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Salviamo la scuola pubblica!

 

Ministro Gelimini

Ministro Gelimini

A ridosso d’inizio anno scolastico, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, propone e a volte realizza, qualche isolata variazione nel sistema scolastico: dal grembiulino per tutti (anche per le ragazze delle superiori, come era una volta?), insufficienza in condotta = bocciatura (ma prendere 7 non era già abbastanza negativo?), insegnamento dell’educazione civica (ma  “Storia ed educazione civica” non erano già curricolari?); voto al posto del  giudizio (ma cambia la sostanza?), maestro unico (Ma! Qualche nostalgia di ritorno guasta?). Piccole cose, che a volte creano anche ingenue simpatie, distogliendo però l’attenzione dall’obbiettivo di fondo di questo Governo di destra: la privatizzazione del sistema statale d’istruzione. Un obbiettivo che il Ministro Gelmini non tralascia mai di ribadire menzionando sempre le tre direttive della sua Riforma a venire: Sussidiarietà dello Stato, Fondazioni scolastiche autonome, Merito dei docenti.

1 Commento to “Salviamo la scuola pubblica!”

  1. CadaA scrive:

    Grembiule, voto in condotta, ecc… cosi trionferà la gerarchia e l’autoritarismo… tanto l’Italia non ha votato ancora una volta per l’ordine e la disciplina?!
    Questo decreto segna così un ulteriore passo verso l’autonomia del potere esecutivo dal parlamento, in cui la democrazia delegata è diventata una tragica finzione ed il governo un luogo di accentramento senza critica e verifica.
    Tornando alla scuola, c’è poco da fare, nel senso, che così come la Riforma Moratti è stata battuta e mai attivata grazie alla mobilitazione dal basso del mondo della scuola e dai tanti comitati a democrazia diretta nati in tutta Italia e anche a Pordenone, sms (studenti movimento sempre); così come il tempo pieno ha resistito alla riforma Moratti grazie a quegli stessi comitati misti di genitori-docenti che si sono auto-organizzati ed hanno direttamente manifestato la loro opposizione e la loro determinazione a difendere la scuola pubblica come diritto ed interesse immediato per le proprie condizioni materiali di vita, anche oggi è necessaria una grande mobilitazione dal basso nelle scuole, nelle città, nelle regioni, che coinvolga le famiglie, i docenti, le associazioni professionali e culturali per impedire l’annientamento della scuola pubblica.

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