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Appello dell’ARCI nazionale

UNA NECESSARIA FASE 2 PER LA SOCIALITA’ E LA CULTURA DIFFUSA

30 aprile 2020

Non c’è ripartenza senza associazionismo. L’appello di ARCI

Sono passati circa due mesi dalla diffusione anche nel nostro paese dell’epidemia da Covid-19. Ora stiamo iniziando a uscire lentamente dall’emergenza.

Ma quando si parla di “fase 2” sembrano sfuggire alcuni aspetti. In particolare l’importanza e la necessità di tornare al più presto a parlare di socialità e cultura e di una delle libertà sancite dalla nostra Costituzione: la libertà di associazione.

Senza un ‘analisi e una attenzione serie, il nostro paese corre il rischio di una definitiva deriva verso una società atomizzata, caratterizzata dall’isolamento sociale, in cui le relazioni sono ridotte alla sola mediazione tramite i vecchi e nuovi mezzi di comunicazione di massa.

La condizione di “cattività” nella quale siamo costretti dalle misure anticontagio , finora necessarie, rischia inoltre di aggravare disuguaglianze e paure già esistenti.

La socialità e la cultura sono, invece, parte fondante della vita delle persone, della loro salute (che non è solo sanitaria ), della loro dignità. Siamo “animali sociali”, e come tali viviamo solo se possiamo continuare a coltivare le relazioni interpersonali ed esprimere la nostra creatività.

Per questo non vogliamo e non dobbiamo arrenderci. E siamo convinti che l’associazionismo diffuso è il giusto antidoto verso questa deriva.

Ma per esso, questa volta, esiste un pericolo fondato e concreto. Potrebbe non farcela solo con le proprie gambe.

Siamo un’associazione di promozione sociale con oltre un milione di socie e soci e oltre 4000 circoli e associazioni, che aggregano giovani e giovanissimi, bambini e famiglie, anziani, donne e uomini che si ritrovano per stare insieme nell’esercizio del diritto costituzionale di associarsi, per costruire insieme le risposte ai propri bisogni e a quelli della comunità, contrastando la solitudine e le disuguaglianze. Chi come noi si occupa prevalentemente di cultura e socialità, sostenendo e accompagnando decine di migliaia di cittadini in percorsi di protagonismo, aggregazione, promozione sociale e culturale, sa che per tenere saldi i legami sociali delle nostre comunità, qualunque sarà la “normalità” che ci aspetta, non si potrà fare a meno di cultura, spazi educativi e aggregazione.

In queste settimane ci siamo impegnati nel mantenere vivo il nostro rapporto con i soci e a diffondere cultura e socialità attraverso il web, con migliaia di eventi grazie alla nostra Resistenza Virale. Non siamo venuti meno al nostro compito e al nostro impegno, rispondendo, attraverso la nostra Solidarietà Virale, alla nostra vocazione mutualistica: migliaia di interventi nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà (spese condivise, distribuzione pasti e mascherine, assistenza per i compiti a bambine e bambini, sportelli di ascolto e supporto psicologico, e tanto altro).

Ma ora siamo in grande difficoltà e rischiamo di non sopravvivere.

Le associazioni di promozione sociale, che per la gran parte vivono delle proprie attività di autofinanziamento e non del sostegno pubblico, si trovano – tanto quanto i soggetti economici – di fronte a enormi problemi: l’impossibilità ancora di programmare la ripresa delle attività, le difficoltà nel mantenere un rapporto stabile con volontari e soci, quelle per il pagamento degli affitti delle sedi, delle utenze, delle imposte, del mantenimento dei posti di lavoro, del pagamento dei mutui, delle spese per i DPI e della sanificazione delle sedi.

Siamo estremamente preoccupati dagli effetti che potrebbe avere, anche sulla salute pubblica, la disarticolazione del sistema della promozione sociale, che rappresenta una componente attiva dell’economia e del welfare del nostro paese contribuendo al benessere dei cittadini e delle comunità.

Il perdurare di questa situazione rischia di compromettere in modo irreversibile l’esistenza dell’ARCI.

Non vogliamo dover contare le porte che non riapriranno più, lasciando i nostri paesi, i nostri quartieri, le nostre città più povere di opportunità e occasioni di confronto e crescita collettiva.

Ogni anno i Circoli ARCI promuovono la lettura, il teatro, il cinema, le arti visive e la musica dal vivo attraverso decine di migliaia di eventi, spesso gratuiti, che raggiungono oltre un milione di cittadini; offrono spazi di espressione ad artisti e produzioni che spesso raggiungono solo dopo l’attenzione delle imprese culturali ed educano un pubblico nuovo all’arte ed alla cultura diffusa. Se queste luci restassero spente a risentirne sarebbero migliaia di comunità locali, dalle città metropolitane ai piccoli comuni delle aree interne in cui siamo presenti

Occorre mettere subito in campo un piano di manutenzione e valorizzazione: provvedimenti e risorse a sostegno dell’associazionismo di promozione sociale e culturale e di tutto il Terzo Settore, come si sta facendo per altri soggetti di tipo economico. L’apertura alla Cassa integrazione in deroga anche al Terzo Settore con il Decreto “Cura Italia” è stata una novità importante, ma non basta.

Al Governo e al Parlamento chiediamo:

  1. l’ estensione delle misure di supporto alla liquidità e accesso al credito a tutti gli Enti del Terzo Settore (ETS, compresi quelli non commerciali);
  2. la proroga della Cassa integrazione in deroga per gli ETS fino al termine effettivo dell’emergenza e alla ripresa normale di tutte le attività, comprese le attività di spettacolo, culturali e ricreative;
  3. misure capaci di far fronte al pagamento degli affitti per i mesi in cui i circoli sono stati chiusi, anche attraverso l’estensione del credito d’imposta per le locazioni relative alle sedi associative (indipendentemente della categoria catastale dell’immobile)
  4. l’estensione agli ETS del credito d’imposta per le spese di sanificazione dei nostri spazi;
  5. l’ estensione della sospensione del versamento dei canoni pubblici per le sedi associative;
  6. la sospensione del pagamento di utenze e versamenti IRAP;
  7. Il rafforzamento, con un notevole aumento della dotazione economica, del  Fondo emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo (di cui
    all’art. 89 del Decreto Cura Italia) e la sua accessibilità anche per le APS che svolgono attività culturali.
  8. La proroga delle scadenze e degli adempimenti legati all’attuazione della Riforma del Terzo Settore ( termine di trasformazione SMS previsti all’articolo 43 del Codice del Terzo Settore, la nomina dell’organo di controllo)

9 Un supporto straordinario alle Reti associative nazionali (di cui all’art. 41, c. 2 del Codice del Terzo Settore) impegnate in progetti e attività di utilità sociale per fronteggiare le emergenze sociali ed educative determinate dall’epidemia.

Alle istituzioni e alle forze politiche chiediamo un confronto trasparente e leale sulle nostre proposte.

La crisi non è solo sanitaria, ma sociale ed economica, e noi vogliamo rinunciare a fare la nostra parte per uscirne, convinti come siamo che l’associazionismo e l’economia sociale sono una componente importante per la tenuta sociale, politica ed economica del nostro Paese.

I nostri 20 anni

Movie night

Castagnata solidale

TesserARCI 2018

Avanzi Popolo

Non bombe Ma Solo Caramelle. Storia di una ONLUS anomala.

Cena di Beneficenza a sostegno del centro per l’infanzia “Yawenta Children Center” Shashamane – Ethiopia.

Interviste interculturali

RICHIEDENTI ASILO A MONTEREALE

Una bella storia di lavoro ed integrazione

 

Nel nostro Comune sono alloggiati, da diversi mesi, dieci richiedenti asilo, assistititi dalla “Caritas – Nuovi Vicini” di Pordenone. Ultimamente se ne sono aggiunti altri tredici. Sono persone che fuggono da situazioni difficili, spesso di guerra e persecuzione, molti per salvare la vita, e con la speranza di una vita migliore lontano da guerra, miseria e sfruttamento. Provengono da paesi lontani. Portano ovviamente con sè culture, modi di credere, di pensare e di vivere diversi tra loro, e diversi anche dai nostri. Cercano le stesse opportunità che, non molti decenni fa, i nostri emigranti, regolari o clandestini (per necessità), hanno cercato in tante parti del mondo. Le migrazioni dei nostri giorni sono un evento che nasce da oppressioni e disuguaglianze economiche e sociali. E’ un fenomeno che non potrà essere risolto con le armi e la violenza o introducendo nuovi confini, ma che dovrà essere gestito cercando di coglierne anche le opportunità positive. Da quando un richiedente asilo arriva in Italia al momento della sentenza passano molti mesi e spesso anni. (I soldi che vengono stanziati per l’accoglienza - circa 35 euro giornalieri - non vanno ai migranti ma servono per pagare alloggio, vitto, assistenza sanitaria, legale e scolastica ). C’è la necessità di rendere più adeguato e più efficiente il sistema di accoglienza,
Crediamo che un paese, come Montereale, si qualifica anche per l’accoglienza che sa dare a queste persone, concittadini temporanei. Nel concreto c’è, ed è evidente, il problema di come queste, a Montereale, trascorrono il loro tempo.
Riteniamo sia opportuno impegnarle in lavori utili per la comunità, favorire la loro istruzione, ed aiutarle ad imparare almeno un po’ della lingua italiana.
Assieme con l’Amministrazione comunale di Montereale le Associazioni di volontariato hanno predisposto un progetto, finanziato dalla Regione FVG per 7.000 euro e attuato nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2015. Sono stati acquistati attrezzi e abbigliamento secondo quanto richiesto dalle norme di sicurezza.
I richiedenti asilo hanno partecipato a lavori di manutenzione del territorio in modo volontario e gratuito. Supportati da volontari e dall’Ufficio Tecnico Comunale, sono stati impegnati in: - pulizia delle piste ciclabili; - manutenzione del percorso naturalistico e di archeologia industriale Cjasarile-Bennata; - pulizia dell’area esterna ed interna del Castello di Montereale; - pulizia dell’area ex acquedotto di Grizzo; - pulizia di strade e di aree verdi; - pulizia del canale di San Leonardo; - manutenzione di sentieri montani; - collaborazione con il Circolo culturale Menocchio nell’ambito delle sue attività di promozione culturale (anche in funzione dell’apprendimento della lingua italiana) ; - collaborazione con la Caritas di Malnisio per il recupero di vestiario. Siamo convinti che quello dell’accoglienza solidale sia un cammino da proseguire e da migliorare strada facendo. Insieme
Per illustrare il progetto e discuterne è indetta una

ASSEMBLEA PUBBLICA 
LUNEDI’ 14 DICEMBRE 2015 ore 20.30 

presso la Sala Menocchio in via Ciotti 1 a Montereale Valcellina

Circolo ARCI “Tina Merlin”, Legambiente Circolo Prealpi Carniche, Circolo Culturale Menocchio, Caritas Malnisio, Progetto Pellegrin S.Leonardo.
Aderiscono: Polisportiva Montereale, Associazione Don Milani

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