernamento delle forze armate statunitensi. Il piano finanziario approvato dal Congresso ha destinato alla base bavarese 19 milioni di dollari per realizzare le facilities di supporto per le attività di addestramento dei velivoli senza pilota “Shadow 200” in dotazione all’esercito. Recentemente, il colonnello Tim Touzinsky, comandante del centro di addestramento di Grafenwöhr, ha annunciato l’attivazione di tre plotoni “Shadow”, il primo presso la 172^ Brigata di Fanteria di Grafenwöhr, il secondo presso il 2° Reggimento di Cavalleria di Vilseck e il terzo presso la 173^ Brigata Aviotrasportata di Vicenza.
Quarantotto milioni di dollari sono stati stanziati dalla Defense Logistics Agency per la costruzione di un megadeposito munizioni e di un complesso logistico a Germersheim, in Renania-Palatinato, per rispondere alle necessità operative future del Comando USA in Europa e del Comando Centrale strategico CENTCOM, la cui area d’intervento comprende l’Egitto, il Medio Oriente e l’Asia Centrale.
Una grande attenzione è stata riservata dagli strateghi dell’esercito statunitense per la “Main Operating Base – MOB” di Vicenza, dove grazie ad una spesa di 30 milioni di dollari (che si aggiungono ai 46 milioni stanziati con il bilancio 2008), s’intendono avviare i lavori per ospitare, nel vecchio aeroporto Dal Molin, la 173^ Brigata Aviotrasportata, reparto d’elite dell’US Army ripetutamente inviato nei teatri di guerra d’Iraq e Afghanistan. “Con questo programma – ha dichiarato il generale Ham – la comunità militare del nord Italia si espanderà per ospitare, alla fine, l’intera brigata di 3,800 uomini, le famiglie al seguito e gli impiegati civili presso la Caserma Ederle e il Dal Molin”. Il comandante supremo di USAREUR ha pure sottolineato il ruolo assunto dalle forze terrestri di Vicenza con la costituzione del nuovo comando per le operazioni USA nel continente africano, Africom. “Sino allo scorso dicembre, la Caserma Ederle era la sede della Southern European Task Force (SETAF), un’organizzazione che è stata trasformata in US Army Africa, il comando della componente terrestre di Africom”, ha spiegato Carter F. Ham. “Attualmente US Army Africa non ha a disposizione molti militari, ma sarà prontamente organizzato con militari provenienti da altri comandi, principalmente quelli dell’US Army Europe, in modo da poter rispondere alle richieste operative”.
“Oggi non è prudente assegnare truppe direttamente ad US Army Africa”, ha concluso Ham. “Se togliessimo le unità logistiche, d’intelligence e di comunicazione che supportano Africom dal Comando dell’US Army in Europa e le utilizzassimo come entità separate, avremmo bisogno di altri quartieri generali per assicurarne il comando e il controllo e ciò probabilmente non sarebbe possibile per motivi economici”.
Il comando di Africom, dunque, resta per ora a Stoccarda, mentre al nuovo US Army Africa di Vicenza sono stati trasferiti dalla Germania 300 militari.



