search
top

Basta alla violenza in Palestina!

 

 

“Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento,

ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo.

Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario,

ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare, il coraggio di disertare –

non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altra Palestina, terza e diversa,

mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas.

Non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l’altro Israele, terzo e diverso,

mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.”

 

Lettera da Ramallah di Mustafah Barghouti

LA MARINA ISRAELIANA SPERONA IN ACQUE INTERNAZIONALI LA NAVE UMANITARIA DIGNITY

DIRETTA A GAZA CON UN CARICO DI MEDICINALI E OPERATORI UMANITARI.

 

La Dignity, la nave in missione umanitaria verso Gaza assediata, è stata attaccata dalla Marina Israeliana in acque internazionali.

La Dignity è stata circondata da almeno una mezza dozzina di navi da guerra israeliane. Le navi hanno aperto il fuoco intorno alla DIgnity, e una di esse ha speronato l’imbarcazione civile causando danni e aprendo una falla.

Contravvenendo alla legge marittima internazionale, gli israeliani hanno impedito alla Dignity di attraccare a Gaza o di trovare rifugio sicuro in Egitto o in Libano. Al contrario, la marina israeliana ha chiesto che la Dignity tornasse a Cipro da dove era partita, nonostante l’imbarcazione non avesse abbastanza carburante per farlo.

Fortunatamente, nessuno dell’equipaggio è stato ferito seriamente. A bordo ci sono 15 passeggeri civili di 11 paesi diversi, tra cui una parlamentare cipriota, giornalisti della CNN e di Al Jazeera, una ex deputata del Congresso Usa, medici e attivisti dei diritti umani.

A quanto si sa in questo momento, la nave che imbarca acqua sta navigando verso il Libano.

La nave Dignity opera per la campagna internazionale Free Gaza, e da mesi fa la spola con il porto di Gaza rompendo l’assedio e portando aiuti umanitari per la popolazione civile. Questa volta il suo carico era composto da una tonnellata di medicinali destinati agli ospedali.

 

Amnesty International chiede protezione per i civili a Gaza e nel sud d’Israele

CS166: 29/12/2008

Amnesty International ha chiesto alle forze israeliane e ai gruppi armati palestinesi di porre immediatamente fine agli attacchi illegali contro Gaza e il sud d’Israele, che a partire da sabato 27 dicembre hanno causato la morte di almeno 280 civili palestinesi e di due civili israeliani.

I bombardamenti sulla Striscia di Gaza hanno provocato il più alto numero di morti e feriti mai registrato in quattro decenni di occupazione israeliana: tra le vittime palestinesi vi sono decine di civili non armati e di poliziotti che non stavano prendendo parte alle ostilità.

L’uso sproporzionato della forza da parte di Israele è illegale e rischia di provocare ulteriore violenza in tutta la regione” - ha dichiarato Amnesty International. “L’escalation di violenza è arrivata in un momento in cui la popolazione di Gaza già era impegnata in una lotta quotidiana per la sopravvivenza, a causa del blocco israeliano che impedisce l’ingresso anche di viveri e medicinali”.

Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi condividono la responsabilità per l’escalation. I continui lanci di razzi sulle città e i villaggi israeliani sono illegali e non possono essere giustificati in alcun modo” - ha proseguito Amnesty International, che ha sollecitato la comunità internazionale a intervenire senza indugio per garantire che i civili intrappolati nella violenza siano protetti e che il blocco di Gaza sia rimosso.

L’ultimo pesante attacco ha portato a 650 il numero dei palestinesi uccisi quest’anno dalle forze israeliane: almeno un terzo delle vittime, tra cui 70 bambini, erano civili. Nello stesso periodo, i gruppi armati palestinesi hanno ucciso 25 israeliani, 16 dei quali civili, tra cui quattro bambini. Negli ultimi otto anni la violenza israelo-palestinese ha causato la morte di circa 5000 palestinesi e 1100 israeliani. La maggior parte delle vittime da entrambi i lati erano civili e tra esse figurano circa 900 bambini palestinesi e 120 bambini israeliani.

Nelle ultime settimane le agenzie delle Nazioni Unite, che provvedono all’80 per cento del fabbisogno alimentare di un milione e mezzo di abitanti, hanno ripetutamente protestato contro il rifiuto israeliano di consentire l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza.

Il blocco israeliano ha fatto sì che la tregua di cinque mesi e mezzo tra Israele, Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi migliorasse di poco o niente la vita della popolazione di Gaza. La tregua è di fatto cessata il 4 novembre, quando le forze israeliane hanno ucciso sei militanti palestinesi e una scarica di razzi palestinesi ha colpito le città e i villaggi del sud d’Israele.

FINE DEL COMUNICATO Roma, 29 dicembre 2008

FERMARE IL MASSACROGAZA.

 

Continuano i bombardamenti su una popolazione assediata da due anni e assiepata nella striscia di Gaza. Israele prepara l’invasione da terra.

L’obiettivo dichiarato del Governo Israeliano è Hamas. Le vittime reali sono uomini e donne che non possono neppure scappare.

L’attacco di questi giorni non ha fermato i lanci di razzi contro il sud di Israele, e mette semmai maggiormente in pericolo le città del sud.

L’assedio di Gaza dura da due anni interi.

Tutte le leggi internazionali sono state violate da Israele in questi anni, senza che ne pagasse alcun prezzo.

E’ una solidarietà sbagliata e controproducente per lo stesso popolo israeliano e per la stabilità di tutto il mondo.

In nome della difesa di città assediate la comunità occidentale ha fatto la guerra, nel decennio passato. Ora tace.

Neppure il massacro di queste ore smuove la comunità internazionale

Cessare il fuoco subito e fermare l’invasione non può essere un invito.

Deve essere un ordine delle Nazioni Unite.

Deve essere imposta la fine dell’assedio, la fine dei preparativi dell’invasione e la riapertura della striscia.

Devono essere imposti tempi, contenuti, modalità di un negoziato su basi eque e fondato sul diritto internazionale.

La comunità internazionale perde la sua dignità ogni volta che un civile perde la vita, in queste ore.

 

Video del massacro a Gaza:  http://it.youtube.com/watch?v=wlvZ3uz9bWM

1 Commento to “Basta alla violenza in Palestina!”

  1. CadaA scrive:

    DOMENICA 4 GENNAIO ORE 16.00

    SIT-IN ITINERANTE IN SOLIDARIETADEL POPOLO PALESTINESE

    DA PIAZZA MAESTRI DEL LAVOROPORDENONE

    Info:
     http://kollettivospartaco.blogspot.com/2009/01/manifestazione-in-solidariet-del-popolo.html

Manda una risposta