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La protesta studentesca in Grecia si trasforma in tragedia

L’uccisione da parte della polizia del 15enne Andreas Grigoropoulos e due giorni di scontri e riot in molte città del paese, non si fermano proteste e conflitto. La Grecia è in rivolta, spinta dalla rabbia per l’omicidio poliziesco, travolta anch’essa da un crisi globale che, gli studenti in primis, non voglion pagare…!!
Da tre giorni molte città greche sono bloccate e attraversate dallo scatto di rabbia scaturito dall’omicidio
poliziesco di sabato sera nel quartiere Exarchia, luogo nel quale i poliziotti della Blue Suit hanno ucciso lo studente 15enne Andreas Grigoropoulos. La Grecia è giunta al suo terzo giorno di rivolta: scontri con le forze dell’ordine, barricate lungo le strade, assalti a banche supermercati e negozi, attacchi a uffici governativi ed a commissariati. In ogni parte del paese nascono focolai che poi la polizia difficilmente riesce a spegnere, nonostante la mano dura che sta utilizzando. L’opposizione ha una composizione sociale che vede in primis gli studenti delle scuole superiori e dell’università come protagonisti, affiancati certamente da altri diversi soggetti come disoccupati e lavoratori precari. La spinta alla ribellione è stata indubbiamente data dal criminale gesto poliziesco, l’omicidio di Andreas ha dato il la alla spontanea rabbia delle migliaia di giovani di Atene (e non solo) che stavano vivendo il loro sabato sera, ma per il carattere che ha poi assunto la protesta la rivolta dev’essere inquadrata anche nel contesto di crisi globale che la Grecia, così come il resto d’Europa e (ancora maggiormente) gli Stati Uniti, sta attraversando. Ciò è dato innanzitutto dagli obiettivi che gli studenti hanno individuato come nemici simbolici da colpire con le loro azioni: non solo uffici delle istituzioni e della polizia, ma soprattutto banche e centri commerciali. Un “noi la crisi non la paghiamo!” sospinto dall’Italia, assunto e praticato in Grecia da parte di studenti e studentesse anch’essi in mobilitazione contro le ristrutturazioni e i tagli allo stato sociale.
Ascolta l’intervista realizzata da Radio Onda d’Urto con Ianis, compagno del movimento anticapitalista greco, che inquadra la rivolta nel contesto della crisi
Questa mattina a Salonicco centinaia di studenti si sono riversati in strada, ingaggiando duri scontri con le forze di polizia in tenuta anti-sommossa, hanno tentato di attaccare un commissariato ed hanno poi assaltato negozi e distrutto veicoli in sosta. Ad Atene molti ragazzi rimangono barricati in due campus universitari, restano bloccate due importanti vie della capitale ed un’arteria ferroviaria. Nel pomeriggio sono previste altre manifestazioni in molte città della Grecia, il corteo più grande sarà quello di Atene.
Le università resteranno bloccate per un paio di giorni visto il blocco deciso dalle autorità e lo sciopero di tre giorni proclamato dai professori. Lo stesso si riprodurrà in molte scuole del paese. Proseguono intanto
le occupazioni da parte degli studenti e delle studentesse, tra queste quello del Politecnico di Atene. Capitale nella quale sono state cancellate tutte le celebrazioni ufficiali previste per il Natale. Si avvicina nel frattempo lo sciopero generale del 10 dicembre, indetto da tempo dai sindacati, che sicuramente, dopo i fatti dell’Exarchia e le proteste seguite, assume una valenza ancor maggiore per il paese.

Alcune immagini della rivolta:

watch?v=yhN-2AEYuwM

http://espresso.repubblica.it/multimedia/mondo/3995522/2

La testimonianza di un’italiana ad Atene

Sono italiana e vivo ad Atene. Qui le notizie che circolano sono un pò
diverse. Nessuna bottiglia incendiaria. Nessuno scontro che precede i
colpi a morte da parte dello sbirro.
E’ risaputo che exarchia è un quartiere non solo considerato
“alternativo” ma per lo più politicizzato e ciò si avvalora di ragioni storiche che
risalgono alla resistenza ai colonnelli, alle rivolte del politecnico
(nelle immediate vicinanze del quartiere). E’ vero che spesso si assistono ad episodi di guerriglia urbana e scontri con la polizia, ma è altresì vero che quest’ultima, (che dalle undici di
sera in poi crea tutte le sere un cordone intorno all’intera area,
bardata da guerra e senza reali motivi per farlo, poichè il quartiere è
anche un posto pieno di bar e locali e frequentato davvero da gente di
tutti i tipi) difficilmente “entra” nel quartiere se non a seguito di
episodi particolari o con LA CHIARA INTENZIONE DI PROVOCARE. Questo è
unodi questi casi. Un gruppo di giovanissimi ragazzi ha cominciato a
gridare, dietro agli sbirri ed è stata lanciata VERSO la macchina una bottiglia
di birra VUOTA. Il tragico epilogo è che uno di queste bestie (che tengo a
sottolineare, perchè la cosa mi ha impressionata moltissimo la prima
volta che li ho guardati meglio, SONO GIOVANISSIMI, in genere tra i
18-19 e i 30 anni al massimo) è uscito dalla macchina e ha sparato 3 colpi
dritti al cuore di uno dei ragazzi. è morto sul colpo. Ora tutto il
centro di Atene brucia ed è stato devastato: non riesco a trovarlo
riprovevole.
Non riesco a non piangere.

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