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Annullato il referendum a Vicenza

 

 

Dormiranno in parecchi sotto le finestre della Prefettura per difendere il diritto di una comunità a esprimersi sul destino del territorio. A Vicenza doveva tenersi domenica prossima, dopo due anni di mobilitazione ininterrotta, una consultazione popolare, un referendum, elementare esercizio di democrazia partecipata rispetto a una decisione calata dall’alto: una nuova, ennesima, base Usa, spacciata per ampliamento di quella che già occupa dal ‘51 un bel pezzo di territorio. Una colata di cemento sull’unico polmone verde dove scorre una falda acquifera fondamentale per la sete del Veneto. Una base di guerra a poche centinaia di metri, in linea d’aria dai capolavori palladiani.

1 Commento to “Annullato il referendum a Vicenza”

  1. CadaA scrive:

    Piena solidarietà ai compagni vicentini, che di fronte alla violenza ed alla repressione di Stato si sono mobilitati per impedire che la loro città venga violentata, saccheggiata e condannata dalle logiche del militarismo e del business.
    Secondo me, il referendum o ogni iniziativa che rompa le connivenze di potere e dia libera espressione alla città di Vicenza, apre spazi di conflittualità, radicalizza le coscienze, dà un’ulteriore possibilità all’organizzazione dal basso delle lotte e della propria vita.

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