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	<title>ARCI Tina Merlin - Montereale &#187; Antifa</title>
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		<title>Dalla cultura della Resistenza alla resistenza della cutura</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Festa]]></category>
		<category><![CDATA[casera Ditta]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 2 Maggio 2010
LE TERRE ALTE, LA MONTAGNA, CON LA SUA CULTURA E LA SUA GENTE.
PAESI DOVE SCIARE E´ FACILE , NEVE E IMPIANTI SONO OVUNQUE
STUDIARE E´ PIÙ DIFFICILE , LE SCUOLE SONO A VALLE.
L´ELICOTTERO SOCCORRE GLI ESCURSIONISTI OGNI GIORNO,
IL MEDICO CONDOTTO E´ PER POCHE ORE ALLA SETTIMANA.
IL SOUVENIR E´ A BUON MERCATO, MA PER [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Domenica 2 Maggio 2010</h1>
<p style="text-align: center;">LE TERRE ALTE, LA MONTAGNA, CON LA SUA CULTURA E LA SUA GENTE.<br />
PAESI DOVE SCIARE E´ FACILE , NEVE E IMPIANTI SONO OVUNQUE<br />
STUDIARE E´ PIÙ DIFFICILE , LE SCUOLE SONO A VALLE.<br />
L´ELICOTTERO SOCCORRE GLI ESCURSIONISTI OGNI GIORNO,<br />
IL MEDICO CONDOTTO E´ PER POCHE ORE ALLA SETTIMANA.<br />
IL SOUVENIR E´ A BUON MERCATO, MA PER IL PANE SI SCENDE A VALLE.<br />
OGGI, VIVERE IN MONTAGNA, E´ PIÙ CHE MAI RESISTENZA.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_efGxpZ5utyQ/S8gs9qSdzbI/AAAAAAAAAAk/_hdqNk9VUN8/s1600/fausto.JPG"></a></p>
<p style="text-align: center;">Domenica 2 Maggio ne parleremo con <a href="http://www.faustodestefani.com/" target="_blank">Fausto De Stefani</a></p>
<p style="text-align: center;">Il Grande alpinista non parlerà delle sue salite alle 14 montagne più alte della Terra, ma racconterà delle persone che vivono ai piedi di quei monti. Ci parlerà del suo impegno nei loro confronti, impegno che lo ha portato a spendere la sua fama alpinistica e il suo tempo libero per aiutare quelle popolazioni ad avere ciò che dà dignità all&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: center;">Non turismo, non agenzie di viaggi con servitù locale specializzata, solo istruzione e sanità.</p>
<p style="text-align: center;">QUEST´ANNO IL COMITATO CASERA DITTA DEDICA L´ANNUALE RADUNO DEI RESISTENTI AL SUPPORTO DEL PROGETTO RARAHIL MEMORIAL SCHOOL, LA FONDAZIONE CHE STA COSTRUENDO STRUTTURE SCOLASTICHE E SANITARIE A KIRTIPUR, NEPAL.</p>
<p style="text-align: center;">Ulteriori informazioni su facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/Comitato-Casera-Ditta/152079928592" target="_blank">comitato casera ditta</a></p>
<p style="text-align: center;">Tra queste righe il Comitato Casera Ditta vuole esprimere la sua piena solidarietà a Gino Strada e ad <a href="http://www.emergency.it/" target="_blank">Emergency</a> per quanto sta succedendo in questi giorni in Afghanistan.<span id="more-815"></span></p>
<p style="text-align: center;">PROGRAMMA DELLA GIORNATA</p>
<p style="text-align: center;">Per evitare problemi di parcheggio alla partenza del sentiero l&#8217; organizzazione predisporrà un punto di raccolta al primo grande parcheggio situato all´inizio della strada che porta sulla frana, di fronte al Bar La Roccia.<br />
Dal parcheggio funzionerà un servizio navetta messo a disposizione dal Comune di Erto.<br />
Il fuoristrada farà la spola dal parcheggio all´inizio del sentiero a cominciare dalle ore 9:30 e l&#8217; ultima corsa è prevista per le ore 11:30. La manifestazione avrà inizio a mezzogiorno, dopo la consueta presentazione prenderà la parola l&#8217; ospite della giornata, con il quale si potrà continuare la chiacchierata comodamente seduti a tavola, durante l&#8217;ormai consueto pranzo in compagnia. Il servizio navetta tornerà attivo per il rientro alle ore 15:00 ed effettuerà l´ultima corsa alle ore 17:30.</p>
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		<title>25 APRILE 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 09:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>

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		<description><![CDATA[La Liberazione è la nostra Costituzione
 
L’Arci dedica questo 25 aprile a Gina Borellini e a tutte le donne
che hanno contribuito a liberare l’Italia

 
PER NON TORNARE INDIETRO
Per costruire un Paese migliore
 
Questo 25 aprile cade in un momento particolarmente difficile, non solo per la grave crisi culturale, ambientale, economica e sociale che investe il Paese ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">La Liberazione è la nostra Costituzione<br />
 <br />
L’Arci dedica questo 25 aprile a Gina Borellini e a tutte le donne<br />
che hanno contribuito a liberare l’Italia</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/183001.jpg" rel="lightbox"><img class="aligncenter size-full wp-image-802" title="18300[1]" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/183001.jpg" alt="" width="227" height="321" /></a><br />
 <br />
PER NON TORNARE INDIETRO<br />
Per costruire un Paese migliore<br />
 <br />
Questo 25 aprile cade in un momento particolarmente difficile, non solo per la grave crisi culturale, ambientale, economica e sociale che investe il Paese ma anche per i continui attacchi cui è sottoposto il nostro ordinamento democratico e costituzionale.<br />
 <br />
Forse mai come oggi è necessario tornare alle ragioni che animarono la lotta di Liberazione per ritrovare le basi morali delle tante resistenze che ci devono vedere impegnati: occorre resistere alle guerre, alla violenza, alla povertà, alle ingiustizie, al disastro ambientale, al razzismo, all’imbarbarimento culturale, all’arroganza del potere, al degrado dell’etica pubblica.<span id="more-796"></span><br />
 <br />
Di fronte ai tentativi di snaturare la nostra democrazia in senso autoritario e populista,   va difesa con forza la Costituzione che ha caratterizzato l’identità della nostra Repubblica, sancendo che tutti i cittadini nascono liberi ed uguali, portatori di diritti sociali, civili e politici che sono universali.<br />
 <br />
La storia ci ha insegnato che la democrazia non è data una volta per tutte, va curata ed alimentata continuamente, anche facendo della memoria collettiva e della conoscenza critica un bene comune da mettere al servizio della crescita umana e civile di tutte e tutti.<br />
 <br />
L’Arci affonda le sue radici nella tradizione delle Case del popolo e delle Società di mutuo soccorso, luoghi di partecipazione e di solidarietà che durante il ventennio fascista furono distrutti, chiusi, espropriati. Nel dopoguerra, grazie al lavoro volontario di tante donne e uomini, quelle strutture furono ricostruite e riaperte, riacquisendo il loro carattere di luoghi della socialità e della cittadinanza attiva.<br />
Per noi, che non  vogliamo dimenticare da dove veniamo, il 25 aprile ha sempre avuto un particolare valore simbolico e morale.<br />
Quest’anno abbiamo deciso di dedicarlo a Gina Borellini (partigiana, medaglia d’oro al valor militare) e a tutte le donne che hanno contribuito a liberare l’Italia dall’oppressione nazifascista.<br />
In tutta Italia le nostre strutture territoriali hanno organizzato centinaia di iniziative, che hanno al centro il tema della memoria come valore da custodire, per rintracciarvi le radici e l’identità del Paese (l’elenco sul sito <a href="http://www.arci.it">www.arci.it</a>).<br />
 <br />
Per non tornare indietro, per costruire un paese migliore.<br />
 <br />
Roma, 23 aprile 2010</p>
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		<title>Varechine</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 18:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Verechine]]></category>

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		<description><![CDATA[



 

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			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/vol-varechine.jpg"></a></div>
<div><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/vol-varechine.jpg"></a></div>
<p><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/vol-varechine.jpg"></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-785" title="vol-varechine" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/04/vol-varechine-212x300.jpg" alt="" width="361" height="490" /></p>
<p> </p>
<p></a></p>
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		<title>Rosarno e dintorni</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 14:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fine del secolo XVIII, abolizione parziale della schiavitù in seguito alla guerra di secessione negli Stati Uniti, almeno di quella ufficiale. Nei secoli precedenti, milioni di persone africane, prevalentemente dell’area occidentale del continente ma non solo, erano state portate in catene nel nuovo continente. Buona parte di loro non sono mai arrivati a destinazione perché morti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>Fine del secolo XVIII, abolizione parziale della schiavitù in seguito alla guerra di secessione negli Stati Uniti, almeno di quella ufficiale. Nei secoli precedenti, milioni di persone africane, prevalentemente dell’area occidentale del continente ma non solo, erano state portate in catene nel nuovo continente. Buona parte di loro non sono mai arrivati a destinazione perché morti di stenti o naufragati durante il viaggio. La necessità di manovalanza gratuita da sfruttare nelle piantagioni del continente americano era onnivora e la nuova economia nascente in quel fine secolo ne divorava enormi quantità.</address>
<address>Poi, il continente africano subiva la colonizzazione, il “passaggio di proprietà” tra le popolazioni, tribù locali e i nuovi padroni: gli stati europei in cerca di ricchezze (ora si chiamano utilities) da prelevare gratuitamente (preferibilmente sfruttando la forza lavoro locale senza andare troppo per il sottile per riuscire a convincerla.. ) ed esportare nel mondo “civilizzato”. </address>
<address>In seguito alla fine della seconda guerra mondiale, che non aveva certo risparmiato grandi aree dell’Africa e dell’Asia, ha inizio la decolonizzazione. Non certo per buona volontà dei colonizzatori, quanto per le pressioni dei nuovi padroni del mondo e rispettare gli accordi che avevano consentito la loro entrata nella seconda guerra mondiale, che avevano già messo gli occhi sulle enormi ricchezze di quei Paesi (che prenderanno la definizione di Terzo Mondo).</address>
<address>Indipendenza, termine che aveva illuso e illuminato molti dei potenziali protagonisti di questa nuova era; illusione durata ben poco e immediatamente ridimensionata (salvo pochi casi) dall’eliminazione fisica dei principali possibili protagonisti della rinascita e dell’emancipazione di quei continenti.</address>
<address>Troppi gli appetiti legati allo sfruttamento delle risorse per lasciarne almeno parte a chi ne avrebbe avuto diritto di proprietà. La stessa suddivisione geografica dei nuovi Stati era stata studiata per  poter meglio divaricare le fratture di una società molto complessa e frammentaria. </address>
<address>Le nuove guerre cosiddette civili, organizzate e armate dall’occidente e dai suoi insaziabili interessi, i nuovi leaders locali, inevitabilmente militari spesso formati e sempre finanziati dagli stessi che si aggiudicano i contratti di sfruttamento delle materie prime.</address>
<address><span id="more-679"></span>Decine di milioni di morti nelle cosiddette guerre civili, territori devastati, popolazioni teoricamente in possesso di enormi ricchezze ridotte alla fame, alla morte per inedia, a causa di malattie che da noi si curano con una semplice pastiglietta. </address>
<address>Enormi aree che nel giro di pochi decenni si trasformano (mica per un processo automatico..) da zone fertili, basterebbe avere un minimo di disponibilità di attrezzature, in deserto improduttivo. Sfruttamento del terreno intensivo per estrarne le ricchezze che provoca la morte di ogni forma di vita e lascia dietro sé solo miseria e promesse di sviluppo mai mantenute.</address>
<address>Nel frattempo l’occidente conosce un periodo di sviluppo economico che illude le classi sociali meno abbienti di potere scalare la piramide del potere e richiama nuove forze lavoro, manovalanza, carne da macello da inserire nei settori non più appetibili dagli abitanti locali che a loro volta in un passato più recente avevano subito sulle loro spalle lo stesso fenomeno di sfruttamento da parte dei paesi economicamente più forti. Fenomeno che pare per o più rimosso.</address>
<address>Il sud dell’Italia in particolare, ma non solo, necessita di manovalanza di basso livello, da far lavorare molto e pagare poco. Regioni del nostro Paese governate non dal potere costituito, dallo Stato, ma da organizzazioni malavitose e potentissime che determinano vita (infame) e morte (non solo fisica) delle dinamiche di quel territorio. </address>
<address>Crisi economiche che stabiliscono chi ci guadagna (sempre in meno e sempre di più) e chi ci rimette e torna povero (sempre più numerosi e sempre con meno risorse).</address>
<address>Rosarno, Villa Linterno, Castelvolturno, nomi di località che periodicamente riempiono le notizie dei media e che si riempiono in maniera quasi stabile di migliaia di fantasmi che si riversano nei campi. Piegati in due per 10-12 ore e per guadagnare 20 euro al giorno. Lontani dai riflettori degli stessi media che non si occupano di loro se non quando, appunto periodicamente, qualcuno si prende la briga di darci una breve zoomata su quella tragica realtà. </address>
<address>Lontano anche dallo sguardo di chi in parte condivide la dura vita del sud dilaniato dal sottosviluppo e dal controllo capillare e spietato delle cosche. Chi si ribella paga anche con la vita, sia che abbia la pelle nera oppure chiara, sia che parli il dialetto del luogo o che si esprima in un italiano stentato e marcato dalle pronunce ereditate dalla sua lingua originale. Unica differenza tra gli uni e gli altri, il diverso livello di degrado che rimane però la costante che li accomuna. </address>
<address>Il lavoro, quello vero, completamente assente se non in alcuni fazzoletti in cui lo Stato ha investito molto e male, ma che concede almeno una speranza di sviluppo. Solo per poco tempo, perché chi ha beneficiato dei soldi pubblici deve seguire le regole del mercato, il nuovo dio. E allora anche lì tornano le ombre oscure della disoccupazione, dell’inevitabile necessità di riferirsi a chi può garantire un qualche possibilità di guadagno legale o meno che sia, di sopravvivenza. . </address>
<address>E con il lavoro se ne va la possibilità di crescita non solo economica, ma civile, culturale. L’altro diviene il nemico responsabile del degrado, della mancanza di lavoro. Poco conta se vive in mezzo ai topi senza nemmeno avere disponibilità di servizi di base come acqua, una doccia, un letto e un tetto. Oppressi contro schiavi, la lotta per la sopravvivenza e per garantire che le cose rimangano come sono.</address>
<address>Un Ministro che non trova nulla di meglio  che dire: “siamo stati troppo tolleranti”. Con chi, signor Ministro, siamo stati troppo tolleranti? Con chi cerca la vita e trova l’inferno? Con chi fino ad oggi è stato in silenzio a subire per avere in cambio un tozzo di pane? Con chi lascia il proprio Paese, la propria famiglia, il proprio passato per ridursi in schiavitù a procurarci i prodotti che devono mantenere un prezzo (al produttore) competitivo sul mercato definito da chi le mani non le sporca mai? Mercato che va ancora ad alimentare i poteri reali e malavitosi (vedi il caso di Fondi) che però vengono ignorati se non appoggiati da chi poi si dichiara troppo tollerante. Con chi, ce lo spiega per favore?</address>
<address>Oppure dovremmo esserlo con chi tuona sui giornali criminalizzando l’immigrazione per poi ignorare che quegli stessi immigrati sono coloro che ci garantiscono il tavolo imbandito al prezzo di ridursi nella condizione di schiavitù mai abolita di fatto? Oppure con chi sa benissimo che l’Italia non sarà mai un Paese decente se non estirpa quei fenomeni che governano di fatto il nostro meridione e che ormai hanno ammorbato il resto del Paese, ma non riesce a combattere questo cancro e anzi ne è colluso? Dovremmo esserlo con chi sacrifica alla logica del mercato le esistenze non solo di chi cerca da noi una vita dignitosa, ma le stesse vite chi ne subisce in modo non uguale ma parallelo le conseguenze nefaste?</address>
<address>No, noi non riusciamo a tollerare tutto ciò, sappiamo che ogni cambiamento dovrà ancora passare sulle nostre spalle, che ci costerà ancora tanta fatica, enormi sforzi, ma noi, lei e quelli come lei non siamo più disposti a tollerarli. Nemmeno tollereremo coloro che non trovano nulla di meglio da opporre alle sue ignoranti esternazioni che un tenue lamento, senza entrare nel merito della questione, ma sbolognando ogni responsabilità su una ignobile legge, la Bossi &#8211; Fini, dimenticando che quella precedente che ha spalancato le porte alla deriva portava il nome di Turco &#8211; Napolitano. </address>
<address>Ci sarebbe bisogno di un forte e radicale ripensamento, ma non se ne vede alba. Allora forse sarà  necessario di nuovo rimboccarsi le maniche, di riproporre una forte azione di riorganizzazione da parte della cosiddetta e a volte fantomatica “società civile”. Di ripensare ad azioni incisive, partendo dal livello politico, ma che implichino un impatto diretto sul territorio. Ripensiamo per esempio a quanto fatto nel passato (ormai, accidenti, troppo lontano), quando a Villa Linterno era stata organizzata dall’Arci un’assistenza reale e tangibile ai nuovi schiavi, sfidando i poteri forti e reali di quella zona. </address>
<address>C’è bisogno di un novo coraggio,di una nuova sfida e sarà meglio essere in molti, di metterci assieme, di trovare un punto di partenza, un coordinamento tra le forze che ci sono. Promotori di questa azione potrebbero, dovrebbero essere quelle associazioni più diffuse e radicate sul territorio (si ripete con una certa insistenza questo termine, forse perché determinante) che oltre a rappresentare un gran numero di persone, si possono proporre come migliore e più credibile controparte. Perché sono in grado di organizzarsi e organizzare come successo nel recente passato anche se in contesti diversi.</address>
<address>Perché possono mettere a disposizione una forza concreta e pratica che si può offrire anche come manovalanza (pure esperta) in azioni e progetti come quelli a cui si accennava in precedenza. Perché altrimenti saremo destinati a subire ancora senza essere in grado di replicare. Perché formate e rappresentanti della famosa società civile che conosce il territorio e può capire come meglio interagire senza creare scompensi , comprendere che la soluzione non è scegliere tra bianchi e neri le vittime, ma finalmente che entrambi subiscono le conseguenze di scelte scellerate, che solo assieme si può chiedere e trovare una soluzione umana e degna. Per evitare che le ragionevoli reazioni alle azioni violente contro i più sfigati diventino a loro volta veicolo di ulteriori sopraffazioni. </address>
<address>Gli uni devono conoscere ed abbracciare le ragioni degli altri, unirsi nelle rivendicazioni e cercare di capire che non fa differenza essere sfruttati dai simili oppure dai diversi. Le stesse vittime della reazione degli immigrati sono spesso a loro volta la parte più debole della società locale.</address>
<address>Noi siamo un piccolo circolo Arci, ma le nostre esperienze ci insegnano che per ottenere qualche risultato si deve essere coraggiosi, andare anche dove pare non ci si sia approdo, insistere opponendo alle critiche la forze delle nostre ragioni. Cercando anche con chi non approva le nostre scelte di confrontarci con il nostro lavoro. </address>
<address>C’è urgente necessità di passare ai fatti, di organizzarci tutti assieme patendo dalla consapevolezza che nessun soggetto politico è disposto a cercare un rimedio (me non per questo ripudiarlo a priori) ad una situazione che sta sfuggendo di mano e rischia di produrre danni ben maggiori di quanto, pur gravissimo, è già successo.</address>
<address></address>
<address>Controinformazione  resistente n° 2</address>
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		<title>Se Gesù fosse nato nell&#8217;Italia 2000</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 13:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA["White Christmas"]]></category>
		<category><![CDATA[Coccaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[BRESCIA &#8211; A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L&#8217;amministrazione di destra &#8211; sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl &#8211; ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.
Un nome scelto proprio perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>BRESCIA &#8211; A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L&#8217;amministrazione di destra &#8211; sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl &#8211; ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.</address>
<address>Un nome scelto proprio perché l&#8217;operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l&#8217;ideatore dell&#8217;operazione, l&#8217;assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi &#8220;per me il Natale non è la festa dell&#8217;accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità&#8221;.</address>
<address>Brescia, il comune di Coccaglio lancia l&#8217;operazione &#8220;White Christmas&#8221;<br />
I vigili casa per casa a controllare gli extracomunitari<br />
Un bianco Natale senza immigrati<br />
Per le feste il comune caccia i clandestini<br />
Obiettivo: &#8220;Far piazza pulita&#8221; dice il sindaco. E l&#8217;assessore alla Sicurezza afferma<br />
&#8220;Natale non è la festa dell&#8217;accoglienza ma della tradizione cristiana&#8221;<br />
Quindi, se al posto di 2000 anni fa succedesse adesso,<br />
il Natale sarebbe potuto essere così…</address>
<address>25 dicembre 2009: “Trovato neonato in una stalla. La polizia e i servizi sociali indagano. Arrestati un falegname e una minorenne”. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un comune cittadino (obbediente all’invito del ministro Maroni): aveva scoperto una famiglia accampata in una stalla. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad un neonato avvolto in uno scialle e depositato in una mangiatoia dalla madre extracomunitaria, tale Maria H. di Nazareth, appena quattordicenne.</address>
<address>Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, un uomo, successivamente identificato come Giuseppe H di Nazareth, ha opposto resistenza spalleggiato da alcuni pastori e tre stranieri presenti sul posto. Sia Giuseppe H. che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.</address>
<address><span id="more-663"></span>L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di Dio per cui non si escludono legami con Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.</address>
<address>Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità di Nazareth per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo Maria H. è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono dubbi sullo stato di salute mentale della donna la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio.</address>
<address>Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura con addosso una lunga veste bianca e due ali sulla schiena (?). Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.</address>
<address>Controinformazione resistente n° 1</address>
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		<title>&#8220;Carta dei sentieri di Montereale Valcellina&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 18:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[carta dei sentieri di Montereale Valcellina]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Prealpi Carniche]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/01/locandina-presentazione-carta.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-657 alignnone" title="locandina-presentazione-carta" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2010/01/locandina-presentazione-carta-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
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		<title>Buen vivir   Per una nuova democrazia della Terra</title>
		<link>http://www.arcitinamerlin.it/archives/653</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 16:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Buen Vivir]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione libro]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del libro di Giuseppe De Marzo
Buen vivir
Per una nuova democrazia della Terra
prefazione di Adolfo Pérez Esquivel
postfazione di Gianni Minà, Edizioni EDS 2009
Sarà presente l&#8217;autore


13 Gennaio &#8211; UDINE &#8211; Libreria Friuli ore 18.00 Via Dei Rizzani,1/3
14 Gennaio &#8211; TRIESTE &#8211; Libreria Minerva ore 18.00 Via San Nicolò, 20
15 Gennaio &#8211; PORDENONE &#8211; Casa del Popolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Presentazione del libro di Giuseppe De Marzo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Buen vivir</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Per una nuova democrazia della Terra</strong></em></p>
<p style="text-align: center;">prefazione di Adolfo Pérez Esquivel</p>
<p style="text-align: center;">postfazione di Gianni Minà, Edizioni EDS 2009</p>
<p style="text-align: center;">Sarà presente l&#8217;autore</p>
<div style="text-align: center;">
<ul>
<li><strong>13 Gennaio &#8211; UDINE &#8211; Libreria Friuli ore 18.00 Via Dei Rizzani,1/3</strong></li>
<li><strong>14 Gennaio &#8211; TRIESTE &#8211; Libreria Minerva ore 18.00 Via San Nicolò, 20</strong></li>
<li><strong>15 Gennaio &#8211; PORDENONE &#8211; Casa del Popolo di Torre ore 20.45 Via Carnaro, 10</strong></li>
<li><strong>16 Gennaio &#8211; GORIZIA &#8211; Libreria Ubik ore 16.00 Corso Giuseppe Verdi, 119</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: center;">I paradossi dei nostri tempi. Un altro orizzonte: ripensare il paradigma di civiltà riunificando cultura e natura. Dai conflitti ecologici distributivi la nascita delle nuove soggettività. Nuove pratiche e linguaggi per superare la rottura del contratto sociale.</p>
<p style="text-align: center;">L´umanità è immersa in una crisi inedita, le cui cause vanno indagate in profondità. Cause complesse che mettono in luce l´insostenibilità politica e sociale di un modello di sviluppo che ha dimostrato la sua inadeguatezza e che pone domande forti, legate alla sopravvivenza stessa dell´uomo sul pianeta. Concetti e strumenti come riformismo e rivoluzione non riescono oggi ad affrontare e a risolvere problemi così complessi e interdipendenti. La conseguenza è un altro enorme paradosso: vivere un tempo in cui vengono poste domande forti ma le risposte appaiono estremamente deboli. Domande come: esiste un´alternativa al modello capitalista? è realizzabile migliorare la vita di miliardi di persone tenute ai margini? si può coniugare l´economia con la difesa dell´ambiente? è possibile sperimentare un nuovo patto sociale e ripensare le forme della rappresentanza? Dall´America latina all´Asia, all´Africa, a molte comunità e territori<br />
del Nord del mondo i conflitti ambientali e sociali hanno creato le condizioni per la formazione di un campo nuovo. Una sociologia dell´assenza che a partire dalla democrazia deliberativa e dalla responsabilizzazione collettiva lavora alla costruzione di un nuovo paradigma di civiltà, fondato sul buen vivir e su una relazione armoniosa con la natura. Educazione popolare, autogoverno, orizzontalità, giustizia sociale, mutualismo, creatività e decolonizzazione del potere sono gli strumenti e le pratiche che l´ecologismo dei poveri utilizza per costruire una democrazia della Terra. Il protagonismo dei movimenti indigeni, dei movimenti impegnati per la difesa dei beni comuni e per i diritti di cittadinanza mette in luce la rottura del contratto sociale e la necessità di ridefinirlo a partire dalle nuove condizioni poste dalle crisi.</p>
<p style="text-align: center;">Giuseppe De Marzo, economista, attivista e portavoce dell´associazione A Sud.</p>
<p style="text-align: center;"><span id="more-653"></span>Udine<br />
13 Gennaio presso la Libreria Friuli ore 18.00<br />
Via Dei Rizzani,1/3</p>
<p style="text-align: center;">Interverranno:<br />
Don Pierluigi Di Piazza<br />
Lisa Lombardini A Sud FVG<br />
Giuseppe De Marzo</p>
<p style="text-align: center;">Trieste<br />
14 Gennaio presso la libreria Minerva ore 18.00<br />
Via San Nicolò, 20</p>
<p style="text-align: center;">Interverranno:<br />
Lisa Lombardini A Sud FVG<br />
Giuseppe De Marzo<br />
Roberto Cosolini segretario del PD<br />
Dott. Giorgio Tamburlini<br />
Pediatra consulente OMS</p>
<p style="text-align: center;">Pordenone<br />
15 Gennaio presso la Casa del Popolo di Torre ore 20. 45<br />
via Carnaro, 10</p>
<p style="text-align: center;">Interverranno:<br />
Lisa Lombardini A Sud FVG<br />
Giuseppe De Marzo</p>
<p style="text-align: center;">in collaborazione con:<br />
Arci Tina Merlin di Montereale<br />
Ass. Argentina Vientos del Sur<br />
Ass. Nazionale Italia Cuba &#8211;  Circolo pordenoneseGino Donè<br />
Ass Immigrati di San Vito al Tagliamento<br />
Comitato 25 Aprile</p>
<p style="text-align: center;">Gorizia<br />
16 Gennaio presso Libreria Ubik ore 16.00<br />
Corso Giuseppe Verdi, 119</p>
<p style="text-align: center;">Interverranno:<br />
Lisa Lombardini A Sud FVG<br />
Giuseppe De Marzo</p>
<p style="text-align: center;">Le presentazioni del libro sono organizzate dall&#8217;Associazione A SUD Ecologia e Cooperazione ONLUS</p>
<p style="text-align: center;">per informazioni:<br />
<a href="mailto:fvg@asud.net">fvg@asud.net</a><br />
<a href="mailto:lisalombardini@gmail.com">lisalombardini@gmail.com</a><br />
349 0844157</p>
</div>
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		<title>Manifestazione Nazionale Antirazzista</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 13:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[17 ottobre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[No al]]></category>
		<category><![CDATA[No al razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[

ROMA 17 OTTOBRE 2009
Piazza della Repubblica, ore 14.30
Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.
A 20 anni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a rel="lightbox" href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/09/contenuto15413imm1.jpg" target="_blank"></a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><img src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/09/contenuto15413imm1.jpg" alt="" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>ROMA 17 OTTOBRE 2009<br />
Piazza della Repubblica, ore 14.30</strong></p>
<p>Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.<br />
A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dalle politiche del governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza approvato dalla maggioranza di centro destra risponde ad un intento persecutorio, introducendo il reato di “immigrazione clandestina” e un complesso di norme che peggiorano le condizioni di vita dei migranti, ne ledono la dignità umana e i diritti fondamentali.<br />
Questa drammatica situazione sta pericolosamente incoraggiando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.<br />
Intanto, nel canale di Sicilia, ormai diventato un vero e proprio cimitero marino, continuano a morire centinaia di esseri umani che cercano di raggiungere le nostre coste.<br />
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.<br />
Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, sociali e politiche, a tutti i movimenti a ogni persona a scendere in piazza il 17 ottobre per dare vita ad una grande manifestazione popolare in grado di dare voce e visibilità ai migranti e all’Italia che non accetta il razzismo sulla base di queste parole d’ordine&amp;#1475;</p>
<p>&gt;No al razzismo<br />
&gt;Regolarizzazione generalizzata per tutti<br />
&gt;Abrogazione del pacchetto sicurezza<br />
&gt;Accoglienza e diritti per tutti<br />
&gt;No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono<br />
&gt;Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro<br />
&gt;Diritto di asilo per rifugiati e profughi<br />
&gt;Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)<br />
&gt;No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti<br />
&gt;Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti<br />
&gt;Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro<br />
&gt;Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche e transgender.<br />
&gt;A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro</p>
<p>Comitato 17 ottobre<br />
<a style="text-decoration: underline;" title="www.17ottobreantirazzista.org" href="http://www.17ottobreantirazzista.org" target="_blank"><span style="color: #2a5db0;">www.17ottobreantirazzista.org</span></a><br />
Per adesioni: <a style="text-decoration: underline;" title="comitatoroma17ottobre@gmail.com" href="mailto:comitatoroma17ottobre@gmail.com" target="_blank"><span style="color: #2a5db0;">comitatoroma17ottobre@gmail.com</span></a></p>
<p><strong>Da Pordenone partirà una corriera organizzata da Rifondazione Comunista, ARCI e CGIL, che partirà verso le 05:00 del giorno sabato 17 ottobre, con rientro previsto per le 02:00 circa del giorno domenica 18 ottobre.</strong></p>
<p><strong>Questi i numeri di riferimento:</strong></p>
<p><strong>Michele Negro 3384475550</strong></p>
<p><strong>Fabio Passador 347 4716923</strong></p>
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		<title>FotografARCI &#8211; filò partigiano 18.04.2009</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 13:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Filò Partigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Montereale valcellina]]></category>

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		<description><![CDATA[








]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2220.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-450 aligncenter" title="dscf2220" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2220-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2243.jpg" rel="lightbox"><img class="alignnone size-medium wp-image-451" title="dscf2243" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2243-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2283.jpg" rel="lightbox"><img class="alignnone size-medium wp-image-452" title="dscf2283" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2283-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2254.jpg" rel="lightbox"><img class="alignnone size-medium wp-image-453" title="dscf2254" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2254-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2279.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2277.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-455 aligncenter" title="dscf2277" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2277-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2279.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-454 aligncenter" title="dscf2279" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2279-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2226.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-456 aligncenter" title="dscf2226" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2226-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2274.jpg" rel="lightbox"><img class="size-medium wp-image-457 aligncenter" title="dscf2274" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/07/dscf2274-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Sabato 2 maggio a Casera Ditta (Erto)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antifa]]></category>
		<category><![CDATA[Festa]]></category>
		<category><![CDATA[casera Ditta]]></category>
		<category><![CDATA[Erto]]></category>
		<category><![CDATA[Liberazione]]></category>

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		<description><![CDATA[FESTA DELLA LIBERAZIONE
Anche quest&#8217;anno il comitato Casera Ditta si organizza per resistere.

Sabato 2 Maggio 2009
come di consueto ci ritroveremo per ricordare la fondazione del battaglione Ferdiani, precursore della resistenza armata alla dittatura nazi-fascisti.
Per non dimenticare e per portare avanti i sogni e le speranze di chi ha sacrificato la propria gioventù pensando al nostro futuro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">FESTA DELLA LIBERAZIONE</h1>
<p style="text-align: center;">Anche quest&#8217;anno il comitato Casera Ditta si organizza per resistere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/04/images1.jpg" rel="lightbox"><img class="alignnone size-medium wp-image-374" title="images1" src="http://www.arcitinamerlin.it/wp-content/uploads/2009/04/images1.jpg" alt="" width="124" height="93" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;">Sabato 2 Maggio 2009</h3>
<p style="text-align: center;">come di consueto ci ritroveremo per ricordare la fondazione del battaglione Ferdiani, precursore della resistenza armata alla dittatura nazi-fascisti.</p>
<p>Per non dimenticare e per portare avanti i sogni e le speranze di chi ha sacrificato la propria gioventù pensando al nostro futuro. Non più con <em>Sten</em> o il <em>91</em> ma con la memoria, l&#8217;informazione e la cultura: questo è oggi il nostro modo di resistere.</p>
<p>Nel corso della giornata la scrittrice alpinista Paola Lugo presenterà il suo nuovo libro <em>MONTAGNE RIBELLI &#8211; Guida ai luoghi della resistenza</em>, edizione Mondadori, un&#8217;interessante passeggiata letteraria sui sentieri partigiani.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è per le ore 11.00 in rifugio. Il programma è molto elastico e darà la possibilità, dopo i saluti ed i brevi discorsi di rito, di allargare la chiacchierata a tutti i partecipanti davanti un bicchiere di vino ed una salsiccia. Si parlarà, si berrà, si suonerà e si canterà, tutto per ricordarci di resistere.</p>
<p>Non è improbabile che qualcuno di quei giovani del &#8216;43 &#8211; &#8216;45 si trovi qui con noi quel giorno a ricordare.</p>
<p>Le informazioni per patrocini ed adesioni si possono trovare sul sito <a href="http://www.zonapiave.org/" target="_blank">www.zonapiave.org</a></p>
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