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Un po di chiarezza sui richiedenti asilo politico

 

In risposta all’articolo comparso sul periodico d’informazione del Comune di Montereale Valcellina.

 

Siamo rimasti negativamente sorpresi dall’articolo a firma del consigliere comunale di minoranza Filippetto, riportato nell’ultima edizione del foglio informativo “Comunicando” dell’Amministrazione comunale e distribuito in tutte le famiglie del Comune. L’argomento affrontato nell’articolo è davvero epocale e di una difficoltà estrema: si tratta della situazione dei migranti e in particolare dei richiedenti asilo presenti sul suolo nazionale e quindi, anche di quelli attualmente domiciliati presso la struttura comunale “Menocchio” e in una casa privata a Grizzo di Montereale Valcellina.

Non è assolutamente la verità quella che il consigliere di minoranza scrive ed è quindi nostro dovere morale fare chiarezza su alcuni punti:

 

- l’operazione denominata Mare Nostrum è stata coordinata dalla Marina Militare dal 18 al 31 ottobre 2014, sostituita poi dall’operazione “Triton”, guidata dall’Unione Europea;

 

- il costo per lo Stato è di 35 euro al giorno per richiedente asilo/rifugiato. Di questi 2,5 euro al giorno spettano direttamente alla persona accolta, che può essere sostituito da carte telefoniche, biglietti d’autobus, ecc. Che cosa si comprende dentro i 32,5 euro al giorno? Dentro quella cifra sta tutto il costo dell’accoglienza: dal vitto e l’alloggio alle spese per il personale che gestisce centri e progetti, fino ai percorsi finalizzati al apprendimento dell’italiano o alla ricerca di casa e lavoro.

 

- l’emergenza sanitaria: non sono di certo malattie come l’ebola, la  scabbia o la tubercolosi ad arrivare con i flussi migratori. Chi arriva nelle nostre coste è comunque sottoposto a tutta una serie di controlli e cure mediche. Senza tener conto che i segni che portano con se queste persone sono disturbi post-traumatici da stress a cui si aggiungono altri disturbi psicofisici, traumi pre-migratori e difficoltà post-migratorie: per tanti migranti, richiedenti asilo  e rifugiati sono gli “effetti collaterali” delle violenze e della deprivazione che subiscono prima, durante o dopo il viaggio migratorio.

 

Situazioni quali guerre, persecuzioni e crisi economiche hanno da sempre provocato esodi e fuga di popoli alla ricerca di pace e di una vita migliore per se e per i propri figli. Affrontare questo enorme problema è davvero complesso,  difficile e mette a dura prova l’azione politica di tutti gli Stati coinvolti. Non dobbiamo dimenticarci che tale argomento è affrontato a livello planetario da disposizioni e procedure che integrano e in certi casi superano la competenza e la giurisdizione delle singole Nazioni, perché è solo attraverso una politica globale e una azione internazionali che si può sperare di affrontare tale problema.

Dare “in pasto” alla nostra comunità quel tipo di informazione contenuta nel articolo del notiziario comunale è davvero inaccettabile perché incompleta e politicamente strumentale. Come si fa a mettere in conflitto le reali difficoltà della nostra gente, con le altrettanto reali difficoltà e disagio di persone straniere, dimenticandosi, strumentalmente, dei danni provocati da una gestione politica del Paese assolutamente inadeguata?

Creare un clima di pericolo e di intolleranza nei confronti di persone deboli, uomini e donne, come noi, non è accettabile e non è un buon segnale di civiltà, in quanto assume la dimensione di un concreto pericolo di disgregazione sociale. Non dimentichiamoci, che i figli di queste persone vanno a scuola con i nostri, nei luoghi di lavoro ormai sono consolidate e qualificate le presenze di lavoratori stranieri. Dobbiamo invece lavorare ed educare all’accoglienza verso chi ha bisogno, riscoprendo la solidarietà che ci ha sempre contraddistinto come comunità.

 

Concludendo, la nostra associazione ha già dimostrato nel recente passato, che una positiva azione di integrazione è possibile riuscendo ad ottenere ottimi risultati, superando non poche difficoltà. Ci permettiamo di suggerire all’Amministrazione comunale che sul tema si avvii un percorso di iniziative sociali e culturali, al fine di dare una corretta informazione e si cominci da subito a mettere in pratica delle buone azioni, coinvolgendo il tessuto sociale sano presente sul nostro territorio. Per esempio, come già stanno facendo altre amministrazioni pubbliche, predisponendo dei progetti di inserimento sociale delle persone straniere presenti sul nostro territorio. Non sono cose impossibili, bisogna avere la volontà politica di farlo, noi siamo disponibili a collaborare.

 

Cordialmente.

 

Il Consiglio Direttivo del Circolo ARCI “Tina Merlin”

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