25 feb 09
Scritto da Fabio in Ambiente, Politica

di Carlo Cipiciani (Comicomix)
Il prossimo G8 sull’ambiente si terrà a Siracusa, patria della bella, brava, buona ed intelligente ministro Stefania Prestigiacomo, che ha dimostrato come pochi altri di avere a cuore l’ambiente. Soprattutto a Siracusa
Mancano poche settimane all’evento che porterà la Sicilia al centro del dibattito mondiale sui temi dello sviluppo sostenibile. Il G8 sull’ambiente si terrà infatti nella magnifica cornice di una delle più belle città italiane: la meravigliosa Siracusa. Quale sede migliore per parlare di ambiente della città patrimonio dell’Unesco, piena di bellezze e monumenti che il mondo ci invidia, dal Teatro Greco all’orecchio di Dioniso, dalla Fonte Aretusa con il suo papiro, ai parchi marini e aree naturalistiche che la circondano?
Il merito di questa magnifica scelta è della bella, brava, intelligente ministro dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, che a Siracusa è nata, cresciuta e risiede, assieme alla sua bella famigliola di imprenditori: il papà Giuseppe, ad esempio. Azionista di riferimento della Sarplast, azienda fallita nel 1997 lasciando sul tappeto 957 creditori e 51 milioni di euro di debiti. Nell’azienda si verificarono alcuni incidenti e casi di malattia denunciati dai dipendenti , con operai che ebbero figli con malformazioni congenite, altri lavoratori dopo anni si ritrovarono polveri nei polmoni. Semplici coincidenza, anche se la procura di Siracusa aprì un’inchiesta per lesioni colpose mentre la polizia rilevò nelle aziende dei Prestigiacomo una serie di violazioni tra cui pendenze con il fisco per circa tre milioni di euro nel giro di tre anni. Insomma, sono gente moderna, che non sta con le mani in mano, esempio di quel sud che vuole crescere, svilupparsi, diventare “europeo”.
Ma Siracusa oltre ad essere la patria di questa grande famiglia, una città straordinaria, può vantare invidiabili record in materia di ambiente. Nelle graduatorie delle 103 province italiane è al 73 esimo posto per percentuale di veicoli inquinanti, al 96 esimo per presenza di spazi verdi urbani, al 103 esimo (cioè, all’ultimo) per quantità di raccolta differenziata. Il suo record più bello però è il numero di giorni in cui vengono superati i limiti di emissione di polveri sottili: succede 282 giorni all’anno. Di particolare pregio, a 15 minuti di auto dall’Ortigia, anche il polo industriale di Augusta-Priolo, il secondo polo inquinante d’Italia, dove si raffina il 255 del petrolio distribuito in Italia e la quota di tumori e malformazioni neoantali è la più alta d’Italia. Lì operano l’Eni, la Erg e anche la Vetroresina engineering development (Ved), azienda di oltre 200 addetti specializzata in tubi industriali. Quest’azienda è di proprietà della famiglia Prestigiacomo, l’amministratore è sempre papà Giuseppe e tra gli azionisti principali c’è anche la nostra brava, bella e intelligente ministro.
Che però per l’ambiente si sta dando molto da fare, in Italia e in Europa, anche se forse nessuno se ne accorge. Non manca infatti giorno in cui la ministro non intervenga in favore dello sviluppo sostenibile, della tutela e valorizzazione dell’ambiente, contro l’inquinamento e tutti quei mascalzoni che devastano il territorio e inquinano il mare e l’aria. Se non ne sentite mai parlare è perché - con la discrezione tipica delle donne della sua bella terra di Sicilia - la ministro Prestigiacomo evita sovraesposizioni mediatiche e opera in assoluto silenzio, anche per non oscurare il lavoro degli altri suoi colleghi ministri e non far fare loro brutte figure. Invece, si sta dando tanto da fare per l’ambiente e soprattutto per la sua Siracusa. Ha promosso l’intesa fra il ministero dell’ambiente, la regione Sicilia e il comune di Siracusa per interventi per 4 milioni di euro per recupero del lungomare di Ortigia, interventi di riqualificazione ambientale in via Colomba, infrastrutture viarie della zona umbertina ed opere di sistemazione della zona del Castello Maniace e delle aree adiacenti.
E soprattutto, nonostante i molteplici impegni da ministro, la Prestigicomo ha trovato il tempo per fare un’incredibile scoperta, mentre passeggiava per caso per le vie della sua adorata città: a Siracusa, proprio davanti all’isola di Ortigia, vicino al centro, accanto alla zona patrimonio dell’Unesco, è stato costruito più di 10 anni fa un autentico ecomostro di cemento: il parcheggio Talete. La solerte ministro, innamorata dell’ambiente e di Siracusa, ha recentemente definito il parcheggio un “ecomostro che offende Ortigia, ma soprattutto un’opera eminentemente inutile”. E ne ha proposto l’eliminazione per poter “definire un riassetto armonico di tutta l’area”. Curiosamente pochi giorni dopo la Port Royal srl, una società nell’orbita del gruppo Caltagirone, che da tempo propone per Siracusa la costruzione di un magnifico porto turistico, è tornata alla carica per collocare la struttura più o meno in quell’area. Sul progetto, che ha una storia quasi ventennale, si sono già addensati sospetti di diverse operazioni in odore di speculazione edilizia, e in città molti dicono che vari edifici fatiscenti nelle adiacenze dell’area siano stati comprati dal notaio Angelo Bellucci, marito della ministro Prestigiacomo.
Ma questa sono chiacchiere! I fatti parlano chiaro: l’ambiente è una delle priorità della bella, brava, buona e intelligente ministro. Che vuole lanciare proprio da Siracusa, in occasione del G8 sull’ambiente, le sue grandi idee in materia di sviluppo sostenibile. Perché l’ambiente non è solo la vecchia superata concezione di tutela del paesaggio, di lotta al degrado. L’ambiente, se si vuole, può essere anche un ottimo affare. Un affare di famiglia.
24 feb 09
Scritto da Fabio in Politica, Solidarietà

Venerdì 20 Febbraio 2009
Alla comunità internazionale:
Noi di H.I.J.O.S: (Figli e Figlie per l’dentità e la Giustizia contro l’Oblio e il Silenzio) ripudiamo le parole del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi sui “voli della morte”, che in piena campagna elettorale ha sostenuto: “Non farò come quel dittatore argentino che faceva fuori i suoi oppositori portandoli in aereo con un pallone poi apriva lo sportello e diceva: c’è una bella giornata fuori andate un po’ a giocare…” , aggiungendo, poi, di fronte alle risate degli astanti: “Fa ridere, però è drammatico”(1)
Che sia a chiaro a Berlusconi ciò che è chiaro al mondo intero da tempo: i voli della morte fecero parte di un piano sistematico di sterminio e costituirono una pratica dello Stato terrorista argentino. I detenuti-desaparecidos, dopo essere stati torturati ed addormentati con un’iniezione di Pentotal, erano caricati sugli aerei e, una volta a bordo, venivano svestiti e gettati nudi in mare. Non andavano a “giocare”: erano gettati vivi in mare dai militari. Questo non può far ridere in nessun modo, perché si tratta di crimini contro l’umanità. A meno che per Berlusconi uno Stato terrorista non sia qualcosa di spiritoso.
Non possiamo tollerare che Berlusconi affermi che i nosti padri e le nostre madri erano andati a giocare quando li assassinarono, con l’intento di sbarazzarsi dei loro corpi e di occultare i crimini compiuti. Ai voli parteciparono le Forze Aeree Uruguaiane (Plan Cóndor) e le Forze Armate Argentine. Alcuni di quei corpi gettati in mare tornarono a riva e fu possibile riconoscerli e dare loro sepoltura. Ma molti altri, la maggioranza, non sono ancora stati ritrovati.
Esigiamo che il Primo Ministro Italiano Silvio Berlusconi ritratti quanto ha affermato e porga pubbliche scuse per le sue gravi dichiarazioni, che offendono e feriscono la sensibilità del popolo argentino e del mondo che ha solidarizzato con la lotta per il giudizio e il castigo per i genocidi.
Berlusconi, inoltre, offende profondamente i sopravvissuti e noi familiari delle vittime, che continuiamo ad esigere di sapere cosa n’è stato nei nostri figli, delle nostre figlie, dei padri, delle madri e dei nipoti.
Per nessuno di noi, i cui familiari possono essere stati gettati in mare, i voli della morte possono essere valutati come qualcosa che “fa ridere”. Berlusconi ferisce particolarmente anche il popolo italiano, perché tra i 30.000 detenuti-desaparecidos c’erano cittadini di questo Paese, motivo per cui anche la comunità italiana sa che i voli fecero parte dell’apparato repressivo dei genocidi. La Giustizia italiana ha, infatti, giudicato e condannato genocidi argentini e continuerà a farlo.
Berlusconi non solo ha affermato quanto qui citato sui voli della morte, ma difende anche la sua dichiarazione, facendo sapere che il ripudio delle sue nefaste parole è “un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato, che provoca indignazione. È questa la reazione di Palazzo Chigi alle polemiche gonfiate su un finto “caso Argentina”. Le parole del Presidente del Consiglio sono state, infatti, completamente stravolte e addirittura rovesciate, quando era chiarissimo che egli stava sottolineando la brutalità dei ‘voli della morte’ messi in opera dalla dittatura argentina di quel tempo.”(2)
L’ultima dichiarazione di Berlusconi è altamente aggravante e siamo noi a sentirci attaccati nel nostro dolore e nella nostra lotta per la memoria, la verità e la giustizia. Esigiamo la sua ritrattazione pubblica e che si informi correttamente sul tema, perché la gravità delle sue affermazioni può dimostrare solo due cose: o che non conosce l’argomento o che rivendica i “voli della morte”, cioè il fatto che dallo Stato si gettino persone in mare.
RICOMPARSA IN VITA DI JORGE JULIO LÓPEZ
CARCERE COMUNE PERPETUO ED EFFETTIVO PER I GENOCIDI, I COMPLICI E GLI IDEOLOGI
RESTITUZIONE DELL’IDENTITÀ DEI NOSTRI FRATELLI “APPROPRIATI”
H.I.J.O.S.
Hijos e Hijas por la Identidad y la Justicia contra el Olvido y el Silencio
Regional Capital en la Red Nacional argentina
www.hijos-capital.org.ar
hijos@hijos-capital.org.ar
(1) http://www.quinews.it/2009/02/18/berlusconi-ironizza-sui-voli-della-morte/
(2) http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=42016
(3) Il video: watch?v=s5UYXBFGSiI
20 feb 09
Scritto da Fabio in Festa
Ciao a tutte/i. E’ dispobibile, presso la sede del nostro circolo, la nuova maglietta del “Tina merlin”, che compie quest’anno i suoi primi dieci anni. Grazie al lavoro di Andrea e Silvia che hanno elaborato e stampato le magliette per i soci del nostro circolo.
In allegato potrete vedere la maglietta in esclusiva, ma la si compra solo venendo al circolo!!!
maglietta_decennale_arci
A presto!
16 feb 09
Scritto da Fabio in Festa, Musica

Sabato 28 febbraio dalle ore 18:00 in poi…
presso i locali del Circolo ARCI”Tina Merlin” di Montereale Valcellina (PN)
FESTA DEL TESSERAMENTO 2009
Una pastasciutta, del buon vino e tanta musica con:
CHILOMBO (rock progressive),
NANI&METO (rock cover),
UNDERWOOD (rock cover ‘70),
GIACOMO ZANIER&GIACOMO TRAINA (cover from Anime Salve)
ingresso libero
per informazioni: www.arcitinamerlin.it
12 feb 09
Scritto da Fabio in Ambiente
8 feb 09
Scritto da Fabio in Solidarietà
Mercoledì 18 febbraio ore 20.45
presso la “Sala Roveredo” del Palazzo Toffoli
in via Verdi - Montereale Valcellina (PN)

In occasione della presentazione del progetto di cooperazione internazionale della cooperativa sociale Itaca di Pordenone e di OIKOS, saranno ospiti i rappresentanti keniani della partnership locale del progetto: una scuola professionale per i profughi che scappano dai paesi confinanti da situazione di guerre e povertà.
7 feb 09
Scritto da Fabio in Antifa, Cultura
Il cinema per parlare di antifascismo, memoria,
revisionismo storico e neofascismo
Con la proiezione dei seguenti film:
Venerdì 13 febbraio ore 20.45
Presso la “Sala Menocchio” – Montereale Valcellina (PN):
“ Il leone del deserto” regia di Mustafa Akkad. USA-Libia 1981
Il film racconta le ultime fasi della resistenza libica, guida da Omar Mukhtar, il “Leone del deserto”, contro l’esercito di occupazione italiano. E’ la prima pellicola sulle brutalità del regime fascista nelle colonie. Le pressioni politiche hanno impedito la distribuzione di questo film in Italia: a tutt’oggi nessuna casa di distribuzione ha mai presentato la pellicola all’Ufficio apposito per ottenere il nulla osta alla circolazione.
Venerdì 27 febbraio ore 20.45
Presso la Casa del Popolo – Torre di Pordenone:
“The Gonars memorial. Gonars 1942-43: il simbolo della memoria italiana perduta” regia di Alessandra Kersevan e Stefano Raspa. Italia
Attraverso interviste inedite fatte ad ex internati e a testimoni dei fatti, il documentario traccia le drammatiche vicende che si consumarono tra il 1942 e il ‘43 a Gonars, in provincia di Udine, dove perirono di fame e stenti quasi 500 civili, per lo più anziani, donne e bambini di nazionalità slovena e croata. Ad intermezzare alcuni brevi ed altri più lunghi racconti, una voce narrante, immagini e filmati originali, per riscoprire la storia dell’occupazione fascista della Jugoslavia prima e la capitolazione dell’Italia poi, la descrizione del campo e della vita degli internati. Un percorso di ascolto, soprattutto, per ricordare una tragedia che s’è consumata a pochi chilometri da noi.
Venerdì 13 marzo ore 20.45
Presso l’ARCI CRAL di S. Vito al Tagliamento (PN):
“Nazirock” regia di Claudio Lazzaro. Italia
L’estrema destra vista dall’interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali,
lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte del potere istituzionale.
“Comitato per il 25 aprile”
7 feb 09
Scritto da Fabio in Donne, Politica
Una scelta crudele e incostituzionale
Il governo Berlusconi ha varcato il Tevere. Per fare un piacere al Vaticano, a disagio dopo l’approvazione del disegno di legge sulla sicurezza, il governo non ha esitato ad aprire un clamoroso, inedito e pericolosissimo conflitto di poteri.
Il decreto che costringe Eluana a proseguire nella sua non vita è assolutamente incostituzionale, come del resto aveva già ammonito il Capo dello stato, mancando i requisiti essenziali per la sua emanazione.
Si tratta oltretutto di una legge ad personam, poiché il riferimento alla Englaro è indubbio e proclamato. L’equilibrio dei poteri su cui si basa non solo lo stato democratico, ma anche quello liberale, dalla rivoluzione francese in poi, è completamente stravolto. Il governo legifera contro una sentenza della magistratura passata in giudicato, postulando la supremazia del potere politico su quello giudiziario. Nello stesso momento Berlusconi apre un conflitto senza precedenti con la Presidenza della Repubblica che aveva con chiarezza espresso parere contrario all’emanazione di un simile provvedimento.
Berlusconi fa sapere che se Napolitano, non firmerà “cambierà la Costituzione”.
C’è dunque un’emergenza democratica senza precedenti.
Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, massimo custode della nostra Carta fondamentale, affinchè questo gravissimo tentativo di strapparla venga fermato.
Ma accanto a queste considerazioni, va anche sottolineato con quanta cinica disinvoltura il governo usi una vicenda umana così dolorosa per propri interessi politici di parte.
La Costituzione prevede il diritto di tutte le persone alla salute ma anche quello a rifiutare le cure, coerentemente con la centralità che attribuisce al libero arbitrio delle persone e alla salvaguardia della loro dignità.
Di fronte a scelte così intimamente legate alla liberta di ogni essere umano, al diritto di vivere una vita che sia piena e dignitosa, la politica avrebbe dovuto scegliere di fare un passo indietro.
Così non è stato. Si è scelto di fare irruzione con la devastazione di un ciclone in questa vicenda, senza nessuna umana pietà ma con la spregiudicatezza di chi pensa di poter impunemente calpestare regole e diritti.
7 feb 09
Scritto da Fabio in Donne, Politica
Nel disegno di legge 733, il cosiddetto pacchetto sicurezza, approvato al Senato ci sono norme che, se confermate alla Camera, introdurranno nel nostro ordinamento giuridico gravi lesioni ai più elementari diritti costituzionali, creeranno vessazioni pesanti alla condizione difficile del migrante (tasse di centinaia di euro per ogni pratica, multe, non esigibili di fatto, di migliaia di Euro per gli irregolari) e, con la legalizzazione delle ronde, incentiveranno pratiche di “autogiustizia” o di delazione. Accanto a tali pericolose disposizioni ve ne sono altre (come il registro nazionale dei senza fissa dimora o il controllo dei Comuni sulle condizioni degli alloggi prima dell’iscrizione anagrafica per tutte le persone) che faranno “scoppiare” gli uffici degli Enti Locali e renderanno oppressiva la pubblica amministrazione verso i cittadini.
Togliere il divieto espresso di non segnalazione equivale ad esercitare una pressione sul personale medico e sanitario affinché vengano denunciati gli irregolari che si recano nei pronto soccorso e nelle altre strutture sanitarie. L’attuale divieto di segnalazione risponde a principi deontologici della professione sanitaria e ha l’obiettivo di evitare che, per paura, migranti irregolari non si rechino nelle strutture ospedaliere. Cosa che, invece, adesso puntualmente accadrà con grave rischio anche per la salute di tutte e tutti: le malattie infettive, ad esempio, non conoscono barriere amministrative.
Questa norma sconcerta prima di tutto gli operatori sanitari (anche in questa Regione si moltiplicano appelli di singoli e ordini professionali per respingere questa disposizione) e richiede la mobilitazione di tutta la società civile per impedirne l’approvazione definitiva, rischiando di far fare all’Italia un salto indietro e di cancellare un principio di civiltà da tutti riconosciuto.
Si tratta, di fatto, di norme contrarie ai più elementari principi umanitari, alle regole della convivenza civile, che vorrebbero porre un freno all’immigrazione ma che sono inefficaci in tal senso e creeranno paura, discriminazione e tensione, rendendo tutte e tutti noi più insicuri.
In questo Paese ci si continua a preoccupare di accanirsi sui più deboli, privandoli via via di ogni diritto elementare, senza mai proporre un’alternativa, un piano o qualsiasi iniziativa che possa contribuire a risolvere i problemi sociali.
Come RetedirittiFVG, impegnati in regione anche a sostenere le ragioni dell’accoglienza e dell’integrazione delle cittadine e dei cittadini stranieri sosteniamo gli appelli nazionali e locali di quante e quanti chiedono a gran voce di cambiare queste odiose norme discriminanti e incivili, promuovendo in tal senso assieme ad associazioni sanitarie e sociali un’ampia mobilitazione che speriamo sappia scuotere le coscienze dei nostri rappresentanti istituzionali per evitare un tale imbarbarimento della società.
Pierluigi DI PIAZZA, Abdou FAYE, Irma GUZMAN, Irma GUZMAN,
Duccio PERATONER, Gianfranco SCHIAVONE e Michele NEGRO
a nome di ReteDirittiFVG