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Strappato alla madre perchè comunista

Ritorna la caccia alle streghe!?

Tra gli anni quaranta e cinquanta negli Stati Uniti, un senatore repubblicano del Winsconsin chiamato Joseph Mc Carthy, si fece portabandiera di un fenomeno, che appunto venne definito Maccartismo e che si caratterizzava per la persecuzione di tutte quelle persone sospettate di avere simpatie comuniste. Questi sospetti si addentrarono sino alle più alte istituzioni americane, arrivando fino ad Hollywood, dove persino all’attore Charlie Chaplin venne cancellato il visto di rientro negli Stati Uniti, dopo aver trascorso un periodo in Europa. Questo fenomeno venne bocciato dallo stesso pubblico americano che criticò la maniera del senatore di portare avanti i processi contro i sospettati, che in molti casi venivano giudicati innocenti.

In questi giorni, seguendo il caso del ragazzo di Catania, che, dopo il provvedimento con cui la prima sezione civile del Tribunale di Catania ha affidato il giovane al padre anziché alla madre, sembra che l’appartenenza politica ad un gruppo di sinistra sia diventata una discriminante sociale e per di più influente all’interno delle questioni famigliari.

Il ragazzo, uno studente della scuola media secondaria, che sta affrontando questa grave crisi famigliare che vede i due genitori combattere per una causa di divorzio e l’affidamento di altri due figli, una di cui una figlia maggiorenne che ha già deciso di vivere con la madre, si è visto accusare dal padre di far parte di un circolo dei Giovani Comunisti (organo giovanile di Rifondazione Comunista) e per questo di essere un estremista e per di più drogato. Questa la mossa che è stata studiata dal padre, un dipendente comunale dalle chiare posizioni anticomuniste, in maniera tale da poter accusare la madre del ragazzo di essere troppo permissiva e di non riuscire a contrastare le abitudini a sua detta estremiste e sbandate di suo figlio.

Il fatto di usare tali motivazioni, che di ragioni politiche non sono, ma che usano le idee politiche come mezzo di diffamazione all’interno di una crisi famigliare, ci deve far riflettere ed indignare tutti. Ma la cosa che più colpisce in questa vicenda è come i servizi sociali abbiano motivato con le stesse ragioni del padre la ragione per la quale il figlio debba essere tolto alla madre per essere affidato ad un padre mai amato e che lo vede accusare di condurre una vita sbandata ed avere delle idee sbagliate.

Il ragazzo, che rischia di essere affidato ad comunità, si è sottoposto al drug test da quale risulta negativo, sbattendo così in faccia al padre la verità sulle sue abitudini, che a detta dei dirigenti del circolo sono ammirevoli per il costante impegno sociale nella lotta antimafia insieme ad altrettanti meravigliosi giovani all’interno del circolo “Tienanmen” di Catania.

I legali stanno cercando di riaprire la questione chiedendo un riesame, ma di sicuro, in un periodo così oscuro della storia italiana, il messaggio culturale che deriva da questa vicenda è spaventoso. Dopo la continua campagna anticomunista dell’attuale capo del governo, sembra che le istituzioni più vicine alla società, come i servizi sociali appunto, si stiano trasformando in un braccio legale alla lotta che questo governo ha inaugurato contro i “diversi”, iniziando con i rom, gli omosessuali e ora con i ragazzi che simpatizzano idee comuniste. Mi ricorda questa poesia di Bertold Brecht, vecchia di sessant’anni ma ancora molto attuale:

All’ inizio vennero a prendere gli zingari,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè si sa, un po’ rubacchiano.
Poi vennero a prendere gli ebrei,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè in fondo mi sono sempre stati antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e io non protestai, non dissi niente,
perchè un po’ mi hanno sempre dato fastidio.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non protestai, non dissi niente,
tanto io non sono mica comunista.
Infine, un giorno, vennero a prendere me.
E a quel punto non c’ era più nessuno a protestare”.

A questo punto non ci si può che indignare davanti a fatti simili, ma sembra che questa vicenda sia passata tra il silenzio generale anche tra i banchi di un’opposizione davvero latente e che non riesce a contrastare più le azioni di un governo sempre più autoritario e che ahimè, se dovessimo tornare a votare domani, la gente riconfermerebbe ancora.

Da noi dell’ARCI non può che partire un abbraccio alla madre di questi tre figli che ritrovano all’interno di una vicenda più grande di loro e sicuramente al ragazzo, ben capendo le difficoltà di essere militante di sinistra, in un contesto come la Sicilia, che ha fatto della lotta anticomunista un life motiv, portandola anche all’interno delle istituzioni ai servizi alla persona, grazie al classico clientelismo di stampo democristiano. In tempi come questi, dove le conquiste sociali degli anni Settanta sembrano cancellarsi davanti all’ondata di inciviltà che sta percorrendo tutto il paese e che si riflette nelle scelte politiche del governo, chiediamo a tutte le forze democratiche, antifasciste e comuniste di indignarsi e rispondere davanti a provocazioni di questo stampo, dimostrando il valore sacro di libertà di pensiero nel paese che abbiamo costruito dopo la lotta di Liberazione al nazifascismo.

Fabio Passador

Circolo ARCI “Tina Merlin” di Montereale Valcellina (PN)

2 Commenti to “Strappato alla madre perchè comunista”

  1. Gian Luigi Bettoli scrive:

    NON E’ BRECHT, MA NIEMOELLER.

    Il bellissimo pezzo citato non è di Bertoldt Brecht (al quale lo ho attribuito anch’io per tanto tempo, finché non sono stato corretto da un altro compagno), ma del pastore protestante Martin Niemoeller, il principale esponente della protestante “Chiesa Confessante”.
    Il fatto che l’Arci nazionale abbia rilanciato la tesi “brechtiana” dimostra solo due cose: la grande capacità comunicativa dell’Arci - basta vederne al proposito gli effetti su Google - ma anche il fatto che spesso si fa propaganda per sentito dire, il che non va molto bene. Ai vecchi tempi, i dirigenti politici - vedi Gramsci e Togliatti, solo per fare due esempi - erano anche grandi uomini di cultura.
    Al proposito, ti metto di seguito qualche sito che ho trovato:
    http://www.history.ucsb.edu/faculty/marcuse/niem.htm (è uno studio certosino, con un sacco di links, del nipote del grande Herbert Marcuse, anche se purtroppo è in inglese);
    http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=6545 (biografia scritta da un giornalista di “Liberazione”).

  2. ok scrive:

    good site ajkpqo

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